Locum beati Petri

Bolla di soppressione e unione di vescovadi in Dalmazia e Istria

Bolla di papa Leone XII ·

CCLXVI.
Soppressione e unione di più sedi episcopali in Dalmazia e Istria ad Adriam sotto Leone XII.

1 Leone vescovo Servo dei servi di Dio Per perpetua memoria della cosa. § 1. Tenendo il luogo del beato apostolo Pietro con il principato e con la vicaria della stessa potestà di Gesù Cristo, dobbiamo applicarci assiduamente al governo spirituale di tutte le chiese, così che non rifiutiamo né di erigere nuove diocesi per il mondo, né di dividere quelle erette, di unirle e anche di abolirle, quando l'utilità del gregge domenicale affidato a Noi, secondo il tempo, i luoghi e le circostanze, lo richiede, e quando la necessità di conseguire qualche grande bene, o talvolta di allontanare dalla Chiesa di Dio qualche male, ci spinge a giudicare che ciò sia più conveniente nel Signore.

2 Con questo proposito rivolgiamo il Nostro pensiero alle sedi episcopali tanto in Dalmazia quanto in Istria sulle rive del mare Adriatico, che attualmente si trovano sotto il dominio temporale del Nostro carissimo figlio in Cristo Francesco imperatore d'Austria, re apostolico di Boemia e d'Ungheria, nonché del regno Lombardo-Veneto, affinché, tolti i mali dei tempi precedenti, possiamo disporre e ordinare la cosa sacra in forma più conveniente e utile in quelle parti. 2. Sappiamo infatti che lo stato dei capitoli cattedrali, delle mense, dei seminari e delle sedi episcopali in quelle regioni è così miserissimo, che manifestamente appare che i mezzi necessari per mantenere il loro numero non bastano in alcun modo; da ciò è seguito sfortunatamente che molte sedi episcopali sono rimaste vedove per lungo tempo non senza gravissima calamità delle diocesi. Per queste gravissime ragioni il Nostro predecessore di veneranda memoria Pio VII aveva già da tempo rivolto le sue cure e i suoi pensieri a procurare i rimedi necessari a tanta mancanza di risorse, ben sapendo che tali mali non potevano essere tolti se si fosse conservato lo stato presente di quelle chiese, poiché nella somma indigenza di tutte le cose era assolutamente necessario provvedere a quelle secondo il bisogno. Esistono infatti attualmente sotto il dominio austriaco in Dalmazia le sedi arcivescovili di Zara, Ragusa e Spalato, e parimenti le sedi episcopali di Sebenico, Faro, Cattaro, Nona, Macarsca, Scardona, Traù, Stagno e Curzola. Nella provincia invece dell'Istria sulle rive dell'Adriatico si contano le sedi episcopali di Gorizia o Gradisca, Trieste, Parenzo, Veglia, Arbe, Giustinopoli, Pola, Umago e Montona. Pertanto, intrapresa una canonica inquisizione su questo argomento, lo stesso Pio VII pontefice aveva prudentissimamente pensato di diminuire le sedi, affinché con il loro minor numero si potesse più facilmente provvedere alla tutela della cosa sacra, sperando che con questo estremo rimedio, secondo le ragioni dei tempi, dei luoghi e delle persone, si potesse opportunamente soccorrere alla salvezza di quei popoli.

3 3. Noi pure, seguendo le orme del Nostro lodato predecessore, non appena abbiamo assunto la custodia del gregge del Signore a Noi divinamente affidata, abbiamo impiegato pari sollecitudine in questo proposito, e, ricevendo con animo addolorato ma benevolo le suppliche presentate a Noi nel nome della maestà reale imperiale circa la diminuzione di quelle sedi, abbiamo diligentemente provveduto affinché i maggiori vantaggi che potessero conseguirsi fossero conferiti all'utilità della cosa sacra con minore danno, a quale scopo molte cose dovettero essere sottoposte a esame, tutte singolarmente e accuratamente ispezionate, la stessa natura dei luoghi dovette essere conosciuta, la volontà della maestà imperiale e divina per la religione cattolica dovette essere continuamente considerata, e infine, conciliate tutte le cose secondo quanto la ragione della necessità esigeva, mosso l'animo Nostro da gravissime cause, e da certa scienza, e da matura deliberazione Nostra, e dalla pienezza della potestà apostolica, il titolo, la denominazione, la natura, l'essenza e l'intero presente stato delle chiese episcopali e dei capitoli cattedralizi di Curzola, Nona, Scardona, Stagno, Traù in Dalmazia, parimente di Auxano, Arbe, Emonia sul lido adriatico perpetuamente sopprimiamo e estinguiamo, e le medesime e le loro diocesi da qualsiasi giurisdizione, diritto e prerogativa esentate e separate dichiariamo, affinché le stesse possano essere unite alle chiese e diocesi sottoscritte da stabilirsi con nuova circoscrizione: sospeso tuttavia l'effetto della soppressione della chiesa di Emonia fino a quando non accada che la medesima chiesa rimanga vacante in qualche modo dalla persona del moderno vescovo, soppresse inoltre, cancellate e perpetuamente estinte i diritti metropolitici e i titoli delle chiese arcivescovili di Spalato e Ragusa, le medesime in mere chiese episcopali perpetuamente da riferirsi ordiniamo, e le medesime alla chiesa metropolitana di Zara come suffraganee assegniamo con questa legge, che i loro antistiti sempre il primo luogo tra i suffraganei della medesima abbiano e la precedenza tra loro conseguano dall'anteriorità della rispettiva possessione, affinché in questo modo alcuna memoria del loro grado primitivo si conservi. Le sedi episcopali invece di Giustinopoli, Pola e Macarsca conservate annunziamo alle altre chiese episcopali come concattedrali da un unico medesimo antistite in seguito perpetuamente unite e congiunte, cioè Giustinopoli concattedrale vogliamo sia di Trieste, Pola di Parenzo, e Macarsca di Spalato: e perciò il vescovo di Trieste assumerà anche il nome di vescovo di Giustinopoli, e quello di Parenzo di Pola, e quello di Spalato di Macarsca, adoperata tuttavia sempre e in qualsiasi atto e luogo la prenominazione di vescovo di Trieste, di Parenzo e di Spalato. Inoltre sottoponiamo qualsiasi diritto metropolitico dell'arcivescovo di Antivari alla chiesa di Cattaro tanto la medesima quanto le chiese di Spalato, Ragusa, Faro e Sebenico al diritto metropolitico dell'arcivescovo di Zara perpetuamente sottoponiamo, e come suffraganee al medesimo assegniamo.

4 4. Nella ricordata provincia dunque in seguito si enumereranno l'arcivescovato metropolitico di Zara e le sue chiese episcopali suffraganee di Spalato con la sua concattedrale di Macarsca, Ragusa, Sebenico, Cattaro e Faro. Nella provincia dell'Istria esisteranno le sedi episcopali di Gorizia o Gradisca, Trieste con la sua concattedrale di Giustinopoli, Parenzo con la concattedrale di Pola e Veglia. E nelle enunciate chiese nella provincia dell'Istria in seguito esisteranno soggette alla Sede apostolica come sono nel presente immediatamente soggette Gorizia e Trieste; Parenzo invece alla chiesa patriarcale di Venezia, e Veglia alla metropolitana di Zara come suffraganea di diritto saranno soggette, finché diversamente dalla Sede apostolica non sia stato sancito; le chiese invece di Giustinopoli e Pola lo stesso diritto e rispettivamente le loro concattedrali quanto alla suffraganeità conseguiranno, cancellata qualsiasi loro presente soggezione verso diverso metropolita.

5 § 5. Inoltre riguardo all'ordinazione dei capitoli delle cattedrali stabiliamo quanto segue. Il capitolo della chiesa metropolitana di Zara sarà composto da tre dignità poste dopo il pontificale, cioè la prepositura in primo luogo, l'arcidiaconato in secondo e il decanato in terzo, e insieme da cinque canonicati: i capitoli invece delle chiese episcopali di Cittanova e di Trieste. Avranno parimente tre dignità, cioè la prepositura, l'arcidiaconato e il decanato, nonché quattro canonicati. Infine i capitoli delle chiese di Ragusa, Spalato, Sebenico, Cattaro, Faro, Parenzo e Veglia saranno costituiti da due dignità, cioè la prepositura e il decanato, e da quattro canonicati. Egualmente nei suddetti capitoli di Zara, Cittanova e Trieste sei, negli altri invece quattro vicari, ossia prebendari, che siano disponibili al servizio del coro e alla cura delle cose sacre. Che se in alcuna delle predette chiese si trovino ancora presentemente alcuni dignitari, canonici e vicari ossia prebendari legittimamente istituiti, il cui numero per il rispettivo loro ordine superi quello prefissato ai presuli, in questo caso coloro che ultimi hanno ottenuto il possesso del beneficio continueranno a godere della loro sede, luogo, suffragio e di altri diritti e prerogative, e a percepire i redditi nella quantità che ora ricevono, finché vivranno, ma i loro benefici, quando si renderanno vacanti, non potranno essere conferiti ad alcun altro; affinché così il numero prefissato in ogni capitolo sia finalmente raggiunto. Che se alcuno di essi avrà voluto cedere il posto e abdicare dal beneficio, gli sarà corrisposta una congrua pensione proporzionata al censo attuale del suo beneficio. Coloro però che entro il numero prefissato otterranno un beneficio, il cui censo statutario percepiranno, perdano tutti questi vantaggi. § 6. Inoltre dai canonici

6 del capitolo cattedrale assumeranno i vescovi coloro che fungeranno da penitenzieri e teologi secondo le costituzioni della Sede apostolica, e affinché l'apparato delle cose sacre possa essere aumentato con maggior splendore, concediamo ai vescovi la facoltà di assumere, con il consenso della sua maestà, uomini ecclesiastici costituiti negli ordini sacri come canonici onorari, i quali non superino il numero statutario dei canonici capitolari, e che, sebbene non siano vincolati dalle leggi di residenza, godano tuttavia dell'abito corale e dello stallo senza alcun emolumento, e abbiano il diritto di suffragio, né la facoltà di assistere ai conventi capitolari e alle commissioni. I capitoli infine delle chiese di Cittanuova, Pola e Macabeo, che come concattedrali saranno conservati, saranno costituiti dello stesso numero di capitolari che è stato prefissato per la chiesa cattedrale, alla quale saranno uniti.

7 7. Per provvedere dunque, dopo i cambiamenti enunciati, al felice stato e governo dei capitoli, avrà cura ogni vescovo che dai singoli collegi di canonici siano ordinati statuti particolari, per mezzo dei quali, secondo la prescrizione dei sacri canoni e delle disposizioni sinodali, sia provveduto utilmente e rettamente al servizio del culto divino e alle proprie mansioni, e che siano osservati,

8 e successivamente siano sanzionati e approvati da ogni singolo vescovo, e infine gli autentici esemplari di essi siano trasmessi alla Sede apostolica. Confidiamo nella pietà dei fedeli, affinché le utili istituzioni di pietà e anche il numero dei benefici corali sia aumentato, accedendo a loro tutela il consenso del piissimo principe.

