AAS 44 (1952), p. 43

filosofìa, e molto più la rivelazione, in armonica collaborazione, perchè
tutte e tre strumenti della verità, quasi raggi del medesimo sole, contemplano
la sostanza, svelano i contorni, ritraggono le sembianze. Soprattutto
la rivelazione ne rende la presenza quasi immediata, vivifica,
amorosa, qual'è quella che il semplice credente o lo scienziato avvertono
nell'intimo dei loro spirito, quando ripetono senza titubanza le
concise parole dell'antico Simbolo degli Apostoli : « Credo in Deum,
Patrem omnipotentem. Creatorem caeli et terrae » I
Oggi, dopo tanti secoli di civiltà, perchè secoli di religione, non è
già che occorra scoprire per la prima volta Dio, quanto piuttosto urge
sentirlo come Padre, riverirlo come Legislatore, temerlo come Giudice ;
preme, a salvezza delle genti, che esse ne.adorino il Figlio, amoroso Redentore
degli uomini, e si pieghino ai soavi impulsi dello Spirito, fecondo
Santifìcatore delle anime.
Questa persuasione, la quale prende le lontane mosse dalla scienza,
è coronata dalla fede, la quale, se radicata sempre più nella coscienza
dei popoli, potrà davvero arrecare un progresso fondamentale al corso
della civiltà.
È una visione del tutto, del presente come del futuro, della materia
come dello spirito, del tempo come della eternità, che, illuminando le
menti, risparmierà agli uomini di oggi una lunga notte di tempesta.
Î3 quella fede, che Oi fa in questo momento elevare a Colui, che abbiamo
or ora invocato Vigor, Immotus e Pater, la fervida supplica per
tutti i suoi figli, a Noi dati in custodia : « Largire lumen vespere, - quo
vita nusquam decidat » : 13 luce per la vita del tempo, luce per la vita
della eternità.

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