ZAPLETAL, VINCENZ. - Ebraista ed esegeta domenicano, n. a Vilimov (Moravia) il 15 genn. 1867, m. a Kemmelbach (Austria) il 21 genn. 1938.
Entrò nell'Ordine nel 1883 e fece per due anni studi complementari all'Ecole biblique di Gerusalemme sotto la direzione del p. M.-J. Lagrange. Dal 1893 al 1929 tenne la cattedra di Vecchio Testamento e di lingue e letterature semitiche all'Università di Friburgo
(Svizzera). Fu maestro in teologia, dottore honoris causa dell'Accademia di Atene, membro della R. Società delle scienze di Praga e membro corrispondente dell'Accademia boema.
Si acquistò fama mondiale come biblista per le sue opere: Hermeneutica Biblica (1897); Der Totemismus und die Religion Israels (1901); Grammatica linguae Hebraicae (1902; 3ª ed. 1921); Altstamentliches (1903); Das Buch Kohelet (1905); De poësi Hebraeorum (1909); Der Schöpfungsbericht der Genesis (1911); Das Buch der Richter (1923). Scrisse anche romanzi biblici: Der biblische Samson; Jephta's Tochter; David und Saul.
Pietro G. Duncker