ZARA (ZADAR), ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi della Dalmazia settentrionale in Croazia (Jugoslavia). Ha 2989 kmq., con una popolazione di 130.480 ab. dei quali 125.480 cattolici distribuiti in 100 par

Il 26 febbr. 1860 fu eretta la prefettura di Zanguebar, affidata al vescovo di St-Denis, con giurisdizione
rocche scrive da 70 sacerdoti diocesani e 25 regolari (Ann. Pont. 1953, p. 462). Patroni della diocesi sono s. Anastasia martire e s. Simeone profeta; patrono della città s. Grisogono.
La 'Iddapa illirica e greca, la bizantina 'Iddapa e la latina Iader o Iadera (ital. Zara, croato Zadar), è menzionata già nel 384 a. C. Costruita su una penisola rettangolare (più tardi tagliata dalla terraferma con cui poi fu congiunta da un ponte) ha dinanzi a sé il canale di Z. 'giardino dell'Adriatico'. Dopo la caduta di Salona (ca. il 614) divenne capitale della Dalmazia e rimase tale fino al 1918. Alla fine del sec. V. Goti e in seguito, verso il 540, sotto quello bizantino; nel sec. VIII Z. diventa capoluogo del Tema bizantino di Dalmazia e sede dello stratega imperiale. Durante i contrasti bizantino-franchi Z. cerca di salvare la propria autonomia. Il doge veneziano ed il vescovo di Z. Donato si recano a Costantinopoli come intermediari per la pace tra Carlomagno e l'imperatore bizantino Niceforo. Poco dopo Donato insieme con lo stratega imperiale Paolo viene inviato presso Carlomagno a Diedenhofen. Tramite il vescovo Donato Z. ricevette dall'imperatore Niceforo le reliquie di s. Anastasia martire sirimana. Con la Pace di Aquisgrana (812) Z. viene riconosciuta a Bisanzio. Nel sec. X si trova sotto i sovrani croati padroni della Dalmazia, e nel 1000 si sottomette a Venezia, ma già nel 1204 stabiliva la propria autonomia. In seguito cambiò a varie riprese padrone finché nel 1105 (non 1107) se ne impadronì il regno-croato Colomanno. Durante la V Crociata Z. fu presa nel 1202 dai Crociati per conto di Venezia, che per questo fu colpita con interdetto del papa Innocenzo III. Dopo lunghi dissidi tra Venezia ed i sovrani ungaro-croati, con la Pace di Z. (1358) stipulata tra Ludovico il Grande d'Ungheria e Venezia, questa rinunziò alla città e a tutta la Dalmazia, in favore del primo; nel 1409 però Z. ritornò nuovamente sotto Venezia e vi rimase sino al 12 maggio 1797. Durante le guerre col Turco (sec. XVI-XVII) Z. rimase tagliata completamente dal retroterra e Venezia cercò di tenerla nonostante tutte le difficoltà data la sua grande importanza strategica e commerciale. Dal 1797 al 1918 Z. fu sotto l'Austria, eccettuata la breve parentesi della dominazione francese dal 1805 al 1813. Dal 1815 al 1918 vi ebbe sede il governo regionale dalmat, e dal 1848 anche la Dieta dalmat. Il Trattato di Rapallo (12 nov. 1920) assegnò Z. all'Italia mentre quello di Parigi (10 nov. 1947) l'ha assegnata alla Iugoslavia.
Dal sistema piuttosto democratico sotto Bisanzio ed i sovrani croati, Z. nei secc. XII-XIII, sotto l'influsso di Venezia, passò a quello aristocratico per cui il conte, inviato regolarmente da Venezia, godeva massimi poteri. Nel frattempo si evolveva anche la borghesia con la sua università, quale contrappeso alla 'comunità' dei nobili.
