IOACHAZ. - Re d'Israele, Iehu (v.), che regnò 17 anni (815-799 a. C.). Fu quello un periodo di estremo avvilimento per Israele, sotto la permanente pressione dei re di Siria.
Si ignora quali battaglie si siano combattute tra I. e gli Aramei: è noto solo che ad Israele restò appena una piccola guarnigione di ca. 50 cavalieri, 10 carri da guerra e 10.000 fanti (II Reg. 13, 7): vera catastrofe, alla quale seguì l'asservimento politico. Si legge difatti che per tutto quel tempo Iddio diede gli Israeliti in potere di Hazael re di Siria e di suo figlio Benadad III (ibid. 13, 3). Hazael poté attraversare liberamente il ter-
ritorio d'Israele e spingersi al sud fino ad attaccare il regno di Giuda e minacciare la stessa capitale Gerusalemme, e si ritirò soltanto dietro l'invio di ricchi doni da parte del re di Giuda Ioas (II Reg. 12, 17 sg.). Ma avendo I. implorato Jahweh, « il Signore diede ad Israele un liberatore, che lo sottrasse al giogo di Aram e gli ridonò la tranquillità e la libertà » (II Reg. 13, 4-6).
Chi sia questo liberatore, non è detto; sono state fatte varie supposizioni al riguardo. Alcuni pensano al figlio di I., Ioas; Ieroboam II (v.), a cui si uccennerebbe per anticipazione cronologica; altri al re assirò Adad-nirâri III (805-782 a. C.), che con le sue vittoriose imprese contro Damasco allevò Israele dalla pressione aramea. Sembra più verosimile che con quelle parole si alluda ad una riscossa iniziata negli ultimi anni dello stesso re I., e poi proseguita felicemente dal successore Ioas e ancor più da Ieroboam II. Riscossa resa possibile per l'azione del re assirò contro Damasco.