Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Sacra Scrittura Popoli e personaggi

IOSAPHAT

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GIOSAFAT rimanda qui.

Noto anche come: inglese: Jehoshaphat; spagnolo: Josafat

IOSAPHAT. - Re di Giuda (873-849 a. C.), il quarto dopo lo scisma. Figlio e successore di Asa (v.), salì al trono a 35 anni e regnò 25 anni in Gerusalemme, di cui 3 in comune con il vecchio padre e gli altri da solo. Nella Bibbia viene presentato tato come pio e fervente jahwista, valoroso sovrano, ottimo uomo di Stato, anche se non sempre fortunato nelle sue imprese. Le sue gesta sono riferite in I Reg. 22, II Reg. 3, e più estesamente in II Par. 17-20. Seguendo i migliori esempi di suo padre, promosse con fervido zelo il culto di Jahweh, estirpando gli abusi e le superstizioni che si erano introdotte sotto i suoi predecessori. Promosse efficacemente l'istruzione religiosa del popolo, e nel terzo anno del suo regno, quando cioè cominciò a regnare da solo, istituì un collegio di catechisti, una specie di missione ambulante (composta di due sacerdoti, sette leviti e cinque laici), con il compito di tenere istruzioni al popolo con il libro della Legge alla mano in tutte le città di Giuda (II Par. 17, 7-9). Egli stesso perlustrò tutto il paese da Bersabea alle montagne di Ephraim, per richiamare il popolo ad una più fervente pratica della religione (II Par. 19, 4). Tolsè via dal paese i qēdhēlim o protettuti (sacerdoti idolatri dediti ad infami riti), che infestavano da tempi più remoti il paese e che Asa suo padre non era riuscito a togliere del tutto (II Reg. 22, 47). Si adoperò anche per rimuovere «gli altari delle alture», disseminati qua e là per il regno e tollerati prima della costruzione del Tempio, ed «i pali sacri», oggetti di culto idolatrico in onore della dea cananea 'Ašērāh o Astarte: ma non vi riuscì del tutto, almeno per le cosiddette alture o bāmōh (II Reg. 22, 44 e II Par. 20, 33: il popolo continuò ivi a sacrificare e bruciare incenso); ciò che peraltro non diminuisce il merito del pio re.

Inoltre, I. istituì dei governatori e prefetti nelle principali città (II Par. 17, 2) e perfezionò l'ordinamento giudiziario, dettando sagge norme per l'amministrazione della giustizia, e creando, oltre i tribunali minori nelle singole città, due tribunali superiori in Gerusalemme, uno per le cause religiose alle dipendenze del sommo sacerdote Amaria, l'altro per le cause civili, con a capo Zabadia figlio di Ismahel, uno dei maggiorenti del regno (II Par. 19, 4-11). In premio di tanto zelo il Signore concesse prosperità e saldezza al suo regno (ibid. 17, 5) e gli conciliò rispetto da parte delle nazioni vicine: anzi alcune città filistee e tribù arabe gli erano tributarie (II Par. 17, 10 sg.).

Anche nei confronti del regno di Ephraim I. si trovò in vantaggio (ibid. 17, 1), almeno nei primi anni. Impose la sua autorità agli Edomiti con un governatore da lui nominato (I Reg. 22, 48), ma per breve tempo. Costrui centri fortificati in tutto il paese; concepì anche l'idea di allestire, come già aveva fatto Salomone, una spedizione di «navi di Taršīš» (ossia navi da lungo corso) per caricare oro ad Ophir: ma l'impresa fallì, poiché le navi si sfasciarono ad Ašon-Gaber (II Reg. 22, 29). I. fece pace e amicizia con il re d'Israele Achab, sigillandola con il matrimonio di suo figlio Ioram (v.) con Athalia figlia di Achab: grave errore, che gli venne fortemente rimproverato dal profeta Iehu (v.) figlio di Hanani (II Par. 19, 2; cf. 20, 37). Quest'amicizia non soltanto portò il re di Giuda ad una graduale condizione d'inferiorità rispetto al re d'Israele, ma, peggio, espose il suo regno e la sua famiglia alle influenze nefaste del casato di Achab, come si vide durante il regno di suo figlio Ioram e più ancora sotto la despotica tirannia di Athalia (cf. II Reg. 8, 16 sgg.; 11). Partecipò con il re Achab, contro l'avviso del profeta Michea figlio di Iemla, alla guerra per la riconquista di Ramoth di Galaad: Achab vi perdette la vita, e I. solo per un aiuto del cielo poté tornare sano e salvo a Gerusalemme (II Par. 18-19, 3). Fu a fianco del re d'Israele anche nella spedizione contro il re dei Moabiti, Mesa (II Reg. 3): ma l'impresa si conchiuse con una ritirata (v. IORAM). Più fortunato fu I. quando agì da solo: in II Par. 20 si riferisce una grande vittoria riportata contro gli Ammoniti, che insieme ad alcune tribù di Arabi e Idumei (detti

Maoniti da Maon, ai confini di Edom), forse incoraggiati dalla rivolta dei Moabiti, avevano invaso il territorio di Giuda; in quest'occasione rifiutse la fede del pio re e la potenza dell'aiuto divino. In complesso I. fu uno dei migliori re di Giuda ed il suo regno, con poche eccezioni, fu tra i più prosperi e felici.

Bibliografia3 opere
BIBL.: H. Lesêtre, s. v. in DB, III, coll. 1647-50; A. Pohl, Historia populi Israèl inde a divisione regni..., Roma 1933, pp. 72-74; G. Ricciotti, Storia d'Israele, I, Torino 1934, pp. 429-31.

Gaetano Stano

ICONOGRAFIA

Nella basilica dei SS. Giovanni e Paolo in Roma era rappresentato il re I. mentre stermina i nemici d'Israele; la scena è perduta, ma le sillogi epigrafiche di Lorsch e di Cambridge ne hanno conservato il distico che illustrava la rappresentazione del tempo del papa Simmaco (498-514; cf. G. B. De Rossi, Inscriptiones Christianae Urbis Romae, II, I, Roma 1888, p. 150; A. Silvagni, La silloge epigrafica di Cambridge, in Riv. di arch. crist., 20 [1943], p. 91).

Enrico Josi

Informazioni sulla voce

Di Gaetano Stano, Enrico Josi

Fonte Gaetano Stano: firma a stampa; Enrico Josi: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 153–155.

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Chicago

Stano, Gaetano, and Enrico Josi. “Iosaphat.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 153–155. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/iosaphat.

MLA

Stano, Gaetano, and Enrico Josi. “Iosaphat.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 153–155. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/iosaphat.

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