9 8. I capitoli delle cattedrali soppresse di Traù, Auxerre e Almissa (poiché questo avrà luogo come sopra) saranno ridotti a capitoli di chiese collegiate, e in ciascuna di esse l'arciprete eserciterà la cura delle anime dei parrocchiani, e saranno numerati cinque canonici: gli statuti per i medesimi saranno confezionati dai vescovi, sentiti gli interessati.

10 5. Affinché però non sorga difficoltà nella procura delle diocesi a causa del numero immutato dei pastori, per la maggiore lontananza della curia episcopale, si provvederà affinché non soltanto nelle concattedrali si conservino i vicari generali, ma inoltre nelle città di Curzola, Traù, Arbe, Almissa e Ossero si costituiscano pro-vicari generali, i quali, dotati di più ampie facoltà che i vicari foranei, possano stare a disposizione delle necessità dei popoli, senza che sia loro necessario accedere con lunghi viaggi alla curia generale, e concedere licenze di matrimonio dopo regolarmente provata la libertà dello stato, subdelegare facoltà per l'assoluzione dai casi riservati, e compiere altre cose di tal genere che non ammettono più lungo indugio, affidata a detti pro-vicari l'autorità dai vescovi, secondo quanto riterranno più opportuno; a loro spetterà inoltre definire i luoghi e le parrocchie nei quali detti pro-vicari potranno usare di questa autorità loro comunicata. Parimente, considerata la medesima ragione per l'ampiezza della diocesi di Spalato in seguito all'accensione di Macarsca, affinché i sacramenti, che sono dell'ordine episcopale, siano più facilmente amministrati ai fedeli ivi dimoranti, si costituirà un vicario generale nella città di Macarsca, il quale sarà ornato da questa Sede apostolica di qualche titolo episcopale nelle parti degli infedeli, secondo il modo e la forma consueti, e svolgerà l'ufficio di vescovo ausiliare, e godrà della prima dignità del capitolo cattedrale, e inoltre di una pensione in supplemento di quella congrua assegnatagli per tutelare la dignità episcopale, editto in ogni singolo caso dalla Nostra congregazione concistoriale un decreto.

11 § 10. Volendo ora procedere alla nuova circoscrizione delle diocesi, affinché con confini distinti di ciascuna si tolgano tutte le questioni circa l'esercizio della giurisdizione spirituale, ne decretiamo, prescriviamo e costituiamo la distribuzione e divisione dalla pienezza della potestà apostolica secondo il modo che segue, cioè:

12 § 11. La diocesi metropolitana della chiesa di Zara consterà di tutta la diocesi di cui attualmente gode, nonché di tutto il territorio della soppressa chiesa episcopale e diocesi di Nona. 12. La diocesi episcopale della chiesa di Spalato, oltre le parrocchie della medesima città di Spalato, sarà formata dai luoghi compresi nella medesima diocesi, tolto però la parrocchia di Ricina da attribuirsi ad altra diocesi, nonché da nove parrocchie della soppressa diocesi di Traù, cioè della medesima città di Traù e dei luoghi di Seghetti, Okrog, Xedno, Castri Stapli, Castrinovi, Castri-veteris, Castri Vitturi e Zirona, e infine dalla diocesi della chiesa di Macarsca a essa unita come concattedrale per mezzo dei presenti. § 13. La diocesi episcopale della chiesa di Sebenico completerà la sua diocesi attuale insieme con il territorio della diocesi di Scardonà, e undici parrocchie della soppressa diocesi di Traù, cioè Bossiglino, Pargomet, Lechievizza, Berslranovo, Ogsye, Zoorglievo, Visoka, Luhidol, Gliubitorizzo, Bristirizza e Blisna, e inoltre le accederà la parrocchia di Ricina separata dalla diocesi di Spalato.

13 § 14. La diocesi della chiesa episcopale di Ragusa sarà costituita dalla sua diocesi presente insieme con il territorio della soppressa diocesi di Curzola.

14 § 15. La diocesi della chiesa episcopale di Paro rimarrà interamente nello stesso stato di adesso.

15 § 16. La diocesi della chiesa episcopale di Cattaro, oltre le parrocchie di cui ora consta, comprenderà anche la parrocchia di Budua, che per questo dichiariamo separata dalla diocesi di Antivari.

16 § 17. La diocesi della chiesa episcopale di Gorizia o Gradisca sarà formata dal presente territorio diocesano di essa, dal quale sarà tolto la parrocchia del luogo di Prosecco da attribuirsi ad altra diocesi; nonché dalle parrocchie già prima a essa aggiunte secondo le disposizioni delle lettere apostoliche di pio ricordo Pio VII, nostro predecessore, il cui inizio è "De salute Dominici gregis" edite sulla nuova ordinazione delle diocesi di Venezia.

17 § 18. La diocesi della chiesa episcopale di Trieste, oltre quella di cui ora gode, comprenderà l'intera diocesi della chiesa di Capodistria, che le è attribuita come concattedrale, nonché il territorio della diocesi di Almissa (ora per allora quando questa chiesa vacò), nonché la parrocchia di Prosecco separata dalla diocesi di Gorizia, e undici parrocchie separate dalla diocesi di Parenzo, cioè di Santa Maria Maggiore di Pinguente, di San Bartolomeo di Relli, di Sorigoani, di Lanische, di Braguali, di Culmi, di Razzize, di Verh, di Grinalde, di Zumesci e di Stridoniano. 19. La diocesi della chiesa episcopale di Parenzo sarà costituita dalla città stessa di Parenzo, dalla sua diocesi presente, tolte le suddette parrocchie trasferite nella diocesi di Trieste, nonché dalla diocesi della chiesa episcopale di Pola, che le è stata rinunziata come concattedrale.

18 20. La diocesi infine episcopale della diocesi ecclesiastica Vegliense consterà della sua precedente estensione, non aggiuntovi il territorio delle diocesi soppresse di Arbe e di Ossero.

19 § 21. Con questa nuova costituzione, senza però alcuna disgiunzione ed esenzione ecclesiastica della diocesi.

20 Tutti i fondi dei monasteri, delle parrocchie, delle persone di tutti gli ordini (non però degli esenti) dalla rispettiva ordinaria giurisdizione, potestà e superiorità dei precedenti arcivescovi e vescovi secondo le finora immutate disposizioni diocesane, Noi abitanti e abitanti, nonché le parrocchie e i monasteri, e tutto quanto nella costituzione delle nuove diocesi sopra ricordate (salve le esenzioni che legittimamente a ciascuno per diritto spettano) all'arcivescovo di Zara e ai vescovi di Spalato, Ragusa, Sebenico, Faro, Cattaro, Gorizia o Gradisca, Trieste, Parenzo e Veglia per le loro rispettive città e territorio, diocesi, clero e popolo perpetuamente assegniamo, supponiamo e sottomettiamo.

21 22. I seminari dei chierici della chiesa con idoneo censo da quanto per le spese imperiali e regia maestà sua ha voluto tributare opportunamente si stabiliranno nella chiesa metropolitana di Zara e in quella episcopale di Spalato, affinché ivi secondo le prescrizioni del concilio di Trento siano debitamente istruiti nelle discipline sacre per i ministeri ecclesiastici; non solo gli alunni diocesani, ma anche gli adolescenti delle altre diocesi che careranno dello stesso, per quanto le forze lo permetteranno, favoriti e protetti dal vescovo diocesano per la diminuzione delle spese. La chiesa però di Gorizia o Gradisca, Trieste, Parenzo e Veglia conserveranno propri seminari, i cui redditi saranno aumentati dall'unione delle chiese ad essi aggiunte per i seminari. Nel governo di tali seminari, tanto per la retta istruzione e disciplina degli alunni, quanto per l'utile amministrazione del censo, i diritti dei vescovi secondo la forma del concilio di Trento e delle costituzioni apostoliche rimarranno intatti e salvi. Inoltre i vescovi di quelle chiese che careranno di seminari potranno gli stessi erigere, se le forze lo permetteranno, non ricusando per suo studio di pietà serenissimo imperatore, e la religione in ciò concorrendo fedele, ai quali sarà libero come loro piaccia contribuire ai seminari sia per erigerli sia per aumentarne il censo.

22 23. Dai patrimoni dei vescovati, dei capitoli e delle chiese cattedrali attualmente esistenti, nonché dai redditi che la maestà imperiale e regia per suo studio verso la religione ha liberalmente promesso per l'integrazione del necessario censo agli arcivescovati e ai vescovati e alle chiese cattedrali e ai capitoli, saranno assegnate congruenti rispettive doti, e le medesime affinché in fondi stabili siano trasferite, con premura si avrà cura. Il censo per l'arcivescovo di Zara consterà di dodicimila fiorini, per il vescovo di Ragusa e di Spalato di ottomila fiorini; per quello di Sebenico di seimila fiorini, e di cinquemila fiorini rispettivamente per quello di Cattaro. Agli altri vescovi di Faro, di Gorizia o Gradisca, di Trieste, di Parenzo e di Veglia il medesimo censo di cui ora fruiscono senza alcuna mutazione si lascia, il quale se fosse insufficiente a sostenere gli oneri del vescovato sarà aumentato con congrui supplementi.

23 24. Riguardo al censo dei capitoli sono state stabilite le seguenti disposizioni: per la prepositura del capitolo di Zara la prima dignità mille cinquecento fiorini, per la seconda arcidiaconale mille quattrocento fiorini, e per la terza dignità di decano mille duecento fiorini, e per ciascuno dei cinque canonicati mille fiorini di rendita annua. Ai capitoli di Ragusa e di Spalato sono assegnati per la prepositura mille duecento fiorini, per il decanato mille fiorini, e per ciascuno dei quattro canonicati ottocento fiorini annui rispettivamente; per il capitolo di Sebenico per la prepositura mille fiorini, per la seconda novecento fiorini, e per ciascuno dei quattro canonicati seicento fiorini annui sono decretati. Per il capitolo di Cattaro per la prepositura ottocento, per il decanato settecento, e per ciascuno dei quattro canonicati seicento fiorini annui sono stabiliti. Per gli altri capitoli di Faro, di Gorizia o Gradisca, di Trieste, di Parenzo e di Veglia, considerato l'attuale patrimonio degli stessi, l'esecutore infrascritto distribuirà congruamente secondo il numero dei capitoli sopra indicato le rendite per le rispettive prebende, quale distribuzione sarà eseguita gradualmente secondo la riscossione legittima, come toccherà a coloro che, oltre il numero stabilito dei capitoli, percepiranno i vecchi redditi, e conserveranno la loro precedente prebenda. E le prebende attuali da questo censo dovranno essere ricavate secondo quanto sopra è stato annotato. I capitoli poi, che rimarranno concattedrali, e quelli che saranno ridotti a chiese collegiate, godranno del patrimonio originario, il quale dall'esecutore di queste lettere, consultato il rispettivo ordinario, sarà distribuito in congrueprebende per il numero stabilito dei capitoli. Per la congrua dei vicari o dei prebendati defunti, per il mantenimento degli edifici cattedrali sia esistenti che soppressi, per le spese nel culto divino e nella cura dei sacramenti, e parimenti per le spese delle curie episcopali siano stabilite con diligenza le doti. Per le chiese dell'Istria sulla costa adriatica i patrimoni di cui attualmente dispongono siano aggiunti al nostro tesoro: quali patrimoni, quando il corso dei tempi lo permetterà, li aumenteremo con la liberalità del nostro principe e li confermeremo.

