VANNINI, CATERINA, venerabile. - Monaca, convertita, detta la Taide senese, n. a Siena il 30 maggio 1562, m. il 30 luglio 1606.
Cedette presto alle lusinghe delle vanità e del piacere e in breve diventò l'Aspasia del Rinascimento. Fu imprigionata per ordine di Gregorio XIII, ma liberata

Vannes, diocesi di - Facciata della cattedrale di S. Pietro (secc. xv-xvi).
per aver dato segni di resipiscenza, tornò a Siena, ove si diede ad una vita di severa penitenza. Superate varie tentazioni, fu favorita di estasi e miracoli. Entrò nel 1584 fra le Convertite, dove fu divinamente ammaestrata a leggere e scrivere e arricchita di grazie mistiche. Per 16 anni visse rinchiusa in una cella lunga 10 palmi e larga 8, con una finestrella che dava nella chiesa. Con le sue preghiere e penitenze convertì molti peccatori. La sua fama di santità attirò a lei molti personaggi illustri per averne consigli; tra questi il card. C. Baronio e F. Borromeo, che ne scrisse la vita e si mantenne con lei in assidua corrispondenza (1600-1606).
Devotissima della B. Vergine, dettò al nobile senese Ottone Ottorenghi un Modo per eccitare e ammaestrare il semplici e poco esperti a recitare con qualche frutto il S.mo Rosario (Siena 1606), contento di cose lette o udite o copiate, tratte persino dalle leggende dei Vangeli apocrifi, e poco pratico quanto alla recitazione. Però il card. F. Borromeo scrisse (11 dic. 1606) a Pier Luigi Capacci, confessore di V., che «il Rosario è bello, e fatto con gran lume, e farà frutto». Ne fu introdotta la causa di beatificazione nel 1693.
Felice da Mareto