AAS 23 (1931), p. 300
Ci siamo imposto, Venerabili Fratelli, un grave ed. increscioso
lavoro; Ci è sembrato un preciso dovere di carità e giustizia paterna,
e in questo spirito lo abbiamo compiuto al fine di rimettere
nella giusta luce fatti e verità, che alcuni figli Nostri hanno,
forse non del tutto consapevolmente, messo in luce falsa a danno
di altri figli Nostri.
III.
Ed ora una prima riflessione e conclusione: da quanto siamo
venuti esponendo e più ancora dagli avvenimenti stessi come si
sono svolti, la attività politica della Azione Cattolica, la palese
o larvata ostilità di taluni suoi settori contro il regime ed il partito,
come anche l'eventuale rifugio e la protezione di residuata e
fin qui risparmiata ostilità al partito sotto le bandiere della Azione
Cattolica (cfr. Comunicato del. Direttorio, 4 Giugno 1931), tutto
questo non è che pretesto o un cumulo di pretesti: è un pretesto,
osiamo dire, la stessa Azione Cattolica; ciò che si voleva e che si
attentò di fare, fu strappare alla Azione Cattolica, e per essa alla
Chiesa, la gioventù, tutta la gioventù. Tanto è ciò vero, che dopo
aver tanto parlato di Azione Cattolica, si mirò alle Associazioni
Giovanili, nè si stette alle Associazioni Giovanili di Azione Cattolica,
ma si allungò tumultuariamente la mano anche ad associazioni
e ad opere di pura pietà e di prima istruzione religiosa, come
le Congregazioni di Figlie di Maria e gli Oratorii; tanto tumultuariamente
da dover spesso riconoscere il grossolano errore.
Questo punto essenziale è largamente confermato anche d'altronde.
È confermato innanzitutto dalle molte antecedenti affermazioni
di elementi più o meno responsabili ed anche dagli elementi
più rappresentativi del regime e del partito e che ebbero il
loro pieno commentario e la definitiva conferma dagli ultimi
avvenimenti.
La conferma è stata anche più esplicita e categorica, stavamo
per dire solenne insieme e violenta, da parte di chi non solo tutto
rappresenta, ma tutto può, in pubblicazione ufficiale o quasi,
lavoro; Ci è sembrato un preciso dovere di carità e giustizia paterna,
e in questo spirito lo abbiamo compiuto al fine di rimettere
nella giusta luce fatti e verità, che alcuni figli Nostri hanno,
forse non del tutto consapevolmente, messo in luce falsa a danno
di altri figli Nostri.
III.
Ed ora una prima riflessione e conclusione: da quanto siamo
venuti esponendo e più ancora dagli avvenimenti stessi come si
sono svolti, la attività politica della Azione Cattolica, la palese
o larvata ostilità di taluni suoi settori contro il regime ed il partito,
come anche l'eventuale rifugio e la protezione di residuata e
fin qui risparmiata ostilità al partito sotto le bandiere della Azione
Cattolica (cfr. Comunicato del. Direttorio, 4 Giugno 1931), tutto
questo non è che pretesto o un cumulo di pretesti: è un pretesto,
osiamo dire, la stessa Azione Cattolica; ciò che si voleva e che si
attentò di fare, fu strappare alla Azione Cattolica, e per essa alla
Chiesa, la gioventù, tutta la gioventù. Tanto è ciò vero, che dopo
aver tanto parlato di Azione Cattolica, si mirò alle Associazioni
Giovanili, nè si stette alle Associazioni Giovanili di Azione Cattolica,
ma si allungò tumultuariamente la mano anche ad associazioni
e ad opere di pura pietà e di prima istruzione religiosa, come
le Congregazioni di Figlie di Maria e gli Oratorii; tanto tumultuariamente
da dover spesso riconoscere il grossolano errore.
Questo punto essenziale è largamente confermato anche d'altronde.
È confermato innanzitutto dalle molte antecedenti affermazioni
di elementi più o meno responsabili ed anche dagli elementi
più rappresentativi del regime e del partito e che ebbero il
loro pieno commentario e la definitiva conferma dagli ultimi
avvenimenti.
La conferma è stata anche più esplicita e categorica, stavamo
per dire solenne insieme e violenta, da parte di chi non solo tutto
rappresenta, ma tutto può, in pubblicazione ufficiale o quasi,