24 25. Inoltre, per una più felice condizione dei parroci, ove la necessità lo richiedesse, abbiamo ritenuto opportuno provvedere, considerando la pietà della maestà imperiale reale in un'opera così importante, senza dubbio alcuno che in ciò sia pienamente consultato; per ampliare inoltre, ove sia necessario, le divisioni delle parrocchie siano conferite facoltà all'esecutore infrascritto, affinché, concertata la cosa con gli ordinari, possa opportunamente decernere ciò che torni a vantaggio dei popoli.

25 § 26. Quando le sedi vacheranno, il vicario capitolare delle chiese, alle quali altre siano unite in qualità di concattedrali, terrà il governo insieme alla concattedrale, il cui capitolo pertanto non avrà bisogno di eleggere un vicario capitolare. Quando il nuovo vescovo avrà preso possesso, assumerà i compiti anche in queste chiese, e vi risiederà per qualche tempo, specialmente nelle solennità dei santi titolari.

26 § 27. La designazione dei titolari nelle parti del regno, il vescovo che come ausiliare deve risiedere nella città di Madgeburgo, è regolata dalle leggi secondo le quali gli altri nella serenissima casa d'Austria sono designati come vescovi ausiliari per compiere le funzioni pontificali. § 28. Per consultare inoltre l'utilità dei popoli e dei sudditi sopra rispettivamente menzionati nelle antiche disposizioni, ordiniamo che tutti e singoli i documenti riguardanti le chiese parrocchiali e i luoghi, come sopra indicati, e di nuovo applicati siano estratti dai vecchi registri della cancelleria, e siano consegnati ai cancellieri delle diocesi alle quali sono congiunti nella forma opportuna, e in essi debbano essere perpetuamente conservati.

27 Da ecclesiastici parrocchie, e luoghi, come sopra indicati, e di nuovo applicati dai vecchi registri della cancelleria siano estratti, e ai cancellieri delle diocesi alle quali sono congiunti siano consegnati nella forma opportuna, e in essi perpetuamente debbano essere conservati.

28 § 29. Ordiniamo parimenti che, tenuto conto del nuovo stato e delle rendite delle mense arcivescovili e vescovili, i capitoli siano congruamente dotati, e le dotazioni siano debitamente descritte nei libri della camera apostolica.

29 siano congruamente dotati, e le dotazioni siano debitamente descritte nei libri della camera apostolica.

30 § 30. Affinché poi tutto ciò che da Noi come sopra è stato disposto sia eseguito rettamente, felicemente e celermente e condotto al desiderato fine, ai venerabili fratelli Giuseppe Wallandt vescovo di Gorizia o Gradisca, e Antonio Moisio Wolf vescovo di Lubiana, che nella presente lettera designiamo come esecutori, concediamo ogni facoltà necessaria e opportuna, affinché, ove sia necessario, per mezzo di altri uomini insigniti di dignità ecclesiastica da essi specialmente subdelegati, possano e valgano liberamente e lecitamente eseguire, stabilire, disporre, ordinare e decidere tutto quanto sopra è stato ordinato, e su qualunque questione che sorga contro l'esecuzione dei predetti, possano riconoscerla e pronunciare definitivamente.

31 31. Allo stesso Giuseppe e al nostro caro figlio Antonio Aloisio vescovo espressamente ingiungamo e ordiniamo, che gli esemplari dei suddetti decreti per mezzo di essi o dei loro subdelegati nella esecuzione delle lettere presentiamo entro quattrimestre dal compimento della loro esecuzione a questa sede apostolica in forma autentica trasmettano, nell'archivio della congregazione per le cose consistoriali da conservarsi secondo il consueto.

32 §. 32. Le presenti lettere e tutto ciò che in esse è contenuto e stabilito, benché chiunque vi abbia interesse o pretenda di avervi interesse sia stato citato e sentito, e benché non sia stato assentito, anche se degno di espressa, specifica e individuale menzione, in nessun tempo potranno essere impugnate o messe in controversia per vizio di subreptizio, di obreptizio o di nullità, o per difetto di intenzione Nostra, o per qualsiasi altro difetto sostanziale e non previsto; ma vogliamo che esse siano sempre fatte dalla Nostra certa scienza e dalla pienezza del Nostro potere, perpetuamente valide ed efficaci, e che sortiscano i loro pieni e interi effetti, e che debbano essere inviolabilmente osservate da tutti coloro ai quali spetta; e se diversamente su questi punti da chiunque, con qualsiasi autorità, consapevolmente o inconsapevolmente accadesse di contravvenire, vogliamo e decretiamo che sia del tutto nullo e vano.

33 33. Non ostante il diritto acquisito da non togliersi, le soppressioni, i compromessi e le parti, il vocale di cui è interesse, e le altre Nostre e della cancelleria apostolica regole, nonché gli statuti delle suddette chiese anche confermati con giuramento, confermazione apostolica, o qualsiasi altra solidità, e le consuetudini anche immemorabili; i privilegi inoltre concessi e le concessioni, benché degne di individuale menzione, e tutte e singole le costituzioni e ordinazioni apostoliche, e nelle sinodali, provinciali e universali concilii edite, speciali o generali; di tutte le quali e di ciascuna, tenendo i loro interi tenori e forme, anche se dovesse farsi speciale menzione o qualsiasi espressione di esse, o dovesse osservarsi qualche altra forma ricercata, avendo i loro tenori per espressi nelle presenti, per l'effetto di tutti e singoli i suddetti, largamente e pienamente, e specialmente ed espressamente deroghiamo, e a tutte le altre cose contrarie in qualsiasi modo.

34 33. Non ostante il diritto acquisito non revocabile, le soppressioni comunali, le parti e i vocali che ne hanno interesse, e altre Nostre e della cancelleria apostolica regole, nonché gli statuti delle suddette chiese anche confermati con giuramento, confermazione apostolica o qualsiasi altra solidità, e le consuetudini anche immemorabili; i privilegi inoltre concessi e le concessioni, benché degne di menzione individuale, e tutte e singole le costituzioni e gli ordinamenti apostolici, e nei sinodi, concili provinciali, universali editi speciali o generali; a tutti e singoli i quali, e a tutti i loro tenori e forme anche se dovesse aversi menzione speciale o qualsiasi altra espressione, o dovesse osservarsi qualche forma più ricercata, avendo i loro tenori per espressi nel presente, ai fini di tutti e singoli i suddetti, largamente e pienamente, e specialmente e espressamente deroghiamo, e a tutte le altre cose contrarie comunque.

35 §. 35. A nessuno dunque assolutamente di uomini sia lecito infrangere questa pagina Nostra di soppressione, estinzione, annullazione, smembramento, disgiunzione, separazione, aggregazione, unione, erezione, applicazione, circoscrizione, soggezione, attribuzione, statuto, indulto, dichiarazione, deputazione, commissione, mandato, decreto, deroga, e volontà, o osare di contravvenirvi temerariamente; se qualcuno infatti avrà presunto di tentare ciò, sappia che incorre nell'indignazione di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo suoi.

36 § 35. Nulli ergo omnino hominum auctoritate apostolica liceat hanc paginam Nostrae suppressionis, exloctionis, annullationis, dismembrationis, disjunctionis, separationis, aggregationis, unionis, erectionis, applicationis, circumscriptionis, subjectionis, attributionis, statuti, indulti, declarationis, deputationis, commissionis, mandati, decreti, derogationis, ac voluntatis infringere, vel ei ausu temerario contraire; si quis autem hoc attentare praesumpserit indignationem omnipotentis Dei, ac beatorum Petri et Pauli apostolorum ejus se noverii incursurum.

37 CCLXVII.

CCLXVII.

Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.

Testo latino

CCLXVI.
T»i. dii Suppressio» et unìo pluriom epbcopaiium aedium in Dalmatia, et latria ad Adrian «niw V. tjgi [oaria oraa.

1 Leo cpiscopus Servus ser?orum Dei Ad perpetuatn rei memoriam $. 1. Locum beati Pctrì apostolo* cjm prìQcipis cum vicaria ipsiu» Jesu Chrìsti polestale mentis licci imparibus teoentes ecclcsiarum omnium spirituali re* gimioi ita debomus assiduo iocumbere, ut^ ve) oovas per orbem dioecescs erigere , vel eroctas dividere, unire ac etiam abolare non abnuamas, quando commìssi No* bis Dominici gregis prò tempore iocorum» et circurnstantiarum raliono utililas postulai, et ad magnum aliquod bonum assequeodum , ve) ad malum aliquando ab Ecclesia Dei propulsandum necessitas eiigal, proni in Domino magis expedire judicemus.

2 Ilac sane mente ad cpiscopales sedes tam in Dalmatia, quam in Istria ad Adriatici maris oras sub carissimi in Chrislo filio Nostri Francisci Auslriae imperaloris, ac Bohemiae et Hungariae regis apostolici, nec non regni I^ongobardi Veneti temporali dorninatu aclu exislentes cogitationes Nostras inlendimus, ut sublatis supcrìorum temporum calamilalibus rem sacram aptiori» utlUquo formam ibidem componere, alque ordinare conniloremur, 2. Novimiis eqaidcm » eum esse Bmmmìud tuepiscopaUium , et catbedralium capiluloiB, MaiMM. rum, et aeminariorum in illis partibus misurrìmum slatum, ut manifesto apparoat, rula. "*^*^*' ad illorum numerum relinendum Decessa* pia media nullo pacto suppelere; ex quo infeliciter successit diuturna multarum sedium episcopalium viduitas non sine ma* lima dioecesium calamitate. Gravinimis bisce ex causis rulicisrecordalioois PiusYll. praedecessor Nosler curas cogilatiooesque SU45 jamprìdem converterat ad necessaria in lanlam roalorum congeriem romedia coosciscenda , probe noscens hujusmodì mala auferri non posse, si praesens earum ecclesiarum status servarelur, cuin iu sum* ma rerum omnium inopia iisdein prò necessitate coDsuli omnkio oequirel. Exiant enim in praesenliarum sub Austrìaca Jilione io Dalmatia sedes archiepiscopales Jadrensis, Raguaìna, et Spalatensis, ilem* qge episcopales sedes SelMoiceosis, Pharensis, Cattarensis, Nonensis, Macharskeii*> sis, Scardooensìs, Traguricnsìs, Slagnensis, et Cursoleosis. In provincia vero istriae ad lilus Adrialicum uumerantur sedes episcopales Gorìliensis, seu Gradiscana , Tergestina, Parentina, Vegieosìs , Arbensis, Juslioopolìtana, Polensis, Auierensis et Amoniensis. Canonica idcirco in eam causam inquisilione suscepta idem PiusVIl. ponlifex de sedìbus imminuendis prudentissime cogitarat, ut prò minori ipsanim numero facilius in rei sacrae tuitionem prospici posset spe fretus fore, ut saluti iilorum populorum exlremo hoc reroedio ex temporum Iocorum ac personarum rationibus opportune succurreretur.

