IOAB (ebr. Jô'âbh « Jahweh è Padre »). - Figlio di Sarvia, David (v.), è figura di primo piano durante il regno dello zio. Nel primo settennio guidò le truppe Isboseth (v.) ABENESRA (v.), che poi uccise a tradimento (proprio mentre tentava di riaccostarsi a David) per vendicare la morte del fratello Asael (II Sam. 2-3). Posto da David l'assedio a Gerusalemme, un'audace impresa di I. ne determinò la caduta: ciò gli meritò la carica di generale supremo (II Sam. 5, 6-8; I Par. 11, 4-6). Si distinse nelle guerre contro gli Ammoniti, gli Aramei e specialmente contro gli Edomiti, che quasi sterminò (II Sam. 10-11; Ps. 59, 2; I Reg. 11, 14-21).
Durante la guerra ammonita si rese CURIA (v.). S'interpose presso David per far tornare lo sbandito cugino Absalom (II Sam. 14); ma quando questi tentò di deporre il padre, I., vintolo in battaglia, l'uccise di sua mano, inerme, contro il divieto di David (II Sam. 18). Uccise, pure a tradimento, un altro cugino, Amasa, cui David, per punire I., aveva dato il comando dell'esercito durante la rivolta di Seba, poi da I. domata (II Sam. 20, 4-13). Fece, contro voglia, il censimento ordinatogli dal re, che ebbe conseguenze disastrose (II Sam. 24). Era già vecchio quando a David successe Salomone: avendo, invece che per costui, Adonia (v.), fu da Salomone fatto uccidere presso l'altare ove si era rifugiato (I Reg. 1-2). Uomo di rara avvedutezza politica, soldato e comandante valorosissimo, fu tuttavia perverso. L'ambizione fu il movente primo di tutti i suoi delitti.
Un altro I. fu celebre per una progenie d'artigiani (I Par. 4, 14). Di un altro I. i discendenti furono tra i reduci dall'esilio babilonese (Esd. 2, 6).