ANDERSON, PATRICK

ANDERSON, PATRICK. - Gesuita scozzese, n. a Elgin o a Moray nel 1575, m. a Londra il 24 sett. 1624. Entrato nell'Ordine a Roma nel 1597, dopo aver frequentato l'Università di Edimburgo, domandò istantemente di tornare in patria a sollievo dei cattolici perseguitati. Partì infatti per Londra nel 1609 e passò nella Scozia, dove la sua attività si distinse per lo zelo impavido e per i frutti copiosi, nonostante fosse obbligato a travestimenti e scaltrezze senza numero per sfuggire ai segugi protestanti, che come papista lo consideravano traditore dello Stato. Nel 1615 fu eletto primo rettore del collegio scozzese, fondato in Roma da Clemente VIII nel 1600 e affidata ai Gesuiti nel 1615. Ma tornò ben presto nella Scozia ai suoi pericolosi ministeri, finché tradito da un falso cattolico, venne preso e imprigionato. Nei due anni di carcere ebbe molte discussioni religiose con i ministri protestanti, che poi pubblicò col titolo: The ground of the Catholic and Roman Religion in the Word of God... (1623). Condannato a morte, la scampò per intervento dell'ambasciatore francese, che lo volle suo cappellano.

BIBL.: H. Foley, Records of the English Province of the Society of Jesus, VII, Londra 1882, p. 9; W. Forby-Leith, Narrative of the Voyage of Scottish Catholics, Londra 1880, pp. 317-46; Anon., Letters and notices, Roehampton 1876, pp. 98-149.