3 3- Nos quoque laudati praedecessoris Nostri vestigiis insislentes, ubi primum traditam Nobis dìvinitus Dominici gregis cuslodiam suscepimus, parem in id curarum conlentionem impendìmus, et dolenti quidem, sed benovolo animo preces de ìis sedibus imminuendis imperialis regìae majeslatis nomine Nobis porrectas ex- >, cipientes attente curavimus, ut majora quae possent commoda, leviori cum jactura in rei sacrae utilitales conferrentur, in quem finem plura ad examon deducenda fuere, cuncta singillalim accuraleque inspicienda, ipsa etiam Iocorum natura dignoscen- ^ da, impeusa deoìque maìestatis suae prò catbolica religione voluntas assidue compellenda, omnibus demum rebus prout necessitalis ratio aiflagilavil conciliatis, gra* vissimis de causis animum Nostrum moveolibus, et ex certa scicolia, ac matura deliberatiooe Nostrìs , deque aposlolicae potestatis plenitudine tituium, denominalionem , natura m, essenliam, tolumquo praesenlem slalum episcopalium acclcstarum, et oathedraliuin ^apitulorum Cursoleosis, Nonensis, Scardunensis, Stagnensis, Traguricnsìs in Dalmatia, pariterque Auxerensis , Arbeosis , Amoniensis in lilore Adriatico perpetuo lupprimtmus et extinguimus, easque, et itiarum dioecescs a quo* rumlibet jurisdictione, jurc, ac praerogativa exemptas ac separatas edicimus , ut eaedem ecclesiis ac dioecesibus infrascripla nova ctrcumscriplione cooslabiliendis adjungi possint: suspenso tomcn effectu suppressionis ccclesiae Amoniensis usque dum ocólosiain ipsam ex persona moderni episcopi quovis modo vacare conligcrit, sup* pressis item, dclelis et perpetuo exlinctis melroputilicis juribus, ac titulis archìepiscopalium ecclesiarum Spalatensis, et Ragusinae casdem in mere episcopales ecclesìas perpetuo refereodas mandamus , Ìipsasque melropolilanae ecclesiae Jadrensi sutfraganeas assìgnamus ea lege, ut ipsarum aotisliles primum locum inlcr caele<* rotf suffraganeos habere semper debeant praecedcuLiam inler se adep(urì a rcspocùvae possessioDÌs aDlerìoritale* ul hoc mo> do aliqua prUlini, eoruro gradua memoria servetur. Episcopales vero sedes JuiUnopolilauam, Poleoscm y el Macbarakensem coDservatas deouncianlea aliis eptacopalibua eccleaiia uli coocalhedralea ab uno eodemque aDlisUle in poslemm guberoaodaa perpetuo uoimus et adjungimus, scilic«l Jaslìoopolitanam coocathedralem esse volumua Tergeatinae , Poienaem Parentioae* et Macharakcnsem Spalalensi: ac prò* inde epiacopua Tergeslinus nomen quoque auacipiet episcopi Jualioopolìlani, et Paren> tioua Polensia» ac Spoiatensis Macharskenaia, adbibila tamen aemper , et in quolibet aclu ac loco praenorainatione episcopi Tcrgestioi, Parentini, et Spalatenais. Pitinciò iosuper quolibet metropolitico jure Anlibarensia arcbicpiacopi in Caltarensem eccleaiam laro ipsarn quam Spalatensom , Ragusinam, Pharensem, et Sebeniccnsom ecclesias juri metropolitico urchiepiscopi Jadrensis perpetuo aubjicimus , eideroque auliraganeaa assignamus.

4 4. In memorata itaque provincia emnMrtiM» D&ti&4tiao Dumerabujitur In posterum ar- MntcliiepìacopaUs Jadrenais, et ejus sufTraganeae epiacopalea cccleaiae Spalalenaia curo sua coDcatbedrali Macharakensi, Ragusi* Da, SebeniceDaU, Cattarensis, et Fharcn* sia. In provincia Islriae extabunt episco* palea sede» Gorìlienaia seu Gradiscana, Tergestina curo sua concalhedrali Ju* atinopolitaaa , Parontina curo concaihe* drali Polensi ac Veglensì. £i enunciatis iolerea ecclesiis io provincia fstrìae per* atabunt aposloiicae Sedi prout suoi in praesens immediatae subjeclae Goritienaia, oc Tergestina \ Parenlina vero ecclesiae patriarchiili Venetiarum, et Veglensta me* tropoiilanae Jadrensi suffraganeatua jure suberunt, donec aliler ab apostolica ^do sancitum non fueril; ecclesiae aulem Ju* stinopolilana et Poiensis eodero ac reapc* clìvae ooncathedralos jure quoad suffraga* nealuro oonsebuotur, dcleta qualibei erga diversum metropolitaoum earumdem prae* senti subjectìoiM.

5 S< 5. Porro de capilulorum cathedraliuro ordÌDatiooe sequentia dneemimos. p^'^u'iMun M<^ropofitanae ecclesiae Jadrcnsis cupitu* tMr«iiua. lyoj tribus oonslabil dignitalibus prae* posilo prima scilicet post pooliiìcalem , socunda archidiaconatu, ac dccanatu ter* Ua, simulque ex quinque caoonieatibus : capitola vero episoopalium ecclesiarum Gorilieosis ao Tei^eslinae. Tres pariter numerabuot digoilales nempe praepositu* ram, archidiooonalum, et decanalum, ncc non qualuor canonicatus. Demum capitula ecclesiarum RagusÌnac,Spalatcnsis, Sebeniccnsis, Caltarensis, Pharensis, Parcntioae, et Vegicnsis constituenlur ex duabus di* gnitatibua nimirum praeposìlura» ac decanalu, et ex quatuor canonicatibos. Enint pariter in memoralis capitulis Jadrensi, Gorintiensi ac Tergeslino sex, in reliquia aulem quatuor vicarii, seu praebendarìi , qui praesto sint aervitio chori, el sacrorum procuralioni. Quod si in aliqua ex praediclis ecclesiis aliqui dignitarii cano* nici el vicari! seu praebendarii legitime instituti adhuc in praesens reperiantur, qui numenim prò respcclivo iptorum ordine praesHolibus praeiiDilum excedant, in hoc casu li qui omnium pustrenii beneficii possossionem adepti fueriot, suis quidem sede, loco, suffragio, aliisquo juribiù et praero* gattris frui, reddiUbusque in ea quantità* le, quam nunc percipianl , gaudere pergcnt, donec vixeriot , sed ipsorum bene* fida quandocuroque vacaverinl nulli alteri polenmt conferri; ut ita praesUlus nume* rus io quolibet capituk) tandem habealur. Quod si ipsorum aiiquis roaluerit loco cedere, seque a beneficio abdicare congrua pensio prò acluali ipsios beneficii ceosu eidem persolvelur. Hujusmodi autem vcl actualem beneficii reddilum , vel pensiooem ammitteat orones illi, qui intra praefioilum numeruro obtinebunl bcneficiaiD cujus statutum censum percipientv ! ol»- 6. fiinos aulem ex canoniors .

6 jusque cathedralis capiluli adsciscenl epH scopi, qui poeoileutiarii ac theologi roune* ribus juila Sedia aposloiicae consUtstio* nes fuQgantur, ulquc sacrorum splendìdus apparalus augeri valeat, facullaiem episcopis iraporlimur occlesiasticos viros in sacris ordinibus consUtulos ex majestalis suae consenso adscisceudi in canonicoi honorarios, qui statutum canooicorum capitularium numcrum non excedant, quique licei resideotiae l^ibus non edstriolik chorali tamen habitu, et stallo fruanlur absque olio emolumento, rmilumque habeant suF* fragii jus, oeque facultatem capitularibus ooovenlìbós, comilitsque adstandi. Capitula demum Juslioopolilanae, Poiensis et Ma* : ebarskensis ecclesiarum, quae utì concathedrales conservabunlur eodem numero capitularium constabunt , qui praefinilus est prò ecclesia oatbcdrali, cui ipsae eront unilae.

7 7. Ad coosuleodum vero post onun* oialas immutationcs felici capilulorum sta* lui ac regimini curabit quilihet antistites peculiaria a singuiis caoonicorum coilegiis ordinari statula, quibua ex sacrorum oa* oonum el synodalium dispositionum prao* scripto salubriter de recto divini cuUut servitio ac do propria maacnbus riVq od by Google Leo PI’. Occinius Secundus ••pttala ctM* ■kilu t«ru« «cpifalk aapprMtii bi> bMfaknt.

8 DlitrlkuUo «kartomf»- Mnliai^ p*tara« dk<- obeundis cautum sii, eaderoque postea ab imo quoque aotìslile sanctenda ac probanda erunl, ac demum authenlica eorum eiempla ad npostolicam Sedem tranamiu tenda. Et fidelium aulem religione confidimus, utilia pietatis inslituta et numerum etiam beneficiorum choralium auclum iri, accedente in ìpsorum tuitionem pientissirai principis consensu.

9 8. Capitula auppressarum cathedraliuco Traguriensis, Auxerensis, et Amoniensis (cum haec locum ut supra habuerit) redigentur ad capitula ecclesiarutn collegialarum, et in earum singulis archipredbyler curam aniroarum parochiauorum eiercenSf et quinque canonici numerabuntur: statata prò iisdem ab episcopis conficientur, auditis interesso habentibus.

10 5. t). Ne autem ex immiouto pastorum numero diffìcultas oriatur in dioece- 6ium procuratione ob roajorem epìscopalis curiae longinquitatem cautum eril, ut nedum in concathedralibus retineantur vicarii generales, sed insuper in civilatibus Cursolarum, Tragurìi, Arbae, Amonitae et Auxerii pro-vicarii generales conslituantur, qui ampiioribus qnam vicarii foranei facullatibus praediti, oecessiUlibus populorum praesto esse possint » qiiin oporteat longis eos ilineribus ad curiam generalem accedere, ac licentias proiode de nubendo post rìte probatam libertalem status concedere, facultates subdelegare prò absolutione a casibus reservatis , aliaque id genus agere Tale.int, quae longiorem moram haud patiantur , delala iisdem provicariis auctoritato ab episcopis, prout satius expedire censuerint^ ad quos id etiam speclabil loca, et paroecias definire , in quibus dicti pro-vicarii bac sibi communicala auctoritate uti poterunt. Pari insuper ex ralione inspecta dioecesis Spalatensis ob Hacharskensis accessionem amplitudine ad sacramentorum administralionem, quae sunt ordinis episcopalis fidclibus ibidem degentibus facilius procurandara vicarìus generalis incivitale Macharskae staluetur, qui aliqiio tituio episcopali in parlibus infìdelium modo et forma consuetis ab apostolica Sede exornatus episcopi auxiliaris munus gerct, gaudebitque prima cathedralis capituli dignitato, atque ullerius pensione in suppicmenlum congruae ad dignitatem episcopalem tuendam eidera assignanda, edito in quovis peculiari casu per Nostram congregationem consiatorialem decreto.

