ACQUAVIVA, CLAUDIO

ACQUAVIVA, CLAUDIO. - Quinto generale dell’acompagnia di Gesù, n. ad Atri il 4 sett. 1543, dalla famiglia dei duchi A. Nel 1567, a 24 anni, mentre era cameriere segreto di Pio V., rinunziando ad una carriera cominciata con brillanti auspici, si fece gesuita. Le sue doti attirarono l’attenzione dei superiori che ben presto lo proposero al governo delle province di Napoli e di Roma, finché nel febbr. 1581, a soli 38 anni di età, fu assunto al generalato che tenne per 34 anni, fino alla morte, avvenuta nel 1615. Un così lungo governo fece epoca nella storia dell’Ordine che vide più che raddoppiati i suoi membri (da 5000 a oltre 13.000), le province da 20 salite a 32 e i collegi da 144 a 372. Affrontando bruscamente i problemi che nascevano dall’espansione stessa della Compagnia, l’A. completò l’opera dei predecessori, codificando regole per diversi uffici, promulgando una serie di ordinazioni e mantenendo vigorosamente il genuino spirito ignaziano con frequenti esortazioni a tutto l’Ordine. Degne di particolare menzione, per la loro fine e paterna psicologia, sono le sue Industrie pro Superioribus, ad curandos varios animi morbos, Firenze 1600.

Promosse l’uso degli esercizi spirituali, e a lui principalmente si deve la redazione del Directorium, guida per i direttori dei medesimi (dopo saggi privati, ed. provvisoria inviata in esame alle province, 1591; ed. definitiva, Firenze 1599). Diede grande impulso alle missioni tra gli eretici e gli infedeli, destinandovi gruppi di padri. Con l’attività missionaria l’A. promosse e diresse pure quella scientifica e scolastica, conchiudendo e promulgando (1599) la celebre Ratio studiorum (edd. provvisorie o di prova nel 1586 e nel 1591; ed. definitiva, Napoli 1599). L’A. esercitò un influsso molto efficace sulla rigogliosa produzione dei grandi teologi gesuiti post-

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(propr. B. Begerhart)
Acquatinta - Testa di S. Giovanni Battista di T. G. Fürstenberg (sec. xvir).

tridentini, come sulla costituzione d'una letteratura spirituale propria nella Compagnia. Fu lui pure a dare la spinta (1598) alla preparazione della storia generale della Compagnia (il 1° tomo, per l'Orlandini, uscì nel 1614) ed alla compilazione delle celebri lettere annue (anno 1583 sgg.). Seppe poi difendere con grande abilità gli scrittori dell'Ordinamento, in varie controversie; notevole anzitutto la sua opera in difesa della posizione presa dagli autori della Compagnia nelle questioni della grazia (discussioni sulle opere del Molina e poi del Lessio, Congregazioni de Auxiliis, 1602-1607).

Ma dove l'A. grandeggia, è nella difesa dell'istituto della Compagnia contro gli assalti interni ed esterni. Gruppi piccoli, ma turbolenti di religiosi malcontenti, principalmente spagnoli, tentarono a più riprese d'introdurre nella Compagnia cambiamenti in senso de-centralizzante o nazionalistico, circonvenendo all'uopo il re di Spagna e lo stesso Pontefice; ma la quinta Congregazione generale, convocata d'ordine di Celle, mentre VIII per giudicare la condotta dell'A., non poté che riconoscerne la saggezza (1593-94). Pensò era pure stato il contrasto con Sisto V, che avrebbe cambiato il nome ed alcune costituzioni della Compagnia, se non fosse stato prevenuto dalla morte (1590). Si tentò varie volte di disfarsi del generale, facendolo promuovere all'arcivescovo di Napoli (1590), o inviare in Spagna (1596). Queste lotte misero in luce nell'A. un gran dono di prudenza ed una straordinaria serenità.

Il generalato dell'A. è inoltre illustrato dalle insigni opere di numerosi gesuiti, allora viventi, ed ora elevati agli onori degli altari; ricordiamo Luigi Gonzaga, Pietro Canisio, Roberto Bellarmino, Bernardino Reale, il fratello coadiutore Alfonso Rodriguez, i cinque narrati dell'isola di Salsete, fra cui un parente dell'A. (1583), i tre martiri gesuiti giapponesi (1597), e la folta schiera delle vittime dello scisma inglese (1581 e sgg.).

BIBL.: Non esiste una biografia dell'A., ma ne trattano difusamente tutte le storie della Compagnia. Vedi specialmente: Historiae Soc. Iesu, pars V sive Claudius, I (dal Sacchini), Roma 1661; II (dal Jouvancy), Roma 1710; A. Astraan, Historiae de la Comp. de Jesu en la asistencia de España, III-IV, Madrid 1910-13; E. Rosa, I Gesuiti. Cenni storici, 2a ed., Roma 1909; Sommervogel, I, coll. 480-91; VIII, col. 1669; C. Schlesinger, Jesuitenportraits, Ratisbona s. a., pp. 35-81; E. Rivière, Acquaviva in DHG, I, coll. 354-58; P. Dudon, Acquaviva, in DSP, I, coll. 829-34; J. de Guibert, Le général de Claude Acquaviva, Sa place dans l'histoire de la spiritualité de la Compagnie de Jesu, in Archivum historicum Soc. Iesu, 10 (1934), pp. 60-93. Per il cognome Acquaviva e non Acquaviva e la famiglia, cf. V. SPIRITO, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, I, Milano 1928, pp. 312-13.