AAS 14 (1922), p. 217
ACTA APOSTOLICAE SEDIS
COMMENTARIUM OFFICIALE
ACTA PII PP. XI
AD R. P. D. IOSUE SIGNORI, ARCHIEPISCOPUM GENUENSIUM: DE INTERNATIONALI
CONVENTU AD PACIS NEGOTIA TRACTANDA GENUAE COADUNATO
SS.MI DOMINI NOSTRI
LITTERAE AUTOGRAPH AE '
Dal Vaticano, il 7 aprile 1922.
Venerabile Fratello,
Con vivo piacere abbiamo letto la lettera che Ella sì
opportunamente ha diretto al suo popolo in occasione della
Conferenza Internazionale, che per la prima volta in codesta
gloriosa Città riunisce in pacifica discussione vincitori e
vinti, ed alla quale si volgono le speranze generali dei popoli.
Rappresentanti del Dio « di pace e di amore » il quale
con particolare provvidenza respicit super egenwm et pauperem,
e che con inscrutabile giudizio Ci chiamò così inopinatamente
a raccogliere, con la successione al Supremo Pontificato,
la missione di beneficenza e di pace del Nostro compianto
Predecessore, Noi, come facciamo voti, così nutriamo
fiducia che gli Inviati delle Potenze vogliano considerare
le tristi condizioni nelle quali tutti i popoli si dibattono, con
animo non soltanto sereno, ma anche disposto a qualche
sacrifizio sull'altare del bene comune ; il che sarebbe e la
prima condizione per portarvi efficace rimedio e il primo
passo verso quella pacificazione universale che tutti som-
COMMENTARIUM OFFICIALE
ACTA PII PP. XI
AD R. P. D. IOSUE SIGNORI, ARCHIEPISCOPUM GENUENSIUM: DE INTERNATIONALI
CONVENTU AD PACIS NEGOTIA TRACTANDA GENUAE COADUNATO
SS.MI DOMINI NOSTRI
LITTERAE AUTOGRAPH AE '
Dal Vaticano, il 7 aprile 1922.
Venerabile Fratello,
Con vivo piacere abbiamo letto la lettera che Ella sì
opportunamente ha diretto al suo popolo in occasione della
Conferenza Internazionale, che per la prima volta in codesta
gloriosa Città riunisce in pacifica discussione vincitori e
vinti, ed alla quale si volgono le speranze generali dei popoli.
Rappresentanti del Dio « di pace e di amore » il quale
con particolare provvidenza respicit super egenwm et pauperem,
e che con inscrutabile giudizio Ci chiamò così inopinatamente
a raccogliere, con la successione al Supremo Pontificato,
la missione di beneficenza e di pace del Nostro compianto
Predecessore, Noi, come facciamo voti, così nutriamo
fiducia che gli Inviati delle Potenze vogliano considerare
le tristi condizioni nelle quali tutti i popoli si dibattono, con
animo non soltanto sereno, ma anche disposto a qualche
sacrifizio sull'altare del bene comune ; il che sarebbe e la
prima condizione per portarvi efficace rimedio e il primo
passo verso quella pacificazione universale che tutti som-