ZURLA, PLACIDO

ZURLA, PLACIDO. - Cardinale, n. a Legnago (Ve- rona) il 2 apr. 1769, m. in Sicilia il 29 ott. 1834.

Nel 1787 vestì l'abito camaldolese a S. Michele di Murano presso Venezia, mutando il nome di battesimo (Giacinto) in quello di Placido. I suoi studi preferiti fu- rono le scienze fisico-matematiche, iniziando la sua atti- vità (1790) con la dissertazione Sulla forza d'inertia e di attrazione secondo il sistema di Newton. Uscirono in se- guito Sul Mappamondo di fra Mauro camaldolese (1806); Intorno ai viaggi e scoperte settentrionali di Nicolò e Anto- nio fratelli Zeni (1808); Di Marco Polo e degli altri viag- giatori veneziani più illustri (2 voll., 1818), un Commenta- tario sulle antiche Mappe idro-geografiche lavorate in Ve- nezia e una Vita di Marco Polo (1818). Nel 1802 era già apparso un altro suo scritto di contenuto teologico- morale: Enchiridion dogmatum et mortum. Durante la sop- pressione napoleonica dei Regolari fu instancabile nella difesa di S. Michele di Murano, di cui intanto (1809) era divenuto abate; soppresso il cenobio (1810), lo Z. tentò dopo il 15 di rialzarne le sorti, ma invano; nel 1818 Murano passò ai Francescani e lo Z., dopo alcuni anni trascorsi quale professore nel Seminario di Vene- zia, si trasferì a Roma (1821) nel monastero di S. Gre- gorio al Celio. Eletto consultore di varie Congregazioni, associato a molteplici accademie, incaricato di riordinare il Museo Borgiano e la Biblioteca del Collegio Urbano di Propaganda, fu da Pio VII creato cardinale il 10 marzo 1823; da Leone XII il 17 nov. di quello stesso anno annoverato fra i componenti le SS. Congregazioni di Propaganda Fide, dell'Indice, dei Riti, delle Indulgenze e Reliquie, dell'Esame dei vescovi, e il 3 genn. 1824 no- minato Vicario per la città e diocesi di Roma. Come primo atto, lo Z. provvide ad una nuova circoscrizione parrocchiale, riducendo a 44 le parrocchie di Roma, rag- gruppate in 14 rioni; richiamò al rispetto delle chiese e al decoro delle sacre funzioni; represse alcuni gravi in- convenienti di pubblica moralità; smaschero le vere fina- lità delle sette segrete dei Francomuratori e dei Carbo- nari; organizzò la buona riuscita dell'anno giubilare 1824-1825; infuse nuova vita al Seminario Romano, dandogli migliore sistemazione nei vasti locali, dove prima era il Collegio germanico-ungarico e aiutò il Papa nella riforma dei grandi istituti di carità dell'Urbe. Morto Leone XII, ebbe da Pio VIII la conferma a Vicario di Roma e in più la prefettura della S. Congr. degli Studi (1829). Ri- sale a quest'epoca, per merito dello Z., l'Accademia «S. Cecilia» di Musica sacra. Con l'elezione a Pontefice del confratello e amico, D. Mauro Cappellari (Grego- rio XVI), di cui fu scelto a confessore, lo Z. si vide rad- doppiato il lavoro e le responsabilità, perché divenne l'uomo di fiducia del nuovo Papa. Nonostante questo, non dimenticò i suoi cari studi scrivendo ancora Sui vantaggi della Religione alla geografia e scienze annesse (1822); Sui vantaggi della Religione alla poesia (1826); Sulla unità del soggetto nel quadro della Trasfigurazione di Raffaello (1830); Del gruppo della Pietà... di Antonio Canova (1834). Tutti lavori pubblici nel 1835 a Roma, mentre altri sono conser- vati inediti.

Lo zelo per le ricerche archeologiche lo spinse nel 1834 a intraprendere un viaggio di studio in Sicilia, dove, dopo pochi giorni di malattia, fu colto dalla morte. Fu tumultato nella chiesa di S. Gregorio al Celio, e un mo- numento funebre, voluto dalla pietà di Gregorio XVI, ne ricorda la memoria.

BIBL.: G. A. Moschini, Biologo del card. Z., Venezia 1834.

D. P. Del Signore, Oraz. nei funerali del card. Z., Roma 1835; P. E. Visconti, Elogio di Z., ivi 1836; F. Severino, Notizie sulla vita e le opere di P. Z., Milano 1857; Moroni, CIII, 493; A. Grego, Il card. P. Z., Milano 1934; A. Zavaglio, Il card. P. Z., Crema 1936. Anselmo Giabbani