Z. è diocesi probabilmente già nel sec. IV. Gli atti del I Sinodo salontano (530) fanno menzione del vescovo di Z. Andrea, ma appena dopo la metà del sec. VIII si hanno notizie sicure intorno alla diocesi, che risulta suffragane della metropoli di Salona e più tardi di Spalato. Con bolla del 17 ott. 1154 il papa Anastasio IV nominando il vescovo Lampridio erigeva la diocesi di Z. a metropoli con le sedi suffragane di Veglia, Ossero, Arbe e Lesina (quest'ultima però dal 1181 ritornava sotto Spalato). Quest'erezione avvenne per interessamento di Venezia sotto il cui dominio si trovavano politicamente Z. e le dette diocesi insulari. Venezia infatti intendeva rendere indipendente questo territorio da Spalato, allora sotto il dominio ungaro-croato, anche nella giurisdizione ecclesiastica. Ciò riuscì gradito agli zantini, ma già l'anno seguente (1155) Z. con le sedi suffragane fu dal papa Adriano IV sottomessa al patriarca di Grado, contro di che invano insorse. Solamente nel 1644 il patriarca di Venezia rinunziò ad ogni giurisdizione su Z. mantenendo però il titolo di 'Primare di Dalmazia'. Nel 1177 durante il suo viaggio da Anagni a Venezia si fermò a Z. il papa Alessandro III e il Lib. Pont. (II, p. 437) nota che il clero ed il popolo salutarono il papa.

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**ZARA, ARCIDIOCESI di - Il Giudizio di Salomone. Particolare di un pluteo (sec. XI) - Zara, Museo.**
«immensis laudibus et canticis altisone resonantibus in eorum scalvia lingua».
Sul territorio dell'odierna arcidiocesi di Z. un tempo esisteva pure la diocesi di Zaravecchia (Biograd), ove nel 1059 era stata trasportata l'antica sede di Scardona. Nel 1125 Zaravecchia fu distrutta dai Veneziani e la sede trasferita a Scardona, mentre una parte della diocesi, specie le isole, passò sotto Z. Anche OÑA (v.) o Nin, istituita nel sec. IX e suffragane della patriarca d'Aquileia, fa parte ora della diocesi di Z. Il vescovo di Nona portava il titolo di 'episcopus Chroatorum' oppure 'regalis episcopus'. È noto il vescovo Gregorio di Nona del sec. X, al cui nome è legata la controversia intorno alla lingua liturgica vetero slava ed il dissidio coll'arcivescovo di Spalato per la giurisdizione. Fu definitivamente soppressa ed annessa all'arcidiocesi di Z. il 30 giugno 1828, quando con la bolla Locum beati Petri fu stabilita la nuova divisione ecclesiastica della Dalmazia, per cui l'arcivescovo di Z. divenne al- tera metropolita di tutta la Dalmazia mentre le arcidiocesi di Spalato e Ragusa divennero semplici diocesi. Dopo l'annessione di Z. all'Italia (1920) dal 1922 la parte della diocesi rimasta sotto la Jugoslavia fu affidata al vescovo di Sebenico come amministratore apostolico. La sede metropolitana è stata abolita il 22 ag. 1932. Dopo la seconda guerra mondiale il territorio dell'arcidiocesi è nuovamente unito. Questa a tutt'oggi è immediatamente soggetta alla S. Sede.
Fra gli arcivescovi di Z. eccelle Ottaviano Garzadori (1624-39) come visitatore apostolico della Dalmazia nel 1624-25. L'arcivescovo Vincenzo Zmajević (1713-45) fondò nel 1727 il 'Seminarium Zmajoviljricum' aperto però solamente nel 1748 dal suo successore Matteo Karaman; nel 1828 il Seminario divenne regionale per tutta la Dalmazia. In una gran parte dell'arcidiocesi, specialmente nelle isole, da tempo immemorabile è in uso nella liturgia la lingua vetero slava.
Z. è ricca di monumenti, sebbene le sue antiche mura siano scomparse e le tracce dei monumenti grecoromani siano piuttosto scarse. Il più famoso monumento architettonico di Z. come pure di tutta la Dalmazia.