11 S- 10. Volentes nuoc ad novam dioeoesium circumscrìptionem procedere , ut singularum distinclis finibus quaesliones omnes auferantur circa spiritualis jurisdictionis exercilìiim , eanira distrìbuUonem, ffuU, Ron. Tom. XYUac divisionem de aposlolicae potestatis plenitudine decemimus, pracscrìbimus et eonstituiflius juxta eum, qui sequilur naodum, Tidolicet.

12 $. 11. Dioecesis metropolitanae eed« clesiae Jadrensis constabit ex universa , qua in pracsens gaudet, dioecesi, nec non ex integro territorio suppressae episcopalis ccclesìae, ac dioecesis Nonensis. 12. Dioecesis episcopalis ecclesiao ^ Spalatensis praeter paroecias ipsius civitatis Spaiati elTormabitur ex locis in eadem dioecesi aotu comprehensis, dempla tamen Kievensi paroecia alteri dioecesi adtribuenda, nec non ex novem paroeciis suppressae dioecesis Traguriensis nìmirum ipsius civitatis Tragurìi ac locorum * Seghetti X Okrog X Xedno = Castri Slaplii- ‘ ' lei =: Castrinovi = Castri-veteris = Castri Vitturi X et Zirona ■ ac demum ex dioecesi Maebarskensis ccclesìae eidem ut concathedralis per praesentcs unilae. S. 13. Dioecesis episcopalis ecclesiae ri inttitii Sebenioensis actualem suam dìoecesim coni- *«■ plectelur una cum Scardoncnsts dioecesis territorio, atque undecim paroeciis suppressae dioecesis Traguriensis nimirum " Bossiglino X Pargomet ■» Lechievizza X Berslranovo x Ogsye = Zoorglievo x Visoka X LuhidoI « Gliubitorizzo m Bristirizza x et Blisna « illisque aocedet paroecia =» llieveosis » ex dioecesi SpaletODsi sejuocta.

13 S. 14. Dioecesis eccicstae episcopalis ^ Ragusinae constituetur ex praeseoti sua dioecesi una cum suppressae Cursoleosts dioecesis territorio.

14 S* 15. Dioecesis episcopalis ecclesiae «•••••« Pfaarensis eodem ac in praesenti slalu in- ***’ tegre remanebit.

15 16. Dioecesis ecclesiae episcopalis Caltarensis praeter paroecias, quibus nunc constai complecletur etiam paroeciam » fiuduae x quam idcirco ex dioecesi Antibarensi sejunctam declaramus.

16 $. 17. Dioecesis episcopalis ecclesiae g^rmiS***** Goritiensis scu Gradiscane elTormabitur ex praesenti ejusdem dioecesano territorio, e quo demelur paroecia loci x Prosecco X alteri dioecesi accensenda ; nec non ex paroeciis jam antea ipsi adjectis juxta disposilioncs lilerarum apostolicarua recol. memoriae Pii pp. VII. praedecessoris Nostri quarum initium * De s<Uule Dominici gregis » super nova VeneUrum dioecesium ordinatìone editarum.

17 S. 18. Dioecesis ecclesiae episcopalis 0,4^^ Tergestinae praeter eam qua nunc gaiidet, complectetur universam JusUnopolitens»' ecclesiae dìoecesim. quae eidem concaUiedrali est attributa, nec non dioecesis Amoniensis torritorium (nane prò lune bigitized by Google Bullarìum Bomanum quando haeo ecclesia vacavorìl) neo non I paroeciam = Frosceoo = a Gorilieosi dtoe* I cesi segreialaio, atque undecim poroecias E a diocesi Parentioa disjunctas nimirum x sanctae Mariae Majoris Pinguenti, ■ sancii fiartboiomaei Relii » Sorigoaii = Lanisclie a Braguali = Culmi b Razzìze » Verh X Grìnalde = Zumesci > et Stridoniao» t9. Dioecesis ccclesiae episcopalis Da 4io«cni Parenlinae coDstitu<‘lur ex civitate ipsa <, ì'àitniìaà. ' ex praesenli ipsius dioecesi , demptis euuDcialis paroecits in dioecesim Tergeslinam colialis, nec non ex dloocesi episco- [ palis ecclesìae Polensìs , quao coocalhe^ dralis eidem Parenlinae ecclesiae est re> nunciata.

18 20. Dioecesia demum episcopalis n« diQ«oo«i eccleaiao Yeglensis constabil ex sua praev»i)«nÉ< jjjjgeggi Qee. non adjecto suppressarum dioocosium Arbensis et Auxercnsis territorio.

19 $. 21. Hisce nuoc cooitabiiilis, prac^ r.t«tnpiig no via dìsiunctìoDe, ac exemptiune ecclcsia- T*niB dIBèe*. ’ ^ .

20 nimrn ■ ToMH Funii moDastenorum, paroeciarum, perso- «•niaqnetub- Dorumque omoium ordinum (non tamen ezemptariun) a respectiva ordinaria jurisccT* * dicUooe, potestate» ac superiorìlatc priorum aotistitura juxU sancilas hucusque dioecesium immutationes Nos habitatores et incoiasi nec non paroecìas et monasleria, aliaque omnia in constiluliooo nova» rum dioecesium superius memorata (saU vis exemptionibus cuilibet de jure legiti- ^ me pertinenlibus) archiepiscopo Jadrcnsi ac episcopts Spalatensi* Ragusino , Sebenicensi, Pharensi, Cattarensi) Goritiensi seu Gradiscano, TergeslinOi Parentino et VcglcQsi prò suis respective civitate et tcrrtlorio, dioecesi, clero» ac populo perpetuo adsigiiamusi suppouimus, atque subjicimus.

21 22. Seminaria puerorum ecclesiaord>Batio ». idoneo censu ex eo quam io rei saimpensas imi^rialis et regia majeslas sua tributum voluit opportune dilauda in metropolilana Jadrensi , et In episcopali Spalatensi ccclesiis constiluentur, ut ibidem juxta coocilii TridenUoi praescriptio- Dcs sacris disciplinis ad ecclesiastica minisleria rito erudianturi nedum dioecesaoi alumni, sed cUam aliaruin dioecesium ado- Icscentesi quae aenxiaario carcanl iisdem, quoad vires suppctanl, favonbus ac diocccsani prò impensarum itmninutiooe prò* tegeodi. GoriUonsis autem seu Gradiscaoa , Tergestina , Parentioa , et Yeglensis ecclesiao propria retioebunt semioaria.quorum reddilus ex uniendis adjoctamm eo closiarum semioariis augebanlur. In hujustnodi seminariorum regimine, tura quoad roctam nlumnorum instruclioocm ac disciplinam, tura quoad ulilem census procurationem jura epìscoporum ad formam concini Tridentini et aposlolìcarum cunslilulioiium sarta torta manebunl. lllarum insuper ecclesiarum episcopi, quae seminariis careni, poteruot eadem origere, sì vires suppetant, haud abnuente prò suo pielalis studio serenìssimo imperatore, ac religione io id connit(^nte Gdelium , quibus liberum erit quo lubeal actii aemioariis vel crigeodis vel ccosu augendis console re.

22 23. Ex episcopaluiim, capitulorum, * et calhedralitim ecclesiarum patrìmoniis Tir<jmA"a actu cxistcniibus, occ non ex redditibus» quos ad arcbiepiscopatus et episcopatuum> eccicsiarumque calhedralium et capilulorum tuilìooom in supplemcntum neceasarìi census imperialls regia majestas prò suo in rcligionem studio liberalitcr est pollicila, congruae respcctivao dote» assignabunlur, eaedemque ut io fundis stabilibus tradantur, cura primis curabitur. Census prò archiepiscopo Jadrensi duodecim mille florenis , prò Ragusino et Spalatensi episcopis octo mille floreois; prò Sebeoicensi florenis sexmille , et quìnque mille florenis prò Caltarensì respective conslabit. Caetcris episcopis Pharonsi, Gorilieosi scu Gradiscano, Tergeslioo, Parentino, ac. Yeglcnsi iidem, quibus nunc fruuotur consus absque ulla immulatione rclinquuntur, qui si suslinendis cpis<;opatus oneribus impares sint cougruis supplementis aagebuntur.

23 24. I)e capilulonim vero censu » haec cauta sunt : prò Jadrensis capiltilj praeposilura prima dìgiitlate -floreoi millu et quingenli, prò sccunda arcliidiaconalua mille et quatuor Centura , ac prò lertia dccanatus digoilate mille et biscentumflorcni, prò singulìs vero quìnque canonicatibus floreni mille annuum redditum conslituent. Capitulorum Kagusini et Spula- Icnsis praepositurae mille biscentum floreoi, decanalui floreni mille , et cuilibeb ex quatuor canonicatibus octingenli floreui annualìm respective assignantur; prò Sebeniceosis praeposilura , prima dignilale floreui mille, prò sccunda noningenti floreni, et prò singulis ex quatuor canooicatibus annui floreni scxcentum decernun* tur. Catlareusi capitulo prò praeposilura oclingenlii prò decanatu sepUgenU, et prò quolibet ex quatuor canonicatibus Si.acentum floreni annualiin constiluunlur, Pro caeteris vero capilulis Pharensi, Goritiensi seu Gradiscano, Tergeslioo, Parentino, et Yeglcnsi, inspccto actuali ipsorum patrimonio, infradiceodui oxcquulor cougruain juxla superius praetìmlum capilularium nvmeram distribulionem rcddituiim prò respectivìs praobeodis dcceruut, quae dUlri- butio seusim prò rata cxeculioDÌ demandabltur , prout ex logitimo jure illorum beneGcia racurc conligerit, qui, ultra statulain capitularium numerum-ei veloribus perceotebunlur, stumque prialiaain pracbeadam rctÌDebiint. Et memoralo euim cenau acluales praobendae desumendae croni juita ea , quac supcrius fuerunl aJnoUla. Capilula vero, quae olì concathedraiia pcrslabunt, et ca, quae in col- Icgialas ecclesia» redigenlur. pristino gaudcbunl prttriraonio, quod ab harum lilerarum ciequutore collali» cum respcclivo ordinario consiliia in congrua» praebendas prò statuto capitularium numero dislribuetur. Pro vicorknpum aulem seu praebtin- * dotornm deceDli congrua, prò aedium caihedralium tum perexlaniium , tum suppressarum luilivac, prò impensis in divinum cuIUicn , sacrorumque curaliooem , itemque prò •eptaoopabuii) curiarum suoiptìbus dote» diligenler sancianlur. Pro ecclesib Isltiae io Adriatici litoro patrimonia, quibu» aclu poliunlur in oaseausaa addicealur: quao patriinoniay ubi temporum ratio paiialur, ea pientiMimi principi» liberaiitale aucltim ih con&dimu».

