ACCOLITATO. - Da δχωλους δέω, seguire, scrivere, è un ordine minore, creato nella Chiesa latina per alleggerire i diaconi da alcune loro funzioni; sconosciuto però, o almeno non considerato come formante un ordine sacro ecclesiastico, in Oriente, ad eccezione degli Armeni, e così pure per molto tempo nei paesi di rito gallicano (Francia, Milano, Spagna).
A Roma la sua istituzione risale probabilmente al papa Vittore (186-97): «Hic fecit sequentes - da rilevare l'equivalenza etimologica - cleros», scrive il Liber Pontificalis (ed. L. Duchesne, I, p. 137); comunque al tempo di papa Cornelio (Epist. ad Fabium Antioch., in Eusebio, Hist. ecc., VI, 43, 11) gli accoliti già erano in numero di 42, divisi secondo le sette regioni dell'Urbe. Papa Gaio (283-96) li enumera nel suo celebre elenco degli ordini ecclesiastici (Liber Pontif., I, p. 161) sotto il nome di Sequens. A Cartagine, dove la loro esistenza è attestata da s. Cipriano (Epist., 7, 45, 49, 53, 59, 77, 78, ed. G. Hartel, II, pp. 485, 603, 612, 616, 677, 835, 836) furono posteriormente chiamati cerofearii, «a deportandis cereis, quando legendum Evan-gelium est, aut sacrificium offerendum; tunc enim accenduntur luminaria ab eis, et deportantur» (s. Isidoro, De ecclesiast. officiis, 2, 24: PL 83, 793; Etymol. VII, 12, 29). A partire dal sec. IV la loro menzione si fa frequente in documenti letterari ed epigrafici (cf. DACL, I, coll. 350 sgg.; Liber Pontif., I, p. 223, note 6 e 7; De Rossi, Bull., ser. 1, 1 (1863), p. 25; E. F. Le Blant, Inscript. chrét. de la Gaule, I Parigi 1856, p. 77, n. 56). Nel sec. VI, gli accoliti acquistarono a Roma un'importanza maggiore: essi servivano direttamente il diacono, o anche i sacerdoti all'altare e portavano i vasi da adoperare nell'amministrazione dei sacramenti (cf. Giovanni Diacono, Epist. ad Senarium; PL 59, 405); negli Ordines Romani (PL 78) dei secc. VIII e IX sono frequentemente menzionati. Invece in Francia, Irlanda, Germania ed altrove appariscono appena, ad es. nel Missale Francorum, e nel De septem gra-dibus (ed. F. W. H. Wasserschleben, Lipsia 1885, pp. 23-26).
Oltre il loro ufficio propriamente liturgico gli accoliti dovevano anche accompagnare il vescovo ed

malattie, con l'uso di formole cabalistiche e grande abuso di nomi di angeli e combinazioni di lettere alfabetiche.
essere sempre a sua disposizione per compiere le ambasciate ed eseguire ordini: infatti in s. Cipriano figurano come portatori di lettere; nel Concilio di Nicea (325) come compagni dei vescovi (Eusebio, Vita Constantini, III, 8), in s. Gregorio Magno (Epist., VIII, 1) come esecutori di ordini disciplinari.
Secondo gli Ordines Romani (ad es., Ordo Romanus I: PL 78, 937 sgg.) essi facevano parte del corteo papale, e vi portavano i sacri oli, il Vangelo, i lintei e i sacchetti per le oblate, e anche particelle della S.ma Eucaristia; secondo l'Ordo Romanus VII, 1 (PL 78, 999) nell'ordinazione si dava all'accolito il sacchetto di lino, che avrebbe poi usato per portare in determinate circostanze le Sacre Specie, ad es. nella messa papale ai preti e vescovi per la fractio panis (Ordo Rom. I, 19: PL 78, 946); già al tempo di Inno-cenzo I (Epist. ad Decentium, 5, 8: PL 56, 516) gli accoliti recavano il fermentum eucaristico alle varie chiese dell'Urbe. Essi portavano anche le eulogie, pani benedetti che i prelati si scambiavano fra di loro in segno di comunione. All'epoca di Carlomagno (Ordo Romanus VII, 2: PL 78, 995) sostituivano pure gli esorcisti per gli esorcismi da fare sui catecumeni nelle cerimonie dell'iniziazione cristiana.
Attualmente le funzioni dell'accolito sono molto ristrette: secondo l'odierna disciplina liturgica (Pontificale Romanum: Ordinatio Acolythorum) quest'ordine si conferisce secondo il vecchio rito gallicano (Statuta ecclesiae antiquae, sec. v: Mansi, III, 949) facendo toccare all'ordinando un candelabro con candela spenta e un'ampollina vuota, strumenti e simbolli dell'ufficio: accendere e portare i lumi liturgici, preparare e porgere il vino e l'acqua per il sacrificio della messa. Il CIC elenca l'a. fra gli ordini minori nel can. 949 (v. ORDINE).