ALLEN, WILLIAM. - Apologista, fondatore del seminario di Douai e del collegio inglese di Roma, chiamato «il cardinale d'Inghilterra», n. a Rossal (Lancashire) nel 1532, m. a Roma il 16 ott. 1594. Frequentò quindicenne il collegio Oriel di Oxford, dove nel 1554 (l'anno in cui salì al trono Maria Tudor, la figlia legittima di Enrico VIII, cattolica) ottenne il dottorato in filosofia e una cattedra di logica; e avendo scelto la carriera ecclesiastica, ebbe anche un canonico nella cattedrale di York, senza tuttavia ancora ricevere alcun Ordine maggiore. L'avvento al trono di Elisabetta (1558) e le prime minacciose avvisaglie anticattoliche, subito sorte, gli consigliarono di lasciare l'Inghilterra e passare sul continente. Riparò a Lovainio (1561); ma già l'anno seguente, col pretesto di curare la salute, rientrava segretamente in patria e si nascondeva tra i suoi. La pusillanimità dei cattolici che per timore delle sanzioni penali si assoggettavano alle leggi persecutrici e ai riti della chiesa anglicana, ne accesero lo zelo e lo sforzo per convertirli e rinsaldarli nella fede. Gli effetti non tardarono a farsi sentire e richiamarono sui cattolici del Lancashire e delle contee vicine lo sguardo sospettoso del governo; un opuscolo, poi, composto mentre era ospite segreto del duca di Norfolk, ma pubblicato a Douai: Certain brief reasons concerning catholic faith (1564) lo fece ricercare dalla polizia, e lo costrinse a riprendere la via dell'esilio, questa volta a Malines (1565), dove fu ordinato sacerdote e insegnò per due anni teologia nel collegio dei Benedettini.
Di ritorno da un viaggio a Roma (1567), decise di fondare a Douai un collegio per i cattolici inglesi, che desideravano compiere tranquilli i loro studi; disegno che cedette ben presto il luogo ad un secondo, di formare, cioè, dei giovani sacerdoti per la salvezza religiosa dell'Inghilterra. Aiutato dal Papa e dal re di Spagna Filippo II, sotto il quale stava allora Douai, il collegio fu aperto nel 1568 e già nel 1574 poteva inviare in patria il primo nucleo di sacerdoti. Il numero di questi crebbe di anno in anno; il frutto e il rigoglio della fede, anche; perché lo spirito che l'A. aveva saputo trasfondere negli alunni li preparava alle fatiche eroiche e al martirio (alla fine del 1610, 135 di essi avevano già versato il sangue per la fede e la notizia della loro morte era accolta a Douai con la celebrazione di una Messa solenne).
In un secondo viaggio a Roma (1575), l'A. fece convertire da Gregorio XIII l'antico ospizio inglese della città in un seminario, dove formare sotto la direzione dei Gesuiti altri sacerdoti ferventi, ben addestrati ad ogni sorte di combattimento. Tornato a Douai, trovò che una forte tempesta s'era addensata contro il collegio; approfittando della rivolta dei Paesi Bassi, la collera di Elisabetta ne aveva ottenuto la soppressione da parte del governo spagnolo. L'A. lo trasportò a Reims (1578) sotto la protezione del cardinale di Lorena, principe di Guisa. In un terzo viaggio a Roma (1579) riuscì in un'altra impresa: ad ottenere cioè che i Gesuiti prendessero parte direttamente anch'essi alle conversioni dell'Inghilterra; la prima spedizione che Campion (v.) con altri 13 alunni del collegio inglese, partì il 17 apr. dell'anno seguente.
A questo punto l'A. non si contentò più di giovare alla sua patria con le armi della preghiera e dell'apostolato; ma pensò di volgersi anche ai mezzi politici. D'accordo con i Guisa, con Maria Stuarda, col P. Persons, aderisce all'idea di uno sbarco spagnolo nell'Inghilterra. Filippo II, per accrescere l'autorità, lo fa nominare cardinale (7 ag. 1587); dopo lo sbarco, la vittoria e la coronazione di Filippo II a re, l'A. sarebbe stato nominato legato pontificio e arcivescovo di Canterbury. Quando tutto fu pronto, l'A. prima che la «Invincibile Armata» salpasse, lanciò un proclamata alla nobiltà e al popolo inglese e irlandese perché appoggiasse il tentativo di Filippo II (28 apr. 1588). I cattolici inglesi non lo seguirono; di fronte al pericolo della loro nazione dimenticarono il passato, si unirono agli altri contro la Spagna e la distinta della «Invincibile Armata» il colmo di gioia. Ogni sogno di invasione con le armi tramontò. L'A. rimase a Roma; aiutò a fondare due altri collegi inglesi: uno a Valladolid (1589) e l'altro a Siviglia (1592); ebbe da Filippo II la nomina ad arcivescovo di Malines, che però non fu mai confermata; fu eletto bibliotecario apostolico e protettore del popolo inglese. Ma il suo sogno di essere alla vigilia della conversione della sua patria non si avverò. L'A., che risiedeva nel collegio inglese a Roma, vi morì, come si è detto, il 16 ott. 1594.