ZÄNGERLE, ROMAN SEBASTIAN. - Vescovo, n. ad Oberkirchberg presso Ulm (Württemberg) il 20 genn. 1771, m. a Graz il 27 apr. 1848.
Benedettino nel 1788, ordinato sacerdote nel 1793, fu docente di filosofia e di esegesi biblica, nonché maestro dei novizi nell'abbazia di Wiblingen, prima di essere chiamato a professare S. Scrittura nell'Università di Salisburgo, donde passò successivamente negli Atenei di Brünn, di Praga e di Vienna, dove divenne discepolo di s. Clemente Hofbauer. Con speciale dispensa della S. Sede, sebbene fosse monaco conseguì nel 1821 la dignità di canonico della metropolitana di Vienna. Uomo di profonda cultura e di illuminato zelo apostolico, egli dedicò particolarmente le sue cure al ceto intellettuale ed ebbe la consolazione di condurre o ricondurre alla fede numerosi tra i più eletti ingegni dell'Austria del primo Ottocento, deviati dalle teorie illuministiche o liberali.
Nel 1824 mons. Z. fu nominato principe-vescovo della diocesi di Seckau e amministratore apostolico di quella di Leoben, che erano vacanti, per le interferenze giuseppine, da oltre dodici anni. Lo studioso si trasformò
allora in un pastore di insospettata energia: in un venticinquennio di episcopato egli mutò veramente il volto alle due diocesi, erigendovi due seminari, introducendovi i Gesuiti, i Carmelitani ed i Redentoristi, promovendo il sorgere di Congregazioni nuove, specie femminili, innalzando scuole, ospedali ed enti benefici, riconducendo a più santa vita l'uno e l'altro clero, migliorando i costumi del popolo. Si occupò altresì di problemi dottrinali e della codificazione del diritto canonico.