ACQUAVIVA, DIOCESI DI

ACQUAVIVA, DIOCESI di. - Nel sinodo romano del 465 e nei seguenti fino al 502 compaiono rispettivamente due vescovi, Paolo e Benigno, col titolo di A.

F. Ughelli scriveva, nel sec. XVII, che alcuni collocavano allora quella sede vescovile nella Campania, altri invece nelle Puglie e altri ancora nell'Etruria romana. All'opinione di questi ultimi sottoscrisse l'Ughelli, mentre in tempi più vicini ai nostri T. Mommsen non seppe decidersi tra l'Etruria e le Puglie. L. Duchesne tiene per l'Etruria, ma rimane con qualche incertezza, mentre De Vit non esita ad abbracciare l'opinione dell'Ughelli, come ha fatto recentemente F. Lanzoni, quando J. Fraikin parteggiava ancora per le Puglie.

A. nell'Etruria era una mutatio (stazione) della via Flaminia, non lontana da Civita Castellana, ad oriente del Soratte. Il suo territorio ecclesiastico doveva estendersi lungo la via consolare, in direzione della diocesi di Roma. È probabile che gli antichi cimiteri cristiani di Rignano e Morlupo, nella regione dei Capenati, appartenessero alla diocesi di A., che dopo il 502 scomparve. Il suo territorio fu probabilmente annesso alla diocesi di Porto.

BIBL.: Ughelli, X, col. 15; V. LEHODEY, VITAL, Onomasticon, I, Prato 1849, p. 398; L. Duchesne, Le sedi episcopali dell'antico ducato di Roma, in Archivio della R. Soc. Rom. di Storia Patria, 15 (1892), pp. 491-92; Th. Mommsen, Cassiodori Variae, in MGH, Auctores antiqui, XII, p. 503; J. Fraikin, s. V. in DHG, I, coll. 363-64; Lanzoni, pp. 516-19; E. Martinori, Via Flaminia, Roma 1929, pp. 74-78.