VISEU (VIZEU), DIOCESI di. - In provincia di Beira-Alta, nel Portogallo. Ha una superficie di 3400 kmq. e una popolazione di 300.500 ab. quasi tutti cattolici, distribuiti in 201 parrocchie, servite da 222 sacerdoti diocesani e 8 regolari. Ha un seminario maggiore e uno minore; una comunità religiosa maschile e 15 femminili (Ann. Pont. 1953, p. 449).
L'origine della diocesi non si conosce. Secondo la divisione dei vescovati fatta nel Concilio di Lugo (559) la diocesi di V. si estendeva al territorio « de Borgia usque Sartam, et de Bonella usque Ventosam ». Ora riesce difficile identificare tali nomi.
Il primo vescovo di cui si ricorda il nome è Remissol che prese parte al II Concilio di Braga (572). Con l'occupazione del territorio fatta da Leovigildo, re dei Visigoti e ariano, nel 585, i prelati cattolici furono soggetti a dure persecuzioni e nella Cattedrale fu insediato il vescovo ariano Sunila che poi abiarò l'eresia nel III Concilio di Toledo (589). Durante il giogo musulmano si parla di Theodemiro ed altri vescovi cattolici.
A metà del sec. x la diocesi si trovò transitoriamente nelle mani dei re cattolici ed allora furono restaurati vari monasteri e chiese, specialmente nella valle di Besteiros. Però la riconquista definitiva fu fatta da Ferdinando il Grande, fra il 1057 e il 1064. Il papa Pasquale II con la bolla Apostolicae Sedis del 23 marzo 1102 affidò la sede al vescovo di Coimbra, Maurizio, che la governò per mezzo di un priore. Uno di costoro, chiamato Odorio, fu acclamato vescovo dal popolo e dal clero. Tuttavia per l'intervento del vescovo di Coimbra continuò come semplice priore finché si ritirò nel monastero di S. Croce di Coimbra.
Dato il dubbio sull'autenticità della bolla attribuita al papa Lucio II, dalla quale si potrebbe dedurre l'esistenza del vescovo a V. nel 1144, sembra che la diocesi non sia stata provvista di vescovo prima del 1147 allorché si incontra il nome di Odorio. Seguirono poi Nicola, canonico regolare (1193), e Martino (1230). Dopo una vacanza di ca. 20 anni fu confermato alla cattedra di V. Pietro Gonzalves, al quale successe Matteo I, strenuo difensore dei diritti della Chiesa nella lotta contro la Corona sotto il Regno di Alfonso II. Tra i prelati che governarono in seguito la sede di V. II e Giovanni IV, coinvolti nel Grande Scisma, e Luiz do Amaral, seguace dell'antipapa Felice V ma tornato all'obbedienza di Roma prima della morte. Nel 1446 fu elevato alla cattedra di V. Vicente, fondatore di una Congregazione di Canonici Regolari di S. Giovanni, noti sotto il nome di Loyos, e riformatore dell'Ordine di Cristo. Vasta attività spiegò Diego Ortiz de Villegas (1507-16); invece il card. Alessandro Farnese (1547-52) non raggiunse mai la sede. Jorge de Athaide partecipò al Concilio di Trento; Nuno de Noronha costruì il Seminario. Sono pure da ricordare Giovanni Manuel (1610), Bernardino de Senna (1629) e, dopo la vacanza protrattasi per 23 anni a motivo delle contese con la Spagna, Giovanni de Mello e Riccardo Russel. In tempi più recenti Antonio Alves Martins si oppose recisamente alla proclamazione del dogma dell'infallibilità pontificia nel Concilio Vaticano. A V. furono tenuti sinodi diocesani nel 1527, 1555, 1614, 1681, 1699, 1745, 1748. Patrono è il vescovo s. Teotonio.
Monumenti. - Il più insigne è la Cattedrale, ricostruita nel sec. xii su un edificio del IX; tra la fine del sec. xiii e la prima metà del xiv fu eretto il chiostro; nel 1516 il vescovo Diego Ortiz de Villegas inaugurò la nuova facciata; tra il 1573 e il 1578 fu innalzata la sacrestia; rifacimenti parziali si ebbero nei secc. xvii e xviii. Da ricordare pure la chiesa di N. Signora del Carmine (sec. xviii) e S. Michele « do Fetal », la più antica di V., ma ricostruita nel sec. xviii. Dei conventi eretti in V. tra il sec. xv e il xviii nessuno è sopravvissuto.
| 1 | u q a | 2 | F |
|---|---|---|---|
| 3 | d d e e i l a a q a r | ||
| 4 | A C M O S T |
(propr. Enc. Catt.)
VISIGOTICA, SCRITTURA e MINIATURA - Lettere caratteristiche, nessi, legamenti e lettere notevoli della scrittura v.: 1. la a, la g e la t; 2. Il nesso caput; 3. La doppia forma di d, e, i; i legamenti ti nel suono duro e sibilante; il gruppo tur con la u soprascritta; 4. la a, la r, la m, la o, la t e la t dell'alfabeto maiuscolo.