AAS 37 (1945), p. 288
Tali sono oggi pur troppo le condizioni sociali e politiche: esse potrebbero
farsi anche più incerte per la santità del focolare domestico; e
quindi per la dignità della donna. La vostra ora è sonata, donne e giovani
cattoliche ; la vita pubblica ha bisogno di voi ; ad ognuna di voi si
può dire : tua res agitur !3
CONDIZIONI SOCIALI E POLITICHE
NON FAVOREVOLI ALLA SANTITÀ DELLA FAMIGLIA
E ALLA DIGNITÀ DELLA DONNA
Che già da lungo tempo i pubblici eventi si siano venuti svolgendo in
modo non favorevole al bene reale della famiglia e della donna, è un
fatto innegabile. È verso la donna si volgono vari movimenti politici,
per guadagnarla alla loro causa. — Qualche sistema totalitario mette dinanzi
ai suoi Occhi mirifiche promesse : uguaglianza di diritti con l'uomo,
protezione delle gestanti e delle puerpere, cucine ed altri servizi comuni
-che la liberano dal peso delle cure domestiche, pubblici giardini d'infanzia
e altri Istituti, mantenuti e amministrati dallo Stato e dai Comuni,
che ìa esimono dagli obblighi materni verso i propri figli, scuole
gratuite, assistenza in caso di malattie.
Non si vogliono negare i vantaggi che possono ritrarsi dall'uno o
dall'altro di questi provvedimenti sociali, se applicati nei debiti modiChe
anzi Noi stessi abbiamo in un'altra occasione osservato come alla
donna è dovuta per lo stesso lavoro e a parità di rendimento la medesima
rimunerazione che all'uomo. Rimane però il punto essenziale della questione,
a cui già abbiamo accennato : la condizione della donna è con ciò
divenuta migliore? La uguaglianza dei diritti con l'uomo ha, con l'abbandono
della casa ove ella era regina, assoggettato la donna allo stesso
peso e tempo di lavoro. Si è messa in non cale la vera sua dignità e il
solido fondamento di tutti i suoi diritti, vale a dire il carattere proprio
del suo essere femminile e l'intima coordinazione dei due sessi; si è perduto
di vista il fine inteso dal Creatore per il bene della società umana e
soprattutto della famiglia. Nelle concessioni fatte alla donna è facile
•di scorgere, più che il rispetto della sua dignità e della sua missione, la
mira di promuovere la potenza economica e militare dello Stato totalitario,
cui tutto deve essere inesorabilmente subordinato.
D'altra parte, può forse la donna sperare il suo vero benessere da un
regime di predominante capitalismo ? Noi non abbiamo bisogno di descrivervi
ora le conseguenze economiche e sociali che da questo derivane.
2 Horat. Epist. 1, 18, 84.
farsi anche più incerte per la santità del focolare domestico; e
quindi per la dignità della donna. La vostra ora è sonata, donne e giovani
cattoliche ; la vita pubblica ha bisogno di voi ; ad ognuna di voi si
può dire : tua res agitur !3
CONDIZIONI SOCIALI E POLITICHE
NON FAVOREVOLI ALLA SANTITÀ DELLA FAMIGLIA
E ALLA DIGNITÀ DELLA DONNA
Che già da lungo tempo i pubblici eventi si siano venuti svolgendo in
modo non favorevole al bene reale della famiglia e della donna, è un
fatto innegabile. È verso la donna si volgono vari movimenti politici,
per guadagnarla alla loro causa. — Qualche sistema totalitario mette dinanzi
ai suoi Occhi mirifiche promesse : uguaglianza di diritti con l'uomo,
protezione delle gestanti e delle puerpere, cucine ed altri servizi comuni
-che la liberano dal peso delle cure domestiche, pubblici giardini d'infanzia
e altri Istituti, mantenuti e amministrati dallo Stato e dai Comuni,
che ìa esimono dagli obblighi materni verso i propri figli, scuole
gratuite, assistenza in caso di malattie.
Non si vogliono negare i vantaggi che possono ritrarsi dall'uno o
dall'altro di questi provvedimenti sociali, se applicati nei debiti modiChe
anzi Noi stessi abbiamo in un'altra occasione osservato come alla
donna è dovuta per lo stesso lavoro e a parità di rendimento la medesima
rimunerazione che all'uomo. Rimane però il punto essenziale della questione,
a cui già abbiamo accennato : la condizione della donna è con ciò
divenuta migliore? La uguaglianza dei diritti con l'uomo ha, con l'abbandono
della casa ove ella era regina, assoggettato la donna allo stesso
peso e tempo di lavoro. Si è messa in non cale la vera sua dignità e il
solido fondamento di tutti i suoi diritti, vale a dire il carattere proprio
del suo essere femminile e l'intima coordinazione dei due sessi; si è perduto
di vista il fine inteso dal Creatore per il bene della società umana e
soprattutto della famiglia. Nelle concessioni fatte alla donna è facile
•di scorgere, più che il rispetto della sua dignità e della sua missione, la
mira di promuovere la potenza economica e militare dello Stato totalitario,
cui tutto deve essere inesorabilmente subordinato.
D'altra parte, può forse la donna sperare il suo vero benessere da un
regime di predominante capitalismo ? Noi non abbiamo bisogno di descrivervi
ora le conseguenze economiche e sociali che da questo derivane.
2 Horat. Epist. 1, 18, 84.