URIM E TUMMIM

'CRIM e TUMMIM. - Misteriosi oggetti usati nell'antico Israele per trarre le sorti sacre (I Sam. 28, 6). Il significato più probabile dei due nomi è «luce» e «integrità», ma rimane dubbio a che i due nomi si riferissero (la colpevolezza o l'innocenza di un individuo? cf. I Sam. 14, 41: Settanta).

Erano contenuti in una piccola borsa, pendente dal petto del sommo sacerdote, cui ne spettava esclusivamente l'uso (Ex. 28, 30; Lev. 8,8; Num. 27, 21; Deut. 33, 8). Erano considerati far parte della veste sacerdotale. L'ep'hod (v.), anzi intesi implicitamente in quest'ultimo nome, quantunque mai con esso ricordati esplicitamente (I Sam. 14, 18, testo critico; 23, 9; 30,7). Il loro uso, attestato più volte al tempo di Saul e David, scompare in seguito, forse soppiantato dal profetismo; al tempo di Esdra si ha solo la speranza che Dio susciti un sacerdote che sappia usarli (Esd. 2, 63). Come si ottenessero i responsi per mezzo degli 'à. e t. è detto solo in I Sam. 14, 41, Settanta (testo dubbio, che manca nel testo sacro-sotetico). Essendo ignoto l'autore d'una colpa durante una campagna militare, Saul mise sé e il figlio Jonathan da un lato, l'esercito dall'altro e disse: «Se è in me o in mio figlio questa inquieta, o Signore, Dio d'Israele, dà gli 'à.; se invece è in Israele tuo popolo, dà i t.»; la sorte cadde su Jonathan e Saul; ripetuta la prova tra padre e figlio, la sorte designò Jonathan. L'episodio suggerisce, a parte le fantastiche interpretazioni del tardo giudaismo, che i due oggetti fossero due pietruzze, varie di materia, coloro, forma, dette una 'à., l'altra t.; il pontefice le mescolava nella borsa e ne traeva una, alla quale, per designazione antecedente, era affidato il responso.

Gino Bressan