UGO di CLUNY, santo. - Figlio del conte Dalmazio di Semur, n. a Semur (Borgogna) nel 1024, m. a Cluny il 28 apr. 1109. A 14 anni benedettino a Cluny, a 20 sacerdote, a 25 già succedeva ad Odilone nella carica di abate. Sotto il suo governo, durato 60 anni, Cluny (v.) toccò l'apogeo, grazie alla sua prudenza energica, al saggio equilibrio nell'interpretazione della Regola benedettina.
Egli esercitò un influsso moderatore presso papi, imperatori e re, che visitò frequenti volte: presente a Canossa, piegò Gregorio VII alla misericordia, cercò di temperare il rigore del legato Ugo di Die, cui fu compagno qualche tempo; e a lui viene attribuita la distensione, che si osserva nel governo della Chiesa, sotto Urbano II; nota è anche la parte avuta da Cluny negli inizi della Crociata. La redazione, nel 1068, delle Consuetudines, spiega l'irradiamento degli Statuti cluniacensi; l'Ordo Cluniacensis non indica più soltanto un modo di interpretare la Regola di s. Benedetto, ma una confederazione di abbazie e di priorati.
Attenuando il rigorismo anteriore, le Consuetudines ripartiscono equilibratamente tra i monaci, gli oblati e i servi il lavoro manuale, intellettuale e artistico; la liturgia e il canto raggiungono la loro perfezione nell'ambiente raccolto della maestosa basilica di S. Pietro di Cluny, edificata da U. a cominciare dal 1088, diventata poi il modello delle chiese cluniacensi sparse in tutta la cristianità. Priorati e abbazie, con una diversità molto flessibile, si eleggono da se stessi i loro capi, o, ricevendoli dall'abate U., formano un'immensa famiglia, ricca e presente dappertutto, collegata dalla comunanza della Regola. Nella Francia, nella Spagna, in Italia, dove contava rispettivamente, ca. l'80, 25 e 50 monasteri, l'Ordine cluniacense altro non aveva da fare che ampliare ed estendere le sue fondazioni. Penetrò, invece, per la prima volta in Inghilterra dopo la conquista del duca Guglielmo, grazie a Lanfranco e alle abbazie normanne; in Fiandra, con l'appoggio della contessa Clemenza; nella Germania, dove l'irradiamento intorno all'abbazia di Hirsau si dimostrerà brillante, ma effimero, per dissensi interni provocati dalla lotta tra il sacerdozio e l'Impero; anche la Polonia, l'Oriente latino e persino Bisanzio entrano nell'orbita di Cluny. Quando U. morì, l'Ordine, libero dalle giurisdizioni episcopali, grazie ai privilegi di esenzione, formava a servizio del Papa, da cui dipendeva direttamente, il centro e lo strumento efficace della riforma della Chiesa. Callisto II riconobbe fin dal 1119 i meriti dell'abate U., collocandolo sugli altar