URIA (« LA MIA LUCE È JAHWEH »?)

URIA (« La mia luce è Jahweh »?). - Uomo di guerra, uno dei trenta gibbārīm di David (II Sam., 23, 39). Era hittita d'origine; il suo nome potrebbe essere adattamento di un nome teoforico straniero.

Prode e leale, fu doppiamente danneggiato dal peccato di David (ibid. 11). Era alla guerra contro gli Ammoniti quando il Re commise adulterio con sua moglie Bethsaea (v.). Chiamato tosto a Gerusalemme con un pretesto, affinché, passando qualche giorno in casa, il nascituro potesse essere considerato suo, aventò, inconsapevolmente, i piani del Re e passò la notte al corpo di guardia del Palazzo. David lo rimandò allora al campo, Ioab (v.) di una lettera in cui erano istruzioni perché fosse abbandonato al pericolo in battaglia all'assedio di Rabbath Ammon. E combattendo morì.

Altri U. nominati nella Bibbia: un sacerdote del tempo di Achaz (Is. 8,2; II Reg. 16, 10-16); un coraggioso profeta contemporaneo di Geremia (Ier. 26, 20-23); uno o due sacerdoti del tempo di Esdra (Esd. 8,33; Neh. 8,4).

Gino Bressan

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“URIA (« LA MIA LUCE È JAHWEH »?).” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 577. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/uria-la-mia-luce-e-jahweh.