AAS 40 (1948), p. 119
I gravi doveri e le speranze dell'ora
Voi ben conoscete, diletti figli, i doveri che vi premono e vi stringono
in quest'ora così grave, e Noi stessi li abbiamo in tante occasioni esposti,
che stimeremmo superfluo di tornare ancora una volta su questo tema.
Affinchè però non sembri che Noi Ci chiudiamo nel silenzio in un momento
di così grandi conseguenze, ripeteremo con gli Apostoli : Non
possiamo non parlare : Non possumus non loqui/ e riepilogheremo qui
brevemente alcuni principi fondamentali.
È vostro diritto e dovere di attirare l'attenzione dei fedeli sulla
straordinaria importanza delle prossime elezioni e sulla responsabilità
morale che ne deriva a tutti coloro i quali hanno il diritto di voto. Senza
dubbio la Chiesa intende di restare al di fuori e al di sopra dei partiti
politici; ma come potrebbe rimanere indifferente alla composizione di
un Parlamento, al quale la Costituzione dà il potere di legiferare in
materie che riguardano così direttamente i pili alti interessi religiosi e
le condizioni di vita della Chiesa stessa in Italia? Vi sono poi anche
altre ardue questioni, soprattutto i problemi e le lotte economiche, che
toccano da vicino il benessere del popolo. In quanto esse sono di ordine
temporale (sebbene concernano anche l'ordine morale), gli uomini di
Chiesa nelle congiunture presenti lasciano ad altri la cura di ponderarle
e di trattarle tecnicamente per la comune utilità della Nazione. Da tutto
ciò consegue :
1. Che, nelle presenti circostanze, è stretto obbligo per quanti ne
hanno il diritto, uomini e donne, di prender parte alle elezioni. Chi se ne
astiene, specialmente per indolenza o per viltà, commette in sè un peccato
grave, una colpa mortale.
2. Ognuno ha da votare secondo il dettame della propria coscienza.
Ora è evidente che la voce della coscienza impone ad ogni sincero cattolico
di dare il proprio voto a quei candidati o a quelle liste di candidati,
che offrono garanzie veramente sufficienti per la tutela dei diritti di
Dio e delle anime, per il vero bene dei singoli, delle famiglie e della
società, secondo la legge di Dio e la dottrina morale cristiana.
Del resto, diletti figli, quando sul pulpito adempite Palto e santo
ufficio di predicare la parola di Dio, guardatevi dallo scendere a meschine
questioni di partiti politici, ad aspre contese di parte, che irritano gli
animi, acuiscono le discordie, intepidiscono la carità, e nocciono alla
vostra stessa dignità e alla efficacia del vostro sacro ministero. Date a
coloro che nelle domeniche frequentano i divini unici quelle istruzioni
3 Cfr. Act. 4, 20.
Voi ben conoscete, diletti figli, i doveri che vi premono e vi stringono
in quest'ora così grave, e Noi stessi li abbiamo in tante occasioni esposti,
che stimeremmo superfluo di tornare ancora una volta su questo tema.
Affinchè però non sembri che Noi Ci chiudiamo nel silenzio in un momento
di così grandi conseguenze, ripeteremo con gli Apostoli : Non
possiamo non parlare : Non possumus non loqui/ e riepilogheremo qui
brevemente alcuni principi fondamentali.
È vostro diritto e dovere di attirare l'attenzione dei fedeli sulla
straordinaria importanza delle prossime elezioni e sulla responsabilità
morale che ne deriva a tutti coloro i quali hanno il diritto di voto. Senza
dubbio la Chiesa intende di restare al di fuori e al di sopra dei partiti
politici; ma come potrebbe rimanere indifferente alla composizione di
un Parlamento, al quale la Costituzione dà il potere di legiferare in
materie che riguardano così direttamente i pili alti interessi religiosi e
le condizioni di vita della Chiesa stessa in Italia? Vi sono poi anche
altre ardue questioni, soprattutto i problemi e le lotte economiche, che
toccano da vicino il benessere del popolo. In quanto esse sono di ordine
temporale (sebbene concernano anche l'ordine morale), gli uomini di
Chiesa nelle congiunture presenti lasciano ad altri la cura di ponderarle
e di trattarle tecnicamente per la comune utilità della Nazione. Da tutto
ciò consegue :
1. Che, nelle presenti circostanze, è stretto obbligo per quanti ne
hanno il diritto, uomini e donne, di prender parte alle elezioni. Chi se ne
astiene, specialmente per indolenza o per viltà, commette in sè un peccato
grave, una colpa mortale.
2. Ognuno ha da votare secondo il dettame della propria coscienza.
Ora è evidente che la voce della coscienza impone ad ogni sincero cattolico
di dare il proprio voto a quei candidati o a quelle liste di candidati,
che offrono garanzie veramente sufficienti per la tutela dei diritti di
Dio e delle anime, per il vero bene dei singoli, delle famiglie e della
società, secondo la legge di Dio e la dottrina morale cristiana.
Del resto, diletti figli, quando sul pulpito adempite Palto e santo
ufficio di predicare la parola di Dio, guardatevi dallo scendere a meschine
questioni di partiti politici, ad aspre contese di parte, che irritano gli
animi, acuiscono le discordie, intepidiscono la carità, e nocciono alla
vostra stessa dignità e alla efficacia del vostro sacro ministero. Date a
coloro che nelle domeniche frequentano i divini unici quelle istruzioni
3 Cfr. Act. 4, 20.