Aveva militato fin al 1848 in cavalleria nell'esercito austriaco. Il 10 marzo 1851 venne ammesso nelle schiere pontificie col grado di maggiore del reggimento Dragoni. Tenente colonnello il 1° maggio 1859, trasferito al corpo di Stato Maggiore generale, cooperò tempestivamente a sedare i torbidi di Ancona occupandone con un colpo di mano la fortezza. Allo scoppio delle ostilità col Piemonte nel 1860, comandava la piazza di Pesaro, e, stretto l'11 sett. dall'intero corpo d'armata del Cialdini nella rocca Costanza, con soli 1200 uomini ne ritardò per ventidue ore la marcia, meritandosi dal Lamoricière (v.) la promozione a colonnello sul campo.
Reduce dalla prigionia in Alessandria, fu nominato brigadiere generale e posto al comando della seconda Brigata col compito di mantenere l'ordine in Roma e di costituire il primo nerbo a difesa (dic. 1865). Al che pervenne specialmente nel corso dell'aspre guerriglia garibaldina dell'autunno 1867: in meno di un'ora represse i molteplici tumulti novatori del 22 ott.; stroncò il 23 la puntata dei Cairoli a Villa Glori; spense il 25 la resistenza di Casa Aiani in Trastevere. Ebbe poi larga parte nel tenere aperto al soccorso francese lo scalo di Civitavecchia, e, Mentana (v.), nel riacquisto del Viterbese, mentre cavallerescamente assisteva il ferito Giovanni Cairoli, e, su richiesta della madre Adelaide Bono Cairoli, personalmente curava la restituzione della salma del caduto Enrico.
Anche nell'estrema crisi del 1870 fu attivo partigiano di strenua resistenza, e la mattina del 20 sett. si prodigò di persona particolarmente a porta S. Giovanni ed a Porta Pia, cessando il fuoco solo all'ordine del Santo Padre.
Dopo aver comandato, l'indomani, la sfilata dei pontifici a porta S. Pancrazio per ricevere dai regni gli onori delle armi, seguì ancora una volta i suoi soldati in prigionia ad Alessandria, e rientrato a Roma sfidò l'ostilità della folla (24 nov.), ritirandosi, dopo energica protesta, in Firenze.
BIML: oltre al Necrologio, in L'Osservatore Romano del 30 dic. 1885, cfr.: J. De Lamoricière, Rapporto sulla campagna del 1860, in Giornale di Roma, suppl. al n. 259 (secondo sem. 1860), parte 2°; E. Kanzler, Rapporto sulla invasione dello Stato Pontificio nell'autunno 1867, Roma 1868, pp. 9, 28, 31 e 32; G. G. Franco, I Crociati di S. Pietro, Roma 1869-70, V. indici; P. Balan, Continua. alla Stor. univ. della Chiesa dell'ab. Rohrbach, II. Torino 1870, V. indici; A. M. Bonetti, La Liberazione di Roma del gen. R. Cadorna, Siena 1889, pp. 10, 127, 265; id., Venticinque anni di Roma capit. d'Ital. e suoi precedenti (1815-1895), II. Roma 1896, V. indici; A. Mario, Garibaldi, Genova 1895, pp. 195-197; P.V. FERRARIENSIS, Villa Glori, Roma 1899, pp. 110-123; K. von Schlözer, Rom. Briefe, Stoccarda-Berlino 1920, V. indici; A. Vigevano, La fine dell'Esercito Pontif., Roma 1920; id., La Campagna delle Marche e dell'Umbria, 1913, pp. 286-291; A. Monti, Pio IX nel Risorgimento, Ital., Bari 1928, p. 266; P. Dalla Torre, L'Anno di Mentana, Torino 1938; C. De Vecchi di Val Cismon, Le carte di Giov. Lanza, VI, Torino 1938, pp. 290-291; R. Galli, Il generale è anche buono: A un alto ufficiale pontificio, lo Z., si rivolge con riconoscenza la madre del martire Enrico Cairoli, in Corriere Padano, 22 maggio 1943. Paolo Dalla Torre