ZUMÁRRAGA (CUMARRAGA), JUAN

ZUMÁRRAGA (CUMARRAGA), JUAN. - Primo vescovo del Messico, n. verso la fine del 1468 o al principio del 1469 a Tarifa de Durango, m. a Messico, il 3 giugno 1548.

Entrò nel convento francescano di Abrojo e successivamente fu guardiano, definitore e provinciale. Carlo V lo nominò nel 1527 inquisitore per la Navarra contro la stregoneria, il 12 dic. 1527 lo presentò come primo vescovo di Messico, senza che la nomina avesse allora seguito causa la lotta politica con Clemente VII (sacco di Roma). Alla fine di ag. del 1528 Z. salpò insieme coi primi impiegati, destinati al governo civile del Messico ed vi approdò il 6 dic. 1528 col titolo di vescovo eletto e quale protettore degli Indiani si oppose ai loro oppressori. Gli impiegati della 1a Audiencia riuscirono a porlo in disgrazia presso la corte, per cui Carlo V trattenne la bolla con la quale Z. il 2 sett. 1530 era stato confermato vescovo di Messico, e lo chiamò in Spagna per giustificarsi. Arrivato in patria il 17 marzo 1533 Z. si scolpò splendidamente e il 27 apr. 1533 a Valladolid fu consacrato. Con un gruppo di artigiani e 6 donne per l'educazione delle bambine indiane tornò al Messico nell'ott. 1534. Per evitare le difficoltà con il governo civile Z. rinunciò al titolo di protettore degl'Indiani, che passò alla 2a Audiencia più benevola e poi il 17 nov. 1535 al primo viceré del Messico, Antonio de Mendoza. Il 27 giugno 1535 l'inquisitore generale Alvaro Manrique, arcivescovo di Siviglia, nominò Z. inquisitore apostolico della città e diocesi di Messico.

Quando, dopo l'apparizione di N. S. di Guadalupe (1531), cominciò la conversione in massa degli Indiani, Z. organizzò la Chiesa e la vita ecclesiastica nel Messico. Malgrado le grandi difficoltà, principalmente circa la validità dei Battesimi in massa e la validità dei matrimoni dei poligami, difficoltà sciolte poi con la celebre bolla Altitudo di Paolo III del 10 luglio 1537, Z. attese con grande zelo alla conversione degli Indiani.

Nella lotta contro l'idolatria e la superstizione fece distruggere un grande numero di templi e di idoli. Costruì chiese e conventi, ospedali, specialmente in Messico e Vera Cruz, scuole maschili e femminili, fondò il celebre collegio di Tlatelolco, promosse i buoni costumi, i mestieri e l'industria, e dopo la pubblicazione delle Nuevas Leyes che proibivano la schiavitù degli Indiani riuscì ad impedire una sanguinosa insurrezione dei coloni. Nel 1539 Z. fece installare nel Messico la prima tipografia nel Nuovo Mondo per opera di Juan Cromberger di Siviglia nella quale furono stampati molti libri per la missione tra gli Indiani, così p. es.: Breve y mas compendiosa doctrina christiana en lengua mexicana y castellana (Messico 1539); Manual de adultos (ivi 1540); Doctrina christiana pór instrucción y información de los Indios (ivi 1544). Z. fu autore di libri catechetici, così p. es.: Doctrina cristiana breve para enseñanza de los niños (ivi 1543) e: Doctrina breve muy puechosa ec. (ivi 1544). Nel 1545 volle rinunziare alla sua diocesi per andare come missionario in Cina, malgrado la sua avanzata età. L'11 febbr. 1546 Paolo III eresse Messico in arcivescovo separandolo dalla sede metropolitana di Siviglia, e dandogli come suffragane Oaxaca, Michoacan, Tlaxcala, Guatemala e Ciudad Real de Chiapas. Z. ne fu il primo arcivescovo ma morì prima che arrivasse in Messico la bolla relativa.

Bibl.: A. M. Carreño, Don Fray J. de Z., Messico 1941; F. de Chauvet, Fray J. de Z., Messico 1948; C. Bayle, El IV Centen. de Don Fray J. de Z., in Mission. Hispan., 5 (1948), pp. 209-69; Streit, II, pp. 64-69.