24 25. Felioiori iosuper paroeborum D6UIÌ0 pt. condilioni, ubi necossitoa posUilet, opporrMcurii*. prospiciendum jadicante», pielalem imperiali» repae majestatis suae in tantum opus aompcilaaiu», minimo dubitante», quin in id eliam apprime consuUum eiuptet; prò ampènri claoìm, ubi opus sii » paroeciuruiii divisione fucultalcs infradicendo exei]uulori impcrlirour, ut re cum ordinariis conciliata, quod in populorum commoditatem vcrtat , opporUiae possil decernerc.

25 S. Quando aedo» vacabunt, vìca- , lius capilularè ecclesiaruin, quibus aliae ■In ui «frie cuncathodrale» suoi unitae » regimon lenubil eùma cooMlhedr»Us, cujus proinde capiluluns «oo pcderil TÌcarium capUuIarem «bi riigero. Atlamui novi epiaeopi po«MS8ÌoD«a» delati tibi muneria io iis quoque ecolesiia auwipient , curnbunlque per aliqood «eni leiupiia , ao pneeertim in aanrlorum tilularium aoleinuiletibus ibidem reakiere.

26 $. il. Ueilgnatio litularia in parli- ,1bua iiiDdoliun, epiwopi. qui uli auailjaris in civitolB Madiarakae debaat rnaidure. iia l.'gibus coiifioiolur, qoibua caalcri io aerenisaimae Aualriacae domua diliooibui auliliares epiicopi ad peMiCcalia peragenda adaciiruiilur. - 38. Ad conaulanduni praelerea IV uUiitaij populorem aie ni aopra reapcolifianAirinim m |r|9 aiitiaiiiibu» aubjcotofuip^ praocipimu» * ut omnia, et aingula doeuuaenla reapioienn^lanjMAllA.

27 l>a eccWiaiaai paroecias, et loca, ut aupra (lismA'mbralA, ac de novo applicala a vctcribus cancellarti» exirahi, et oaoceUarii» dioecesiiim quibu» ilbi conjuRCln cnmt opportuna forma tradì, atque in bis perpetuo tiebeant asscnari.

28 5. 29. Mandamu» pairiter, ut liabita rrueusm raiiooe novi slalus. ac rcddituura mensarum arcUiepitcopalis, et episcoualiuoi eae- ■putieuni» in- , ^ * ■ • . . . K/i beali».

29 defii congruenter siili Uiatae, eacumque lata in libris camerac apostoliuae dubeal de moro de.scribi.

30 S. 30. Ut auletn cuncta a Nobis ut ' • > • ««tculCdM asopra disposila rite, Idiciler, ac ceieritcr pMtpUJ. ad optatum otitum p<>rducaatur, venerabiiibu» fratribu» Josepiio WalUnd episcopo Goriliensi »eu Gradiscano, atque AoUmio ^loisio Wolf episcopo Labace«»i, quo* in priiesoDtium lilernrum eaequutorea ali^- mus deputaipuop omae» et aing^U» nc> CA'-s»ari:i» et opportuna» concctiiuiu? Ueultate», ut cliaip, ubi upu» fuerH, per alto» viro» <‘crle»iaatica dignitale praefulgente» ab ii» bpocùilitcr subdclegiiQiUi» cunota »uperUis ordinata peragere, statuere, disponorc, decornare, ac super quaquniqueop» positione adversus praeniis»a iuiactu eiiequulionioni» quomodolibel fqrsqq orilura agnoscere, ac detinitivc pronondgre Ubere ac licite possint et valeanl.

31 31. Eidem quoque Josepbo , et i>««uapi». Aoloiiio Aloisio episcopi» expresse iujuneimu», ac mandamu», ut exempla singuinooMhierì) •». ° ^ L »*TTil>dO.

32 rum nctorum Ciuu per ftc> quam per ab ii» subdolegalos in praeseplium lilcraruui exequutioDcm conGciendpruni intra quadrimestre ab explela tp^iirura exequutio- Dc ad hanc aposlolicam Sedom in autJi<eBtica forma Irasmittaut, in arcLivio congregalionis rebus consistorialibu» praopoeiiae de more asservanda.

33 $. 32, Praeseote», autem liieraf>» et in eU contenta ac statula quaccumquo, eliam ex eo quQ() quilibcl interesse ba^nlcs , vel habcrc praelendcotea anditi orni fuorint , ac praemis&i» non con^eoseriot , eliaotsi expressa, specifica, et iudividua tuenlione digoi sint, nullo uoquaiP tempore de subreplioni», vel obreptionis ani nullilati» vilio, »eu iotentiows ^'oslrae, vel quolibet alio licci Mib^antiaHb et inei^cogitalu defeclu DOlari , ìmptigtMri 4 vel ùi controversiam vooari poése, sed eas Uuquum ex certa scicutia , .ac poteslalis plenitudine Nostri» faclas et emanala» perpetuo valida», et efficace» existerc et foro, 9uos({ue plenario», et integro» effeciu» sortiti, et oblinere, atque ab omnibus, ad quos spocUt, inviolabililcr observari debere: et si secu» super hi» a quoquam quavi» auctohtalc scicntcr vel igno- Digitized i ■ Googlf Bullariiim Koinunum ranter conligerit altenlari, irrìluin prorlus el inane esse foro volumus » atque deceroimus.

34 33. Non obetantibus de jure quaesito non lollendo» de suppresstonibiis compjUjQpfjj, gj paries ^ ?ocalis quorum interest, aliisque Nostris . et cancellariae aposlolicac rogulis, nec non supradictarum eeclesiarum etiain juramento, confìrmalìone apostolica, vel alia quavis Gnnitate roboratis statutis, el consuetudinibiis etiain immemorabilibus; privilegiis quoque indiiilis, et concessionibus, quamvis individua j roenlione dignis, omnibusque el singulis uposlollcis, ac in svnodalibus, provincialibus, universalibusque conciliìs edìtis specialibus voi geiieralibus consiitutionibus et ordioalioDÌbus; cfuibus omnibus, et singulis, oorumque lolis teoorìbus, ac formis eliamsi specialis menlio seu quaevis etpressio liabenda . aut aliqua alia exquisita forma •ervanda foret, ipsorum tenores praescntibus prò expressis habentes ad praemìssorum omnium , et singulorum elTeclum latissime el pienissime, ac specialiler et expresse derogamus, caeterlsquc contrariìs quibuscumque.

35 $. 34. Praeterea volumus ut harum Pi4eiku«a.Uterarum Noslrarum transumptis cliam **‘”"‘““^“1 impressis manu tamen alicujus iiotarii publici suhscriptis, et sigillo personae in ecclesiastica dignìtate conslilutae munitis eadem prorsus Gdes ubique adhibeatur, I quae ipsis praescntibus adhiberetur, si foi reni exhibitae vel oslensae.

36 $. 35. Nulli ergo omnino bominum awMiwpo*- liceat hanc paginam Nostrao suppressionis, exlloctionis, anoullationia, dismembrationis, disjunotioniS) separationis, aggrega* tionis, unionis , erectionis , applicationis , circumscrìplionis, subjeclionis , attributionis, statuii, indulti, declaralioois, deputationis, commìssionis. mandati, decreti, derogalionis, ac voluotalis iofringere, vel ei ausu temerario conlraire > si quis aulem hoc attentare praesumpserit iodignalionem omnipotenlis T)ei , ac bealorum Petri et Pauli aposlolonim ejus se noverii incur* aunim.

37 Datura Romac apud sanctum Pelrum anno incaroalionis Dominicao millesimo octingentesimo vteesimo celavo, pridio kaiendas julii. ponlificalus Nostri anno quinto.

CCLXVII.

Bullarii Romani continuatio Summorum Pontificum Clementis 13., Clementis 14., Pii 6., Pii 7., Leonis 12. et Pii 8. dal v. 11 ..., Pii 8. et Gregorii 16. constitutiones, literas in forma brevis, epistolas ad principes viros, et alios, atque allocutiones poi anche alloquutiones complectens quas collegit dal v. 11 al v. 17 usque ad (1855) — Internet Archive OCR text, restored to continuous text (page breaks, hyphenation, running heads, footnotes); OCR errors of the source remain. Fonte: Internet Archive.

Testo inglese

CCLXVI.
The Suppression and Union of Several Episcopal Sees in Dalmatia and Istria to Adrian's Shore. Various Decrees.

1 Leo, Bishop, Servant of the Servants of God. For perpetual remembrance of the matter. § 1. Holding the place of the blessed Apostle Peter with principal and vicarious power of Jesus Christ himself, we ought to apply ourselves constantly to the spiritual governance of all churches, so that we do not refuse either to erect new dioceses throughout the world, or to divide, unite, and even abolish those already erected, whenever the utility of the Lord's flock committed to us demands it by reason of time, place, and circumstance, and whenever necessity requires it to achieve some great good or sometimes to ward off evil from the Church of God, as we judge to be more expedient in the Lord.

2 With this intention indeed we direct our thoughts to the episcopal sees both in Dalmatia and in Istria on the shores of the Adriatic Sea, which exist under the temporal dominion of our most beloved son in Christ Francis, Emperor of Austria, and King of Bohemia and Hungary, Apostolic, and also of the Lombard Venetian kingdom, so that, removing the calamities of former times, we might endeavor to arrange and order the sacred matter there in a more suitable and useful form. 2. We know indeed that the condition of the episcopal and cathedral chapters, monasteries, and seminaries in those parts is so very miserable that it manifestly appears that the necessary means to maintain their number in no way suffice; from which it has unhappily resulted in a prolonged vacancy of many episcopal sees, not without the greatest calamity to the dioceses. From these most serious causes our predecessor of pious memory Pius VII had long since turned his cares and thoughts to devising the necessary remedies for such a great heap of evils, well knowing that such ills cannot be removed if the present state of those churches were to be preserved, since in the utmost poverty of all things it would be altogether necessary to provide for them according to their need. For there exist at present under Austrian rule in Dalmatia the archiepiscopal sees of Zara, Ragusa, and Spalato, and likewise the episcopal sees of Sebenico, Pharos, Cattaro, Nona, Macarsca, Scardona, Tragurio, Stagno, and Curzola. In the province of Istria moreover on the Adriatic shore are numbered the episcopal sees of Gorizia or Gradisca, Trieste, Parentium, Veglia, Arbe, Justinopolis, Pola, Umag, and Montona. A canonical inquiry therefore having been undertaken into this matter, the same Pius VII, pontiff, had most prudently considered the diminishing of sees, so that for their smaller number provision might more easily be made for the protection of sacred things, hoping that the salvation of those peoples would be opportunely succored by this extreme remedy according to the circumstances of times, places, and persons.

