IEHU

IEHU. - Profeta, figlio di Hanani, che esplicò la sua attività profetica nel regno d'Israele al tempo del re Baasa (910-887 a. C.), al quale rimproverò i suoi misfatti e la defezione dal legittimo culto di Jahweh Ieroboam I (v.), e predisse la rovina del casato.

Secondo la Volgata (I Reg. 16, 7), questo profeta sarebbe stato ucciso dallo stesso re Baasa; è un errore: nel testo ebraico, non è Baasa che uccide I., ma I. che rimprovera a Baasa lo sterminio crudele della famiglia di Ieroboam. Di fatto lo ritroviamo una trentina d'anni più tardi, quando IOSAPHAT (v.) di avere stretto amicizia e parentela con l'empio re Achab (II Par. 19, 2 sg.). Sopravvisse allo stesso Isasphat e scrisse le memorie del suo Regno (II Par. 20, 34).

IEHU. - Decimo re d'Israele dopo lo scisma (842-815 a. C.). Capitano Ioram (v.), già prima al seguito del re Achab (II Reg. 9, 25), ricevette segretamente l'unzione a re per mano d'un profeta discepolo di Eliseo mentre era attendato presso Ramoth di Galaad (odierna es-Salt). Fu strumento nelle mani di Jahweh ACAB (v.), che trascinò Israele all'idolatria e perseguito i profeti (II Reg. 9, 7 sg.). Schieratisi dalla parte di I. i capitani dell'esercito, la rivolta divampò fulminea con carattere di reazionario politico-religiosa contro la dinastia di Amri. Il re Ioram, sorpreso nella piana di Iezrael ov'era a curarsi delle ferite riportate a Ramoth di Galaad, venne ucciso sul posto. Anche Ochozia re di Giuda, imparentato con la famiglia di Achab, che era venuto a visitare Ioram, inseguito dai soldati di I. lasciò la vita a Mageddo. Iezabel (v.), l'empia regina persecutrice dei profeti: I. la fece precipitare dalla finestra del suo palazzo, e calpestare il cadavere dai cavalli (II Reg. 9, 14-37). Quindi fece strage della casa di Ioram, come pure della congiunta famiglia di Ochozia, ed inaugurò in Israele una nuova dinastia (quinta) che si resse per circa un secolo, fino alla morte di Zaccaria (744 a. C.), più a lungo di tutte le altre.

Fin dall'inizio del suo regno I. si eresse a campione del jahwismo e si adoperò energicamente per sradicare il culto di Baal, che la politica sincretistica dei suoi predecessori aveva largamente favorito: radunati i sacerdoti di Baal con uno stratagemma nel loro tempio, li uccise tutti e demoli il santuario (II Reg. 10, 18-27). Non sembra però che in tutte queste repressioni I. fosse un cammino animato da zelo religioso; l'ambizione e la sete di vendetta vi ebbero una larga parte. Del resto anch'egli seguitò le pratiche superstiziose dei suoi predecessori, adorando il vitello d'oro nei santuari scismatici di Bethel e Dan (II Reg. 10, 29). In ogni modo le sue crudeltà, di cui si conservò triste ricordo in Israele per quasi un secolo (Os. 1, 4), non possono essere affatto imputate ad Eliseo, che per comando del Signore lo unse re. Durante il regno di I. le relazioni con Giuda e con la Siria si fecero più tese. Appunto per difendersi dal potente vicino di Damasco, I. si affrettò, al principio del suo regno, a fare atto di sudditanza verso il re assiro Salmanasar III, al quale inviò il suo tributo. Nel famoso «obelisco re» (ora nel British Museum), che celebra le vittorie di Salmanasar, è rappresentato anche I. (impropriamente detto «del casato di Amri»): faua bit Humri) in atto di adorazione davanti al Re assiro. Ma il re di Siria Hazael fece pagar cara ad Israele quest'alleanza con gli Assiri: non solo molestò il regno di Samaria con continue scorre, ma anche gli strappò tutto il paese oltre il Giordano, e lasciò per lungo tempo terribile ricordo delle sue attrici guerresche (cf. II Reg. 8, 12; Am. 1, 3). I. morì dopo 28 anni di regno, lasciando il paese stremato di forze e occupato per una terza parte dai Siri.

IBNL: H. Lesèvre, s. v., in DB, III, coll. 1245-47; D. Flat-tau, s. V. BENE. Jud., VIII, coll. 924-26; A. Pohl, Historia populi Israel inde a divisione regni..., Roma 1933, pp. 78-84; G. Ricciotti, Storia d'Israele, I, Torino 1934, pp. 410-14. - Per il tributo di I. a Salmanasar III, cf. DB, I, coll. 784; IV, coll. 388-391. Gaetano Stano