URBANO VII, PAPA. - Giambattista Castagna, n. a Roma il 4 ag. 1521, da nobile famiglia genovese, imparentata per parte di madre con le famiglie romane dei Ricci e Jacobazzi.
Studiò a Perugia, poi a Padova, conseguì il dottorato a Bologna. Il card. Girolamo Varallo, suo zio, lo accolse

(fot. Mussi Vaticani)
Dopo breve permanenza a Rossano, nel 1564 accompagnò il card. Boncompagni, legato pontificio in Spagna; Pio V lo inviò nunzio a Madrid, dove rimase fino al 1572 e negoziò quella Lega santa contro i Turchi, che portò alla vittoria di Lepanto. Nunzio a Venezia (1573), preparò la guerra contro i Turchi; poi andò governatore a Bologna. Rappresentò poi la S. Sede al Congresso di Colonia per la pace con i Paesi Bassi (1578). Tornato a Roma agli inizi del 1580, fu nominato consultore dell'Inquisizione e della Congregazione per gli affari dello Stato pontificio, finché Gregorio XIII lo creò cardinale (12 dic. 1583) col titolo di S. Marcello al Corso; più tardi fu legato a Bologna, dove rimase fino alla morte di quel Papa.
Eletto papa il 15 sett. 1590, con l'appoggio degli Spagnoli, dei Fiorentini, del card. Sforza e dei cardinali genovesi di Sisto V, con i suoi primi provvedimenti seppe conciliarsi ben presto gli animi. Improntò il suo governo a saggia economia, dispose che le ricchezze delle chiese fossero volte a rifornire Roma di pane buono a buon mercato; dispose perché fossero abolite le opprimenti imposte introdotte da Sisto V. Incaricò quattro cardinali di riformare la Dataria. Dichiarò che la numerosa sua parentela dovesse essere trattata dopo i poveri e i servi del papa. Appena eletto, emanò provvedimenti, perché fosse ultimata la cupola di S. Pietro.
Colpito da un attacco di malaria la prima notte dopo la sua elezione, salassato e indebolito, morì il 27 sett. 1590, a 69 anni di età, dopo appena 12 giorni di papato. Tutto il suo asse paterno (30.000 scudi) fu legato alla Confraternita dell'Annunziata in S. Maria sopra Minerva, per dotare ragazze bisognose. I suoi resti mortali furono trasferiti il 21 sett. 1606 nella chiesa di S. Maria sopra Minerva, dove lo ricorda una bella statua, opera di Ambrogio Bonvicino.