Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Teologia dogmatica Teologi

ACOSTA, JOSÉ

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Noto anche come: inglese: Joseph Acosta; spagnolo: José de Acosta; latino: Josephus Acosta

ACOSTA, JOSÉ. - Gesuita spagnolo, scrittore e missionologo, n. a Medina del Campo nel sett. od ott. 1540, m. a Salamanca il 15 febbr. 1600. Entrato in religione a Salamanca a soli dodici anni (ebbe quattro fratelli gesuiti), insegnò grammatica in vari collegi prima di studiare filosofia e teologia in Alcalá; in questi anni scrisse per incarico dei Superiori locali molte « lettere quadrimestrali » (di cui dodici pubblicate nei Monum. Histor. Soc. Iesu, Epist. Quadr., voll. III, VI, VII). Cominciava ad insegnare teologia (Ocaña-Palencia) ed era richiesto come successore del p. Toledo al Collegio Romano quando ottenne il suo invio al Perù (1572). Piuttosto che missionario nel senso stretto della parola, vi fu professore di teologia, predicatore, organizzatore. Rettore del collegio di Lima (1575), poi secondo provinciale del Perù (1576-81), fondò varie case e missioni e fece la visita dell'ampia provincia, raccogliendo il materiale per le sue opere future. Prese poi come teologo dell'arcivescovo s. Toribio de Mogrovejo una parte preminente ai lavori del III Concilio provinciale di Lima (ag. 1582-ott. 1583), di grande importanza storica; ne redasse gli atti e, con altri confratelli esperti nelle lingue, compose il catechismo trilingue: spagnolo, quichua e aymara, di cui curò pure la stampa (Lima 1585, è questo il primo libro stampato a Lima); collaborò pure al Confessionario para los curas de Indios (Lima 1585) e ad altre opere prescritte dal Concilio.

Richiamato in Europa, dove sbarcò nel 1587, l'A. ottenne a Roma da Sisto V l'approvazione del Concilio (1588), e ne stampò gli atti: Concilium Limense (Madrid 1590). Tornato in Spagna, dove fu visitatore delle province gesuitiche di Andalusia e di Aragona, si diede alla composizione letteraria ed alla predicazione, usando in pro delle missioni l'autorità che godeva in materia sia nel suo Ordine, sia nei Consigli regi. L'Acquaviva si serviva di lui per negoziazioni delicate con la corte di Madrid, nelle difficoltà che la Compagnia incontrava allora in Spagna, ma qui l'A., nominato da poco preposito della casa professa di Valladolid, si lasciò indurre ad appoggiare con la sua autorità le mene d'una piccola fazione di religiosi inquieti a scopi principalmente nazionalistici contro lo stesso Acquaviva. Con l'appoggio di Filippo II venne a Roma (1592) ed ottenne da Clemente VIII la convocazione della Vª Congregazione generale della Compagnia (1593-94). Quando essa ebbe giustificato l'Acquaviva e mantenuto intatto l'Istituto della Compagnia, l'A. si sottomise e si riconciliò con il generale, protestando di aver sempre agito in buona fede (la sua apologia è stampata in Rodriguez Carracido, pp. 123-153). Tornato in Spagna riprese il governo della casa di Valladolid, poi del collegio di Salamanca.

L'A. fu uno scrittore instancabile (lista completa delle sue opere nella bibliografia di E. Uriarte-M. Lecina). Abbiamo menzionato gli scritti in relazione con il Concilio di Lima. Frutto dell'insegnamento teologico nel Perù sono il De temporibus novissimis, Roma 1590 ed il De Christo revelato, Roma 1590; l'A. pubblicò egli stesso tre volumi di Conciones, Salamanca 1596-99 (altri rimasero inediti). Ma deve principalmente la sua fama a due opere divenute classiche: De natura novii Orbis et de promulgatione Evangelii apud barbaros sive de procuranda Indorum salute, Salamanca 1589 (parecchie ristampe, l'ultima a Manila 1858; l'opera si cita comunemente: De procuranda Indorum salute). Senza essere la prima sintesi di missionologia teorica, è la prima che ebbe una larga diffusione ed il suo influsso fu molto grande; l'opera conserva ancora il suo valore per i problemi generali di metodologia missionaria e quelli d'una politica coloniale cristiana. Ebbe una diffusione ancora più grande, benché di valore meno durevole, la Historia natural y moral de las Indias, Siviglia 1590 (numerose ristampe e traduzioni; in italiano da Gio. Paolo Galucci, Venezia 1596). Dei 7 libri, i due primi sono il De natura novii Orbis dell'opera precedente; i tre seguenti trattano dei regni minerali, vegetali ed animali; i due ultimi, sull'etrografia americana, si rivolgono più direttamente ai missionari. Senza essere originale in tutte le parti (quella sul Messico dipende dall'Historia de las Indias de Nueva España del domenicano Diego Durán), questa vasta sintesi meritiò all'A. il nome di «Plinio del nuovo mondo» datogli dal critico benedettino P. Feijoo.

BIBLI: J. E. de Uriarte-M. Lecina, Biblioteca de Escritores de la Compañía de Jesús..., I, Madrid 1925, pp. 24-33; Streit, Bibli., I, pp. 72-74; II, pp. 249-54 e passim; J. Rodriguez Carracido, El p. José Acosta y su importancia en la literatura científica española, Madrid 1889; L. Lopetegui, El p. José de A. y las Misiones, Madrid 1942 (sostituisce le pubblicazioni anteriori per la parte missionaria); id., Como debe entenderse la labor misional del p. José de A. S. I.7, in Studia missionaria, 1 (Roma

1943), pp. 115-36; L. Kilger, Die Peru-Relation des José de A. 1376 und seine Missionstheorie, in Neue Zeitschrift für Missionwissenschaft, 1 (Schöneck 1943), pp. 24-36; A. Astrain, Historia de la Compañía de Jesús en la Asistencia de España, III, Madrid 1925, pp. 401-20, per gli incidenti del 1932-95 e la lotta con l'Acquaviva.

Edmondo Lamalle

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 228–230.

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Lamalle, Edmondo. “Acosta, josé.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 228–230. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/acosta-jose.

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Lamalle, Edmondo. “Acosta, josé.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 228–230. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/acosta-jose.

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