3 3. We also, following in the footsteps of Our praised predecessor, as soon as We undertook the custody of the Lord's flock divinely entrusted to Us, have devoted an equal measure of care to this matter, and receiving with a sorrowful yet benevolent spirit the petitions brought to Us in the name of the imperial royal majesty concerning the diminution of those sees, We have carefully attended to it, so that greater advantages which could be obtained might be conferred upon the utility of sacred matters with lighter loss, for which purpose many things had to be brought to examination, all things individually and carefully to be inspected, the very nature of the places to be ascertained, the will of His imperial and divine majesty for the Catholic religion to be continually invoked, finally all matters being reconciled as the necessity of the situation demanded, moved by the gravest causes, and from certain knowledge and mature deliberation of Ours, and from the fullness of apostolic power, We perpetually suppress and extinguish the title, denomination, nature, essence, and the whole present state of the episcopal churches and cathedral chapters of Curzola, Nona, Scardon, Stagno, Traù in Dalmatia, and likewise Auxerre, Arbe, Amorion on the Adriatic shore, and We decree those churches and their dioceses to be exempted and separated from any jurisdiction, right, and prerogative, so that they may be joined to the churches and dioceses established by the new circumscription written below: the effect of the suppression of the church of Amorion being suspended, however, until it shall happen that the same church becomes vacant in any way through the person of the modern bishop, and the metropolitan rights and titles of the archiepiscopal churches of Spalato and Ragusa being likewise suppressed, deleted and perpetually extinguished, We order those same churches to be perpetually referred to as merely episcopal churches, and We assign them as suffragans to the metropolitan church of Zara with this condition, that the prelates of those churches shall always have the first place among the suffragans and precedence among themselves to be obtained from the priority of their respective possession, so that in this way some memory of their former rank may be preserved. The episcopal sees of Justinopolis, Pola, and Macharacum, being preserved, We unite and join to other episcopal churches as co-cathedrals to be governed henceforth by one and the same prelate in perpetuity, namely We will that Justinopolis be a co-cathedral of Trieste, Pola of Parentium, and Macharacum of Spalato: and therefore the bishop of Trieste shall also assume the name of bishop of Justinopolis, and the bishop of Parentium that of Pola, and the bishop of Spalato that of Macharacum, with the denomination of bishop of Trieste, Parentium, and Spalato, however, always being used and in every act and place. Furthermore, removing entirely any metropolitan right of the archbishop of Antibar in the church of Cattaro as well as in the churches of Spalato, Ragusa, Pharos, and Sebenico, We perpetually subject those churches to the metropolitan right of the archbishop of Zara and assign them as suffragans to him.

4 4. In the aforementioned province, therefore, there shall be enumerated henceforth the metropolitan archbishop of Zara and his suffragen episcopal churches of Spalato with its co-cathedral of Macharacum, Ragusa, Sebenico, Cattaro, and Pharos. In the province of Istria there shall exist the episcopal sees of Gorizia or Gradisca, Trieste with its co-cathedral of Justinopolis, Parentium with the co-cathedral of Pola and Veglia. And in the aforementioned churches in the province of Istria there shall remain subject to the apostolic See as they are at present immediately subject: Gorizia and Trieste; the church of Parentium, however, shall be subject to the patriarchate of Venice, and Veglia to the metropolitan of Zara as a suffragen, until otherwise it shall be ordained by the apostolic See; the churches of Justinopolis and Pola shall obtain the same right and respectively that of suffragans as their co-cathedrals, any subjection of the same to a different metropolitan being deleted by the present.

5 § 5. Moreover, concerning the organization of the chapters of cathedral churches, we decree the following. The chapter of the metropolitan church of Jadra shall consist of three dignities placed before the canonry, namely the first after the pontifical, the second the archdeaconry, and the third the deanery, and likewise of five canonries: but the chapters of the episcopal churches of Goricia and Tergeste shall have three dignities likewise, namely the provostry, the archdeaconry, and the deanery, as well as four canonries. Finally, the chapters of the churches of Ragusa, Spalato, Sebenico, Cattaro, Phara, Parentium, and Veglia shall be constituted of two dignities, namely the provostry and the deanery, and of four canonries. In like manner in the aforesaid chapters of Jadra, Goricia and Tergeste there shall be six, but in the rest four vicars or prebendaries, who shall be ready for the service of the choir and the care of sacred things. But if in any one of the aforesaid churches there should be found any dignities, canons and vicars or prebendaries legitimately instituted at present, whose number for their respective order exceeds that prescribed for the holders, in this case those who have last obtained possession of a benefice shall indeed continue to enjoy their seat, place, vote, and other rights and prerogatives and to receive revenues in the amount which they now receive, so long as they live, but their benefices, whenever they become vacant, cannot be conferred upon any other; so that thus the prescribed number in each chapter may finally be had. But if any of them should wish to yield his place and to renounce the benefice, a suitable pension shall be paid to him for the actual revenue of his benefice. But all those who shall obtain a benefice within the prescribed number shall lose such actual revenue of the benefice or pension, the statutory revenue of which they shall receive.

6 § 6. From the canons of the cathedral chapter the bishops shall select those who shall perform the duties of penitentiaries and theologians according to the constitutions of the Apostolic See, and so that the splendid apparatus of sacred things may be increased, we grant to bishops the faculty of selecting ecclesiastical men constituted in sacred orders with the consent of his majesty as honorary canons, who shall not exceed the prescribed number of capitular canons, and who, although not bound by the laws of residence, shall nevertheless enjoy the choir habit and stall without any emolument, and shall have the right of vote, and neither faculty of attending capitular convents and councils. Finally, the chapters of the churches of Justinopolis, Pola and Machabeis, which as co-cathedrals shall be preserved, shall consist of the same number of capitulars as is prescribed for the cathedral church to which they shall be united.

7 7. To provide for the happy state and governance of the chapters after the changes mentioned, each bishop shall take care that particular statutes be drawn up by the individual colleges of canons, by which, according to the prescription of sacred canons and synodal dispositions, it may be salutarily provided for the proper service of divine worship and for their own duties to be observed, and these shall afterwards be sanctioned and approved by each bishop, and finally authentic copies of them shall be transmitted to the Apostolic See. We trust in the piety of the faithful that useful institutions of piety will be established and the number of choral benefices will also be increased, with the consent of the most pious prince coming to their protection.

8 8. The chapters of the suppressed cathedral churches of Trogir, Auxerre, and Emonia (since this shall take place as above) shall be reduced to chapters of collegiate churches, and in each of them an archpriest shall exercise the care of souls of the parishioners, and five canons shall be numbered: statutes for the same shall be drawn up by the bishops, having heard those who have an interest.

9 8. The chapters of the suppressed cathedral churches of Trogir, Auxerre, and Emonia (since this shall take place as above) shall be reduced to chapters of collegiate churches, and in each of them an archpriest shall exercise the care of souls of the parishioners, and five canons shall be numbered: statutes for the same shall be drawn up by the bishops, having heard those who have an interest.

10 5. However, lest difficulty arise in the administration of dioceses from the unchanged number of pastors on account of the greater distance of the episcopal curia, it shall be provided that not only shall vicars general be retained in the concathedrals, but moreover pro-vicars general shall be constituted in the cities of Curzola, Trogir, Arbe, Almissa and Ossero, who, endowed with more ample faculties than vicars forane, may be at hand for the necessities of the peoples, without it being necessary for them to go to the general curia by long journeys, and may grant licenses for marriage after the liberty of status has been duly proved, may subdelegate faculties for absolution from reserved cases, and may do other things of this kind which do not admit of longer delay, with authority delegated to these pro-vicars by the bishops, as they shall judge it more expedient; to whom it shall also pertain to define places and parishes in which the said pro-vicars may use this authority communicated to them. Moreover, with equal consideration had to the amplitude of the diocese of Spalato on account of the accession of Makarska, for the easier administration of the sacraments, which are of episcopal order, to the faithful dwelling there, a vicar general shall be established in the city of Makarska, who shall be adorned by the apostolic See with some episcopal title in partibus infidelium in the customary manner and form and shall perform the office of auxiliary bishop, and shall enjoy the first dignity of the cathedral chapter, and further a pension in supplement of a suitable stipend assigned to him for maintaining the episcopal dignity, with a decree issued in each particular case by Our consistorial congregation.

11 § 10. Wishing now to proceed to a new circumscription of dioceses, so that all questions may be removed from the distinct boundaries of individual dioceses concerning the exercise of spiritual jurisdiction, We decree, prescribe and establish their distribution and division from the fullness of apostolic power according to the manner which follows, namely.

12 § 11. The metropolitan diocese of the church of Zara shall consist of the entire diocese which it now possesses, as well as the whole territory of the suppressed episcopal church and diocese of Nona. 12. The episcopal diocese of the church of Spalato shall be formed, besides the parishes of the city of Spalato itself, from places comprehended in the same diocese, except however the parish of Kievenski to be assigned to another diocese, as well as from nine parishes of the suppressed diocese of Trogir, namely of the city of Trogir itself and of the places Seghetti, Okrog, Xedno, Castri Staphi, Castrinovi, Castri-veteris, Castri Vitturi and Zirona, and finally from the diocese of the church of Makarska united to it as a concathedral by these presents. § 13. The episcopal diocese of the church of Sebenico shall comprise its present diocese together with the territory of the diocese of Scardonae, and eleven parishes of the suppressed diocese of Trogir, namely Bossiglino, Pargomet, Lechievizza, Berstranovo, Ogsye, Zoorglievo, Visoka, Luhidol, Gliubitorizzo, Bristirizza and Blisna, and to these shall be added the parish of Kievenski separated from the diocese of Spalato.

13 § 14. The diocese of the episcopal church of Ragusa shall be constituted from its present diocese together with the territory of the suppressed diocese of Curzola.

14 § 15. The episcopal diocese of the church of Pola shall remain entirely in the same state as at present.

15 16. The diocese of the episcopal church of Cittavecchia, besides the parishes of which it now consists, shall also comprise the parish of Fiduae, which We therefore declare to be separated from the diocese of Antibari.

16 § 17. The episcopal diocese of the church of Gorizia or Gradisca shall be formed from the present diocesan territory thereof, from which shall be removed the parish of the place Prosecco to be assigned to another diocese; as well as from parishes already previously added to it according to the dispositions of the apostolic letters of Our predecessor of happy memory Pius VII, of which the beginning is De salute Dominici gregis issued upon the new arrangement of the dioceses of Venice.

17 § 18. The diocese of the episcopal church of Trieste, besides that which it now possesses, shall comprise the entire diocese of the church of Justinopolis, which is assigned to it as a concathedral, as well as the territory of the diocese of Almissa (now when this church was vacant), and the parish of Prosecco separated from the diocese of Gorizia, and eleven parishes separated from the diocese of Parentium, namely of St. Mary Major of Pinguenti, of St. Bartholomew of Relli, Sorigoani, Lanische, Braguali, Culmi, Razzizie, Verh, Grinalde, Zumesci and Stridone. 19. The diocese of the episcopal church of Parentium shall be constituted from the city itself of Parentium from its present diocese, except the aforesaid parishes transferred to the diocese of Trieste, as well as from the episcopal diocese of the church of Pola, which is renounced as a concathedral to the church of Parentium.

18 20. The episcopal diocese finally of the church of Veglia shall consist of its own previous territory, with the territory of the suppressed dioceses of Arbe and Auxerre not added.

19 § 21. By these now constituted [dioceses], with previous exemption and ecclesiastical exemption of the dioceses.

