AAS 21 (1929), p. 740

zione, che può appellarsi, civica, la quale consiste nell'arte di
presentare pubblicamente agli individui associati tali obietti di
cognizione ragionevole, d'immaginazione, di sensazione, che invitino
le volontà all'onesto e ve lo inducano per una morale necessità;
sia nella parte positiva che presenta tali obietti, e sia nella
negativa che impedisce i contrari. La quale educazione civica,1
talmente ampia e molteplice da comprendere quasi tutta l'opera
dello Stato per il bene comune, come deve essere informata alle
norme della rettitudine, così non può contraddire alla dottrina
della Chiesa, che di queste norme è Maestra divinamente costituita.
Tutto quello che abbiamo detto sinora intorno all'opera dello
Stato in ordine all'educazione riposa sul fondamento saldissimo
ed immutabile delia dottrina cattolica de Civitatum constitutione
Christiana, così egregiamente esposta dal Nostro Predecessore
Leone XIII, segnatamente nelle Encicliche Immortale Bei e
Sapientiae christianae, e cioè: «Dio ha diviso fra due potestà il
governo del genere umano, l'ecclesiastica cioè e la civile, preposta
l'una alle cose divine, l'altra alle umane. Ambedue supreme, ciascuna
nel suo ordine; l'una e l'altra hanno confini determinati che
la contengono, segnati dalla natura propria e dal fine prossimo
di ciascuna; di modo che viene a descriversi come una sfera dentro
la quale svolgesi con esclusivo diritto l'azione di ciascuna. Ma
poiché all'una ed all'altra potestà sottostanno gli stessi sudditi,
potendo accadere che la stessa materia, per quanto sotto aspetti
diversi, spetti alla competenza e al giudizio di ciascuna d'esse,
deve Dio Providentissimo, da cui ambedue promanano, aver
segnato con retto ordine a ciascuna le sue vie. Le potestà che sono,
sono da Dio ordinate » . 2

1 P. L. TAPARELLI, Saggio teor. di Diritto Naturale, n. 922; opera non mai abbastanza

lodata e raccomandata allo studio dei giovani universitari (Cfr. discorso Nostro del

18 Die. 1927).
2 Enc. Immortale Dei,1Nov.1885:Deus humani generis procurationem inter duas potestates
partitus est, scilicet ecclesiasticam et civilem, alteram quidem divinis, alteram humanis
rebus praepositum. Utraque est in suo genere maxima: habet utraque certos, quibus contineatur,
terminos, eosque sua cuiusque natura caussaque proxime definitos; unde aliquis velut orbis
circumscribitur, in quo sua cuiusque actio iure proprio versetur. Sed quia utriusque impe-

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