VACCA ROSSA. - Rito particolare ordinato da Dio durante la traversata degli Israeliti dal Sinai a Cades.
Si doveva condurre ad Aronne «una V. r., senza difetto, senza alcun vizio, che non avesse mai portato il giogo» (*Num. 19*, 2) e che alla presenza di Eleazaro, figlio di Aronne (nel qual fatto sarà da vedere un precedente antico dell'esistenza, attestata più tardi [II Reg. 23, 4; 25, 18], di un sostituto del sommo sacerdote), fuori dell'accampamento fosse scannata, con il suo sangue si facessero sette aspersioni in direzione del «padiglione di convegno», poi l'anima del fuoco bruciato tutto intero, aggiungessero al rogo legno di cedro, issopo e fili di lana scarlatta (per legare i mazzetti): le ceneri raccolte, depositate in un luogo convenuto del campo, dovevano essere a disposizione del popolo «per fare l'acqua lustrale» (*Num. 19*, 2-10), naturalmente mescolando le ceneri all'acqua.
I principali particolari del rito alludono a un dono di vita in opposizione alla morte: il sesso femminile dell'animale, datore di vita; l'immunità dal giogo, simbobo di freschezza di forze (cf. *Deut. 21,3; I Sam. 6,7*); il rosso dell'anima e dei cordoncini, allusione al sangue, in cui circola la vita. Simile simbolismo si ritrova presso altri orientali per riti sacrificali e apotropaici; così pure l'uso «lustrale» della cenere. I caratteri arcaici del complesso sono evidenti. Non si ha notizia della continuità del rito, ma il riferimento che vi fa l'*Epistola agli Ebrei* in una bellissima applicazione al Sangue di Cristo (*Hebr. 13-14*), come a una pratica più che a un testo, sta per l'affermativa.
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