20 namely all the funds of monasteries, parishes, persons of all orders (not however exempt ones) from the respective ordinary jurisdiction, power, and superiority of the former bishops according to the sanctions of the diocesan changes hitherto made. We the inhabitants and residents, and also the parishes and monasteries, and all other things in the constitution of the new dioceses mentioned above (saving the exemptions which legitimately pertain to each by right) to the archbishop of Zara and to the bishops of Spalato, Ragusa, Sebenico, Pharos, Cattaro, Gorizia or Gradisca, Trieste, Parenzo and Veglia for their respective city and territory, diocese, clergy, and people we perpetually assign, suppose, and subject.

21 22. Seminaries for boys of the church shall be established with suitable revenue from what the imperial and royal majesty has wished to contribute for the expenses of the matter, opportunely arranged in the metropolitan church of Zara, and in the episcopal church of Spalato, so that there according to the prescriptions of the Council of Trent they may be properly instructed in sacred disciplines for ecclesiastical ministries; not only the alumni of the diocese, but also youths of other dioceses which lack the same, as far as resources allow, to be protected by the favors and the diocesan [bishop] for the reduction of expenses. However, the churches of Gorizia or Gradisca, Trieste, Parenzo, and Veglia shall retain their own seminaries, whose revenues shall be increased from the union of the churches adjoined to the seminaries. In the governance of such seminaries, both as regards the proper instruction and discipline of the alumni, and as regards the useful administration of revenue, the rights of the bishops according to the form of the Council of Trent and apostolic constitutions shall remain intact. Moreover, the bishops of those churches which lack seminaries shall be able to establish the same, if resources allow, the most serene emperor not refusing for his study of piety, and religion being conducive to it, to the faithful, to whom it shall be free to consult for the seminaries either to be established or revenue to be increased as they wish.

22 23. From the patrimonies of the bishoprics, chapters, and cathedral churches now existing in fact, and also from the revenues which the imperial royal majesty has liberally promised for the supplement of the necessary revenue for the maintenance of the archbishoprics and bishoprics and cathedral and chapter churches for its study in religion, congruous respective endowments shall be assigned, and the same shall be arranged to be transferred into stable funds, with care first taken. The revenue for the archbishop of Zara shall consist of twelve thousand florins, for the bishops of Ragusa and Spalato eight thousand florins; for Sebenico six thousand florins, and five thousand florins for Cattaro respectively. For the other bishops of Pharos, Gorizia or Gradisca, Trieste, Parenzo, and Veglia the same revenue which they now enjoy is left without any change, which if unequal to sustaining the burdens of the bishoprics shall be increased with congruous supplements.

23 24. Concerning the revenue of the chapters, the following provisions are made: for the chapter of Jadra, the first dignity shall have fifteen hundred florins, for the second archidiaconal dignity one thousand four hundred florins, and for the third deanery dignity one thousand two hundred florins, and for each of the five canonicates one thousand florins annual revenue shall be assigned. For the chapters of Ragusa and Spalato, the prepositures shall have one thousand two hundred florins, the deanery one thousand florins, and for each of the four canonicates eight hundred florins shall be respectively assigned annually; for the chapter of Sebenico, the first dignity shall have one thousand florins, for the second nine hundred florins, and for each of the four canonicates six hundred florins shall be assigned annually. For the chapter of Cattaro, for the prepositure eight hundred, for the deanery seven hundred, and for each of the four canonicates six hundred florins shall be assigned annually. For the remaining chapters of Pola, Gorizia or Gradisca, Trieste, Parentium, and Veglia, having regard to their actual patrimony, the executor hereinafter named shall determine a suitable distribution according to the number of chapters mentioned above for the respective prebends, which distribution shall be carried out gradually as the legitimate execution of their benefices shall permit, those who, beyond the stated number of chapters, shall receive salaries, shall retain their prior prebend. And from the said actual revenue the prebends shall be drawn according to what was noted above. Chapters which formerly remained as co-cathedrals, and those which shall be reduced to collegiate churches, shall enjoy their former patrimony, which by the executor of these letters, consulted with the respective ordinary, shall be distributed into suitable prebends for the stated number of chapters. For the support of vicars or prebendaries, suitable provision shall be made for the maintenance of cathedral buildings both existing and suppressed, for expenses in divine worship and the care of sacred matters, and likewise for the expenses of episcopal courts, endowments shall be carefully established. For churches on the shore of the Adriatic, patrimonies which they now possess shall be added to their resources: which patrimonies, when the circumstances of the times permit, we trust shall be increased by the liberality of our most serene imperial majesty.

24 25. We judge that provision should moreover be made for the better condition and needs of the parish priests, where necessity demands, trusting in the piety of imperial majesty in so great a work, doubting not in the least that it will be most carefully considered; for the enlargement of the clergy, where it shall be necessary, faculties for the division of parishes shall be granted to the executor hereinafter named, so that, the matter having been discussed with the ordinaries, what may turn to the advantage of the people may be appropriately decreed.

25 § 26. When sees shall be vacant, the capitular vicar of churches to which others are united as co-cathedrals shall hold the governance with the co-cathedral, whose chapter shall therefore appoint a capitular vicar for itself. The new bishop, when possession of his office is delivered to him, shall undertake the duties in these churches also, and shall reside there for some time, and especially on the solemnities of the titular saints.

26 § 27. The designation of titular churches in the dioceses of the bishop, who as auxiliary should reside in the city of Madgerac, is confirmed by the laws by which other auxiliary bishops in the dioceses of the most serene House of Austria are appointed to perform episcopal functions. § 28. To consult moreover the utility of the people and the respective subjects, we command that all and singular documents concerning the ecclesiastical parishes and places, as above mentioned, and newly applied from the old chanceries, be extracted and delivered to the chancellors of the dioceses to which they are joined in appropriate form, and in these they ought to be perpetually preserved.

27 § 29. We command likewise that, having taken into account the new status and revenues of the tables of the archiepiscopal and episcopal sees, suitable provision shall be made for the support of the beneficiaries, and the same shall be duly described in the books of the apostolic camera.

28 § 30. In order that all things disposed by Us as above may be properly, faithfully, and speedily brought to the desired effect, to our venerable brothers Joseph Walland, bishop of Gorizia or Gradisca, and Anthony Moisio Wolf, bishop of Laibach, whom we appoint as executors of the present letters, we grant all and singular necessary and appropriate faculties, so that they, where it shall be necessary, through other men distinguished by ecclesiastical dignity specially subdelegated by them, may freely and lawfully perform, establish, dispose, arrange, and concerning any position arising against the aforesaid in any way from the execution thereof, may recognize and pronounce definitively.

29 of the aforesaid, fittingly to that life, and which having been read in the books of the apostolic chamber ought to be described in the manner of delay.

30 § 30. So that all things disposed by Us as above may be carried out properly, diligently, and swiftly to the desired outcome, to our venerable brethren Joseph Walland, bishop of Gorizia or Gradisca, and Anthony Aloysius Wolf, bishop of Ljubljana, whom we have appointed as executors of the present letters, we grant all and singular necessary and opportune faculties, so that they, where it shall be needful, through other men excelling in ecclesiastical dignity specially subdelegated by them, may freely and lawfully be able and empowered to perform, establish, dispose, and adorn all things ordered above, and concerning any objection arising in any manner whatsoever against the aforesaid execution, to hear and pronounce definitively.

31 31. To the same Joseph and Anthony Aloysius, bishop, we expressly enjoin and command that copies of the aforesaid decrees be drawn up through them or through their subdelegates in the execution of these letters within four months from the completion of the execution, and that they transmit them to this apostolic See in authentic form, to be preserved in the archive of the congregation for consistorial matters in the customary manner.

32 § 32. These present letters and all things contained and established in them, even if any persons should have an interest in them or claim to have been heard, and even if they have not been consented to, even if they should be worthy of express, specific, and individual mention, can at no time be noted, impugned, or brought into controversy on account of any defect of subreption or obreption or nullity, or of Our intention, or any other substantial and unforeseen defect; but We declare that they are made and emanated from certain knowledge and the fullness of Our power, perpetually valid and efficacious, and that they obtain and should obtain their full and complete effect, and should be inviolably observed by all to whom it pertains; and if anything contrary to these should happen to be attempted by anyone whatsoever, whether knowingly or unknowingly, We will that it be entirely null and void.

33 33. Notwithstanding any acquired right not to be removed, suppressions, and the parties and persons interested, and Our other rules and those of the apostolic chancery, as well as the statutes of the aforesaid churches even if strengthened by oath, apostolic confirmation, or any other bond, and customs even immemorial; and also privileges granted and concessions, however worthy of individual mention, and all and singular apostolic constitutions and ordinances issued in synodal, provincial, universal and other councils, whether special or general; all of which and each of which, their whole tenor and forms, even if special mention or any expression should be had or any other exquisite form should be observed, their tenors being considered as expressed in these presents, We derogate most broadly and fully, and specially and expressly for the effect of all and singular the aforesaid matters, and to all other things to the contrary whatsoever.

34 33. Notwithstanding any right acquired, not to be taken away, any suppressions, any statutes of chapters, parishes, and other persons whom it may concern, and other rules of Ours and of the apostolic chancery, as well as the statutes of the aforesaid churches even confirmed by oath, apostolic confirmation, or any other whatsoever firmness, and customs even immemorial; privileges also granted and concessions, however worthy of individual mention, and all and singular apostolic constitutions and ordinances issued in synodal, provincial, universal and other councils, whether special or general; all and singular of which, and their whole tenors and forms, even if special mention or any express statement thereof should be made or any other exquisite form should be observed, their tenors being held as expressed in these presents for the purpose of all and singular the aforesaid matters, we derogate most widely and most fully, and specially and expressly, and to all other things whatsoever to the contrary.

35 § 35. Let no one whatsoever presume to infringe this page of Our suppression, extinction, annulment, dismemberment, disjunction, separation, aggregation, union, erection, application, circumscription, subjection, attribution, statute, indult, declaration, deputation, commission, mandate, decree, derogation, and will, or to contravene it with rash presumption; if anyone should presume to attempt this, let him know that he will incur the indignation of almighty God and of the blessed apostles Peter and Paul.

36 § 35. Let no one whatsoever presume to infringe this page of Our suppression, election, annulment, dismemberment, disjunction, separation, aggregation, union, erection, application, circumscription, subjection, attribution, statute, indult, declaration, deputation, commission, mandate, decree, derogation, and will, or to act against it with rash boldness; but if anyone should presume to attempt this, let him know that he will incur the indignation of almighty God and of the blessed Apostles Peter and Paul.

37 CCLXVII.

CCLXVII.

Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.

Le voci che lo citano

Bullarii Romani continuatio Summorum Pontificum Clementis 13., Clementis 14., Pii 6., Pii 7., Leonis 12. et Pii 8. dal v. 11 ..., Pii 8. et Gregorii 16. constitutiones, literas in forma brevis, epistolas ad principes viros, et alios, atque allocutiones poi anche alloquutiones complectens quas collegit dal v. 11 al v. 17 usque ad (1855) — Internet Archive OCR text, restored to continuous text (page breaks, hyphenation, running heads, footnotes); OCR errors of the source remain. Public domain (19th-century or earlier printed edition); Internet Archive scan, OCR text

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.