Ràs Šamrah è un tumulo artificiale, alto ca. 20 m. ed avente una superficie di ca. 25 ettari, situato ca. 12 km. a nord di Laodicea ed 1 km. ad est della costa. Le scoperte casuali di un contadino nel vicino porto denominato Minat al-Bajdà (1928) attraversò l'attenzione del Servizio archeologico di Beirut e quindi dell'Académie des inscriptions et belles-lettres, che decise l'inizio di scavi sistematici. Ad essi fu preposto C. F.-A. Schaeffer, assistito da G. Chenet. Furono condotte, tra il 1929 ed il 1939, 11 campagne; dopo l'interruzione dovuta alla guerra, e dopo sondaggi negli anni 1948-49, gli scavi sono stati ripresi nel 1950. Si calcolava nel 1939 che ca. un ottavo della zona fosse stato esplorato, né tale proporzione è di molto modificata dai nuovi scavi.
Si sono distinti a Ràs Šamrah 5 strati archeologici, che risalgono ai millenni 11-v a. C. Il primo (secc. XII-XV) mostra una notevole prosperità, interrotta verso la metà del sec. XIV da un grave incendio; la città deve quindi essersi ripresa, per decadere poi definitivamente all'inizio dell'età del ferro sotto l'azione dei popoli del mare. Il secondo strato (secc. XVI-XVII) indica il predominio dell'elemento semitico: sono di quest'epoca i templi di Ba'al e di Dagon e numerosi vasi di tipo cananico; non mancano influssi egiziani e cretesi e restano tracce del passaggio degli Hyksos. Nel terzo strato (ca. III millennio) si trova ancora la ceramica cananea, il che indica la presenza dei Semiti nella zona già da tale epoca. Il quarto strato (ca. IV millennio) è caratterizzato da un'elegante ceramica, a volte a due o tre colori, che ricorda da vicino quella mesopotamica. Infine nel quinto strato (ca. V millennio) cessa la ceramica dipinta e se ne trova una molto più arcaica.
L'identificazione della moderna Ràs Šamrah con l'antica U. non è stata immediata né facile. Menzioni di U. si erano già trovate in testi egiziani, hittiti ed accadici. Dopo varie ipotesi, la localizzazione di U. a Ràs Šamrah fu proposta da W. F. Albright nel 1931 e quindi confermata da una serie di elementi: il rinvenimento a più riprese del nome U. sui testi di Ràs Šamrah; la scoperta nel 1933 di un colofone in cui era menzionato un Nqmd mlk Ugrt («Nqmd re di U.»); infine una lettera in accadico trovata nel 1934 e scritta ad un destinatario della città, in cui è detto: «Che gli dèi di U. ti proteggano, fratello mio!».
Accanto alle scoperte archeologiche, che mostrano in U. una grande città cosmopolita, esposta ad influssi

UGANDA - Chiesa di Tinderet. Scuola agricola della Missione della Consolata.
196. Nel 1951 si sono avuti 1388 battesimi di adulti; vi fiorisce l'Azione Cattolica.
La regione dei grandi laghi, esplorata da Livingstone e da Stanley, fu affidata ai Pa'ri Bianchi dal papa Leone XIII con rescritto del 24 febbr. 1878. I due primi missionari arrivarono ad Entebbe il 17 febbr. 1879. I primi 4 battesimi furono amministrati il 27 marzo 1880 e furono seguiti da numerosi altri. Il vicariato di Nyanza, che il 15 genn. 1915 diventò il vicariato di U., fu eretto nel 1883. Allora comprendeva i territori che oggi formano i vicariati di Bukoba e di Kagera Inferiore, di Lago Alberto nel Congo Belga, di Kisumu nel Kenya, di Ruwenzori, di Masaka, di Kampala e di Tororo nel Protettorato di U. I progressi dell'evangelizzazione inquietarono i capi indigeni e i missionari giudicarono opportuno ritirarsi verso il sud nello stesso anno 1883. Vi erano allora già 200 catecumeni. Solo nel 1885 rientrarono nel territorio di U. sotto il re indigeno Mwanga I, che però nel 1886 cercò di annientare la nascente cristianità, che contava 200 battezzati e 800 catecumeni. Gli uccisi furono più di cento, di cui 22 furono beatificati il 6 giugno 1920. Nel 1890 l'U. aveva già 50.000 cattolici, quando i protestanti inglesi, alleatisi con i musulmani, cercarono nel 1892 di rovinare di nuovo quella cristianità. Ma, passata la tempesta, la missione riprese a progredire, tanto da guadagnarsi meritatemente il titolo di «Perla delle Missioni dell'Africa», nonostante che il suo territorio sia ora ridotto alle proporzioni indicate sopra a causa di tutti gli smembramenti subiti per l'erezione di altre fioride missioni in pieno sviluppo. Il 25 marzo 1953, in U. è stata istituita la gerarchia ecclesiastica, comprendente l'arcidiocesi di Rubaga, già Vicariato ap. di U.; la diocesi di Gulu, già Vicariato ap.; la diocesi di Kampala, già Vic. ap.; la diocesi di Masaka, già Vic. ap.; la diocesi di Mbarara già Vic. ap. di Ruwenzori; la diocesi di Tororo, già Vic. ap. di Nilo Superiore. - Vedi tav. LXVIII.
Caro Corvo
(da A. Schaeffer, Ugaritica II, Parigi 1949, tar. 1)
UGARIT - Patera d'oro con scene di caccia in rilievo (secc. XV-XIV a. C.), trovata a Ràs Šamrah.
molteplici e di cultura composita, importanti sono i rinvenimenti di testi, che accompagnano subito le campagne di scavi. Si sono trovati documenti egiziani, hittiti, hurriti, ed in specie sumerici ed accadici. Ma quanto soprattutto destò l'interesse dei ricercatori fu il rinvenimento di molte centinaia di tavolette di argilla, coperte di una scrittura cuneiforme di tipo mesopotamico, ma diversa per la forma dei segni e per il loro numero, che toccava appena la trentina. Al deciframento lavorarono separatamente C. Virolleaud, H. Bauer ed E. Dhorme. Il numero dei segni fece subito pensare che si trattasse di una scrittura alfabetica; il fatto che le singole parole (divise tra loro da piccoli tratti verticali) avessero in media 3-4 segni ciascuna indicò doversi trattare di una lingua del gruppo semitico, in cui appunto tale è la media delle consonanti per parola: ciò del resto era confermato dalla regione in cui i testi erano stati trovati. Attraverso una serie successiva di ipotesi, in cui la priorità tra i ricercatori non è sempre accettabile, già nel 1930 la scrittura di U. era decifrata.