UBERTO (CHUGOBERCTUS, HUGBERTUS), SANTO

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UBERTO (Chugoberctus, Hugbertus), santo. Apostolo dell'Ardenne, fu vescovo di Tongres-Maastricht (oggi diocesi di Liegi) dal 705 ca. al 30 maggio 727. Festa il 3 nov.

N. nel 685 ca. da nobile famiglia e, a quanto pare, sposato, sarebbe padre di Floreberto, suo successore. Tra le molteplici opere da lui compiute, merita speciale ricordo la solenne traslazione del corpo del predecessore s. Lamberto da Maastricht a Liegi, dove s. U. amava risiedere (717 ca.). Durante una partita di pesca, un servitore gli fratturò inavvertitamente le dita di una mano, del che ebbe molto a soffrire e qualche tempo dopo morì a Tervueren. Fu sepolto nella chiesa dei SS. Apostoli a Liegi e il 3 nov. 743 ebbe luogo la prima elevazione del suo corpo che, nell'825, venne trasportato nell'allora nascente monastero di Andage, oggi il celebre santuario di St-Hubert-en-Ardenne. Patrono dei cacciatori (la legenda vuole che si sia convertito in occasione di una partita di caccia in seguito all'apparizione di un cervo recante la croce fra le corna), è soprattutto invocato contro la malattia della rabbia. Per questo motivo, nel tardo medioevo, s. U. fu annoverato con i ss. Antonio, Cornelio papa e Quirino martire nel gruppo dei 4 santi Marescialli (cf. Anal Boll., 60 [1942], p. 239). Tautumurgici effetti contro la rabbia si hanno al contatto con la chiave e la stola di s. U., conservate rispettivamente nella chiesa di S. Croce a Liegi e nel santuario di St-Hubert, che la leggenda vorrebbe consegnare a s. U., la prima da s. Pietro, la seconda da un Angelo. Portano il nome di s. U. molte confraternite, corporazioni (gildes) e l'Ordine cavalleresco, istituito nel 1444 da Gerardo, duca di Juliers. Nell'iconografia, s. U. è spesso raffigurato nella scena di caccia con il cervo, per cui viene facilmente scambiato con s. Eustachio (v.).

La Vita di s. U. è stata scritta da un suo chierico nel 743, opera maldestra ma sincera (ed. W. Levison, in MGH, Script. rer. Merov., VI [1913], pp. 482-96), ritocata da Giona di Orléans, per ordine del vescovo di Liegi Valtacaudo, tra l'825 e l'831 (BHL. 3994); in seguito le leggende fiorirono attorno al Santo.

BIBL.: Acta SS. Novembris, I. Bruxelles 1887, pp. 759-930 (studio di C. De Smedt); Martyr. Romanum, p. 494; L. Van Der Essen, Etude crit. et litt. sur les Vitae des Sants mécrivens, de l'anc. Belgique, Lovainio-Parigi 1907, pp. 53-71; F. Baix, St Hubert, in Terre Wallonne, 16 (1927), pp. 106-22, 214-20; 17 (1928), pp. 348-64; 19 (1930), pp. 160-79 (buona biogr. ma incompiuta); M. Coens, Une relat. incd. de la couvers, de St Hubert, in Anal. Boll., 45 (1927), pp. 84-92; id., Notes sur la légende de St Hubert, ibid., pp. 345-62; E. de Moreau, Hist. de l'Eglise en Belgique, I. Bruxelles 1940, pp. 99-104 e passim. Per l'iconografia: K. Künstle, Ikongor. der christl. Kunst, 11, Friburgo in Br. 1926, pp. 311-13; H. Martin, St Hubert (L'art et les Saints). Parigi s. a A. Pietro Frutaz.