ANIMISMO

ANIMISMO - Maschera animista esquimese. Roma, Museo miss. ctnol. lateranensec.
ANIMISMO - Maschera animista esquimese. Roma, Museo miss. ctnol. lateranensec.

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Animismo - Arca per le offerte agli spiriti. Roma, Museo miss. ctnol. lateranense.

ANIMUCCIA GIOVANNI - ANNA

vidi, Ave Maris Stella, Christe Redemptor omnium), dell'antifona (Gaudent in coelis) o della sequenza (Victimae paschali) da cui prende il nome: il cantus firmus serpeggia qua e là nelle varie parti, spezzato, ripreso, elaborato ed arricchito di contrappunti, di imitazioni e passi fugati, sempre vivo e presente nella più vibrante trasparenza melodica dell'edificio polifonico. Dopo le messe, hanno un posto preminente i magnificati, composti negli otto toni e stampati a Roma (1568) col titolo Canticum Beatae Mariae Virginis ad omnes modos factum. Qui l'elemento ispiratore gregoriano è più evidente nelle classiche intonazioni dei versetti e nell'andamento salmeggiante delle voci, ma la maggiore sobrietà contrappuntistica è compensata da una straordinaria ricchezza e varietà di effetti nella disposizione delle parti e nella fusione degli elementi ritmici. Ma dove l'arte di A. prende un aspetto, tutto particolare è nelle brevi musiche su testo volgare, composte per l'Oratorio filippino di S. Girolamo della Carità: le Laudi spirituali che uscirono in due libri nel 1563 (a 4 voci) e nel 1570 (a 8 voci). Altre piccole composizioni del genere mettetistico l'A. aveva scritte su testo latino (nei manoscritti Libelli studiorum, nei Madrigali a 3 voci del 1565), ma quelle su parole italiane assumono un'importanza ben maggiore se si considera che sono le radici prime da cui si svilupperà l'oratorio. In un primo tempo sono a 4 voci soltanto, semplici, omofone, poi si arricchiscono di imitazioni e di altri mezzi artistici, come gli effetti grandiosi del doppio coro, dove, dopo un vario alternarsi, il 1° e 2° coro si riuniscono in finali maestosi e solenni, dispiegando tutta la ricchezza timbrica di una tessitura ad otto voci. E ricordiamo così qualcuna delle laudi più significative, come Jesu sposo mio dolce, Signor dolce mia vita, Occhi pietosi e casti, Venite al cibo eletto, Su su su che stiamo a fare: piccoli quadretti idillici che ci riportano alla quiete serena della campagna e delle ville romane ove, specie durante la visita alle sette chiese, si tenevano quelle spirituali riunioni filippine a cui l'A. portava un fervido anelito di arte e di fede.

Bibl.: G. B. Martini, Saggi fondamentale di contrappunto, II, Bologna 1774, p. 129; L. Picchianti, G. A., in Gazzetta Musicale di Milano, 1843, p. 78; W. A. Ambros, Geschichte der Musik, III, Lipsia 1891, p. 600 sgg.; G. Pasquetti, L'Oratorio musicale in Italia, Firenze 1906; A. Schering, Geschichte des Oratoriums, Lipsia 1911; P. Wagner, Geschichte der Messe, I, Lipsia 1913, p. 420 sgg.