ZOTTOLI, ANGELO. - Missionario in Cina e sinologo, n. il 21 giugno 1826 ad Acerno (Salerno), m. a Schanghai il 9 nov. 1902.
Compiuti gli studi letterari nel Collegio dei Gesuiti di Salerno, fuggì dalla casa paterna il 2 maggio 1843 ed entrò nella Compagnia di Gesù in Napoli; donde i moti del 1848 lo costrinsero a rifugiarsi a Malta. Là fu raggiunto lo stesso anno dal p. Renato Massa, S.J., venuto a Roma per affari della Missione del Kiangnan in Cina; e con lui partì per la stessa missione. Giunto a Sciangai il 27 sett. di quell'anno, vi rimase fino alla morte. Ordinato sacerdote nel 1850, vi fondò lo stesso anno il primo Collegio cattolico della Cina dove fu prefetto degli studi per 6 anni e rettore per 13; dal 1878 al 1902 padre spirituale, maestro dei novizi indigeni e istruttore di terza probazione; a ciò egli aggiunse la cura spirituale delle religie e europee e cinesi dei vicini conventi. Tra il 1858 e il 1871 pubblicò una diecina di operette di carattere ascetico in cinese; ma l'opera che lo rese celebre nel campo della sinologia è il suo Cursus litteraturae Sinicae in 5 voll. di ca. 4000 pagine complessive, apparso tra il 1879 e il 1882, che meritò all'auto e lo dottrò all'Accademia Francese e il premio Stanislao Julien. Dando prova di una padronanza unica non solo nella lingua di Confucio, ma anche in quella di Cicerone, egli è riuscito a dare agli Occidentali una traduzione quanto mai letterale ed esatta dei migliori libri di tutta l'immensa antica letteratura cinese, quali le Istruzioni familiari, le commedie, i romanzi, i Quattro Libri, i Cinque Classici, i grandi prosatori e i grandi poeti di tutte le epoche, mettendo continuamente di fronte il testo cinese.
e la traduzione latina, corredata di un breve vocabolario e di note spesso di grande erudizione. Un VI vol. avrebbe dovuto essere un repertorio di tutti i caratteri e di tutte le espressioni contenute nei volumi precedenti; ma quando questo lavoro era quasi finito, gli fu consigliato di ampliarlo e di fare un Dizionario universale della lingua cinese. Egli vi consacrò gli ultimi 20 anni della sua vita, componendo un voluminoso manoscritto, rimasto inedito e conservato nella Biblioteca cinese di Zikawel.