VANNES, DIOCESI DI

VANNES, DIOCESI DI. - Diocesi e città, capoluogo di prefettura nel dipartimento di Morbihan in Francia. Il suo nome in bretonè è Gwened. Ha una superficie di 6798 kmq. con una popolazione di 506.884 ab. dei quali 505.000 cattolici distribuiti in 295 parrocchie, servite da 933 sacerdoti diocesani e 125 regolari, ha grande e piccolo seminario, 66 comunità religiose maschili e 362 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 443). È suffraganea di Rennes; patrono della diocesi s. Paterno; della città di V. è s. Vincenzo Ferreri.

Il nome della città deriva dal popolo dei Veneti di cui fu capitale; i Veneti furono a capo della confederazione che si oppose a Cesare, il quale distrusse la loro flotta nel 56 a. C. I Romani tracciarono strade conducenti a Corseul, Locmariaquer, Hennebont, Rennes, Nantes e Angers. Alla metà del VI sec. V. ebbe già i suoi conti. Sostene duri assedi nel 1342. Il duca Giovanni V fece costruire il castello dell'Hermine e chiamò a V. s. Vincenzo Ferreri che vi morì nel 1419 e fu sepolto nella Cattedrale. La Bretagna fu unita alla corona francese nel 1532.

La lista dei vescovi di V. è nel Cartulario di Quimperlé. Tra il 461 e il 490 si tenne a V. un concilio in occasione della consacrazione episcopale di Paterno; Modesto intervenne nel 511 al Concilio di Orléans; Macliavo fu vescovo ca. la metà del sec. VI, è ricordato da Gregorio di Tours (Hist. Francorum, IV, 4), come Ennio (ibid., V, 26, 29, 40); quindi Regale, ca. il 590 (ibid., X, 2); Ago è al tempo di Carlomagno, come Isacco (cf. J. La Martinière, Les origines chrétiennes et les premières églises de V., in Mémoires de la Société polymathique du Morbihan, 1913); Auriscando figura in documenti del 971 e del 990; Iudicaele dal giugno 992 al 1032. In epoca più recente si ricordano P. de Foix, i cardd. L. Pucci (1514-1531) e A. Pucci (1531-44); C. De Marillac (1550-60). A V. furono tenuti Concili negli anni 461 o 465, 818 e 846.

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VANNES, DIOCESI di - Facciata della cattedrale di S. Pietro (secc. XV-XVI).
La Cattedrale, dedicata a S. Pietro, conserva ancora la torre campanaria dell'inizio del sec. XIII a nord della facciata, mentre il resto risale in gran parte al secc. XV e XVI; la cappella rotonda del S.mo Sacramento è del 1537; le volte e il coro sono della seconda metà del sec. XVIII; il portale principale fu rifatto nel 1873. L'interno (m. 44 × 25) è ad una sola navata con cinque cappelle per lato al di sopra delle quali corre una galleria; nella terza cappella a destra è la tomba di mons. De Bertin (m. nel 1774); nella quarta è deposto sotto l'altare il b. P. R. Rogue, n. a V. nel 1758, martirizzato il 3 marzo 1796 e beatificato dal papa Pio XI il 10 maggio 1926; nella stessa cappella è sepolto mons. Tréhion (m. nel 1941); nella seconda cappella a sinistra è la tomba di mons. Laticule (m. nel 1903). Nella crocera sono gli altari degli apostoli Pietro e Paolo; la tomba e reliquiari di S. Vincenzo Ferreri, del quale alcuni arazzi, offerti nel 1615 dal vescovo mons. J. De Martin, rappresentano la canonizzazione e i miracoli. In fondo al coro è la cappella di Notre-Dame (1536-46) con le tombe dei vescovi mons. S. De Rosmade (m. nel 1646) e mons. F. D'Argouges (m. nel 1716).

La chiesa di S. Paterno, in origine romanica, fu cominciata a ricostruire nel 1727. Il collegio S. Francesco Saverio conserva la cappella del 1690.

L'episcopio è opera dell'architetto R. De Colte; fu fatto erigere dal vescovo mons. Ch. Fr. d'Allancourt (1723-54). Il Museo municipale occupa l'antico Hôtel de la Princerie o del Primicerio, ricostruito nel 1525 dai fratelli Musson, canonici di V. Nel Palazzo dell'antico Parlamento di Bretagna detto anche Château Gaillard, eretto nella prima metà del sec. XV, è oggi il Museo archeologico ricco di antichità preistoriche, gallo-romane, medievali, di oggetti del Rinascimento; conserva pure un arazzo d'Aubusson del 1671. La Biblioteca municipale comprende oltre 50.000 voll., 122 incunabuli e oltre 800 manoscritti provenienti in gran parte dalle soppresse abbazie del territorio di V. Si ricorda tra gli altri il Breviario mi-

mi- niato del vescovo Ugo de Bar del 1352. Dell'antica abbazia di St-Vannes resta soltanto una torre della sua chiesa inserita nelle mura della cittadella, mentre capitelli e pietre tombali sono nel Museo municipale.

I principali santuari venerati della diocesi sono: S. Anna d'Auray (ivi l'immagine di S. Anna, bruciata nel 1793, fu sostituita da una nuova statua il 30 sett. 1868); Notre-Dame de Larmor; Notre-Dame de Quelven a Guern; Notre-Dame du Roncier a Josselin; Notre-Dame du Vœu a Hennebont. La certosa di S. Michele ad Auray fu fondata nel 1480 dal duca Francesco II in luogo della collegiata istituita nel 1382 da Giovanni IV di Montfort, dopo la vittoria del 1364; la certosa fu soppressa dalla Rivoluzione, ora vi è un ospizio per sordomuti tenuto dalle Suore della Sapienza. Presso la chiesa è stato eretto nel 1829 un mausoleo a ricordo dei 900 emigrati di Quiberon fucilati nel 1795 (A. Le Mené, Chartreux d'Auray, in Bulletin de la Société polymath. du Morbihan, 47 [1905], p. 274 sgg.).

BIBL.: Eubel, I, p. 520; II, p. 290; III, p. 349; IV, p. 362, V, p. 408; L. Duchesne, Faites épisc. de l'anc. Gaule, II, 2ª ed. Parigi 1910, pp. 375-76; R. Grand, V., in Congrès archiol. de France, Brest et Vannes 1914, Parigi 1914, pp. 401-37; Cottineau, I, col. 207 (per Auray), II, coll. 3294-95; Guide de la France chrét. et missionn., 1938-49, Parigi 1948, pp. 410, 791-794; 1115-19; P. Grosican, St Poterne d'Abrunches et St Poterne de V. dans les Martyrologes, in An. Boll., 67 (1949), pp. 384-400.
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“VANNES, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), p. 633. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/vannes-diocesi-di.