UGO, re d'ITALIA. - Incoronato nell'apr. del
927, tenne il potere fino al 947. N. tra l'880 e l'881
dal conte Tibaldo e da Berta, figlia di Lotario II di
Lorena, divenne nell'899 conte di Vienne e governò il
Regno di Provenza quando l'imperatore re Ludovico
vi ritornò, cieco e senza prestigio, dopo la sciagurata
spedizione italiana del 905.
Nel 912 tentò per proprio conto una spedizione in
Italia, ma senza successo, e rinnovò con miglior fortuna
il tentativo nel 927, valendosi dell'appoggio del mar-
chese Giulio di Toscana, suo fratello uterino, e dell'ap-
poggio del papa Giovanni X, che sperava di trovare
in lui un aiuto contro la turbolenta nobiltà romana.
Sbarcò a Pisa nell'apr. del 927 e di là raggiunse Pavia,
dove fu incoronato re d'Italia; ma la sua intesa con Gio-
vanni X, che sembrava preludere ad un'azione in Roma e
nello Stato papale ed all'incoronazione imperiale, deter-
minò una frattura con la casa di Toscana, ed un accordo
di questa con quella parte della nobiltà romana Marozia (v.). Marozia si accordò con Guido
di Toscana e lo sposò, ma quando Guido morì, essa compì
un'abile diversione politica, e, per mantenere il predi-
minio suo e della sua famiglia, offrì a U. la corona impe-
riale e la sua mano. ALBERIGO (v.), figlio di Marozia, costrinse U. a fuggire da Roma, ma
la sua volontà di rivincita dominò tutta la sua politica
negli anni che seguirono.
Non mancarono congiure all'interno e attacchi al-
l'esterno, prevenuti o contenuti con molto vigore fino
al 945, quando Berengario d'Ivrea (v.), riparato in Ger-
mania, ne ritornò alla testa di un esercito ed entrato in
Milano vi ricevette l'omaggio dei grandi. U. abbandonò
per un momento il potere, mentre il figlio Lotario, che
si era associato fin dal 931, conservava il titolo regio lasciando a Berengario l'esercizio del potere. U. poi ritornò sul trono, accanto al figlio, ma senza esercitare alcuna autorità effettiva (947). Un anno dopo ai trasferì in Provenza, dove aveva conservato terre e beni, per prepararvi una spedizione militare contro Berengario, ma vi fu invece colto dalla morte il 10 apr. 948.
