Noto anche come:
inglese: Ishbaal, Eshbaal, Ish-Bosheth, Ish-bosheth;
אִישׁ־בֹּשֶׁת;
Isboset
ISBOSETH. - Unico dei quattro figli di Saul (v.) superstite dopo la giornata di Gelboe (v.).
Il suo nome primitivo 'Īl-ba'al (I Par. 8, 34) « uomo del Signore » fu più tardi deformato in 'Īl-bōleth « uomo d'ignominia » per il cambio invalso di ba'al in bōleth.
Uomo inetto, e messo tuttavia sul trono dallo zio Abner (v.) in Mahanaim oltre Giordano, combatté inutilmente per sette anni contro David (v.), cui obbediva il sud (II Sam. 2, 8-32). Gli venne prima a mancare, per un inopportuno rimprovero, l'appoggio di Abner (II Sam. 3, 6-12); poi, morto Abner, anch'egli fu ucciso, nella sua casa, durante il riposo pomeridiano. La sua testa, recata dagli assassini a David per ingraziarselo - e n'ebbero in premio la morte -, fu sepolta insieme alle ceneri di Abner in Hebron (II Sam. 4).
Un altro I. ('Īlba'al) fu tra i maggiori capitani di David (II Sam. 23, 8 testo critico).
Bressan, Gino. “Isboseth.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, col. 247. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/isboseth.
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Bressan, Gino. “Isboseth.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, col. 247. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/isboseth.
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