ISMAEL

ISMAEL. - Figlio di Abramo e di Agar, schiava di Sara. Le circostanze della sua nascita si leggono in Gen. 16. Sara, moglie di Abramo, non avendo prole ed essendo in età molto avanzata, offrì al marito come concubina (moglie di second'ordine, ma legittima) la propria serva Agar (forse donata dal Faraone, cf. Gen. 12, 16), perché procreasse dei figli, i quali per diritto sarebbero stati attribuiti alla padrona. La cosa era conforme al diritto babilonese (che era il diritto del paese d'origine di Abramo); ne fa fede il codice di Hammurapi, che contempla espressamente il caso (artt. 144-47). Agar, appena divenuta madre, s'ingorgò contro la sua padrona; e questa la «umili» (Gen. 16, 6), ossia la rimise nella condizione di semplice schiava, come è previsto nell'art. 146 del detto codice di Hammurapi. La serva umiliata si ribellò e fuggì nel deserto; ma, ammonita da un angelo, ritornò ai suoi padroni e partorì un figlio, per nome I.: Abramo aveva allora 86 anni.

I. fu il primo ad essere circonciso, insieme con il padre, circoncisione (v.): aveva allora 13 anni (Gen. 17, 23 sgg.). Nato l'anno seguente da Sara il figlio della promessa, Isacco, presto si riaccise e litigò tra le due madri; ed anche I. si diede a molestare il fratello Isacco più piccolo di lui e d'indole più quieta (cf. Gen. 21, 9 sgg.). Per questo motivo Abramo fu costretto ad allontanare Agar ed il suo figlio I., che si diressero verso sud nel deserto di Bersabee, ove si smarirono e, per la mancanza dell'acqua, si videro in serio pericolo di vita. Ma un angelo li salvò, additando loro una sorgente. I., cresciuto negli anni, si diede alla vita nomade ed alla caccia, dimorando nel deserto di Pharan, ad ovest, tra Hevila e Sur (odierna Gifar). Prese per moglie una donna egiziana, e fu padre di numerosa prole, come Dio aveva promesso, in grazia di suo padre Abramo (Gen. 17, 20; 21, 13, 18). Con il fratello Isacco diede sepoltura ad Abramo (Gen. 25, 9) e morì in età di 137 anni (ibid. 25, 17).

Bibl.: G. Ricciotti, Storia d'Israele, I, Torino 1934, p. 146 sgg. Gaetano Stano