IRCANO II. — Sommo sacerdote e re-etnarca dei Giudei dal 63 al 40 a. C.
Era figlio di Alessandro Iannone e della regina Alessandro, che durante il suo regno (76-67) lo nominò sommo sacerdote. Di natura timida ed infangarda, il suo cesse alla madre nel regno, ma solo per tre mesi; poiché, sconfitto dal suo dinamico fratello minore, Aristobulo II (v.), fu costretto a ritirarsi a vita privata, cedendo il sommo sacerdote ed il regno a costui. Ma poco dopo, Antipatro (v.), I. iniziò ribellioni contro Aristobulo. Nel 65 a. C. il legato romano Scauro favorì Aristobulo, che in seguito venne osteggiato da Pomponio. Occupata da questo Gerusalemme (autunno del 63), Aristobulo fu condotto a Roma prigioniero con i figli, mentre I. fu nominato di nuovo sommo sacerdote ed etnarca (non più re) dei Giudei. Ma il vero capo della Giudea era il suo protettore Antipatro, mentre si faceva sentire sempre più l'ingerenza dei Romani.
Seguirono tristi anni per la Palestina, dilaniata dalle sommosse di Alessandro, figlio di Aristobulo, poi da quelle di Aristobulo stesso, che nel 56 era fuggito da Roma. Sostenuto dai Romani e da Antipatro, I. mancante una parvenza di autorità, che in pratica si limitava agli uffici del sommo sacerdote. Gabinio, proconsolo della Siria (57-55 a. C.), gli tolse perfino il titolo di etnarca, restituito agli dei Giulio Cesare. Nel 40 Antino, figlio di Aristobulo, unitosi ai Parti, ebbe in suo potere lo zio I., cui tagliò le orecchie per renderlo inabile all'ufficio liturgico. Quando i Parti si ritirarono dalla Palestina condussero con sé I. in Babilonia, donde Erode appena affermato nel regno, lo fece tornare. Ma poi nel 30 a. C. lo fece uccidere, sopprimendo così l'ultimo amore.