UGO METELLO. - Teologo, n. a Toul alla fine del sec. XI, m. ca. il 1150.
Anselmo di Laon (v.). divenne canonico della Chiesa di s. Leone di Toul, distinguendosi per la sua cultura teologica, nonostante l'inanita loquacità e l'ostentazione vanitosa del suo sapere. Le sue 55 Epistolae (ed. C. L. Hugo, *Sacrae antiquitatis monumenta*, II, Saint-Dié 1731, pp. 312-420), pur nella loro verbosità e ricercatezza stilistica, sono importanti poiché offrono preziosi ragguagli sul movimento teologico dell'epoca, sui successi e gl'infortuni di Abelardo (v.), sulla diffidenza di U. M. per la dialettica (*cedat ratio fidei, ad hoc probandum non adducas sillogysmum, ibid.*, p. 386: a proposito della partenogenesi di Maria), sul suo metodo scientifico, poco sollecito della proprietà letteraria degli altri (*accipie quod ex aliorum armariis excustavi... cum cornio cola alienis pennis me ornavi, ibid.*, p. 380).
Particolarmente notevole l'Epistola ad Gerlandum (edita anche in PL 188, 1273-76), in cui confuta gli errori eucaristici del canonico Gerlando di Besançon (cf. A. Cordoliani, *Note sur un auteur peu connu: Gerland de Besançon* [m. dopo il 1148], in *Revue du moyen âge latin*, I [1945], pp. 411-19), Tours (v.), dando felici interpretazioni (*asseris quod ille [Augustinus] asserit, sed non sentis quod ille sentit*) di alcuni
passi di s. Agostino (*Serm.*, 77, 4: PL 38, 485). Nella conclusione della stessa lettera fa una forte affermazione dell'infallibilità del Romano Pontefice. Scrisse anche alcuni *Carmina*, tra cui è da ricordare uno riguardante la controversia delle investighe (ed. Borhmer, MGH, *Libelli de lite*, III, pp. 714-19).