ANIMISMO. -
1. ETNOLOGIA
Con questo vocabolo s'intende più generalmente la tendenza di certi primitivi ad attribuire un'anima non solo all'uomo, ma anche alle cose. Particolarmente si dicono tribù animistiche quelle che praticano un culto speciale dei morti e delle anime. Su questo a. di fatto E. B. Tylor ha costruito la sua teoria dell'a., che comprende tre parti distinte, e cioè: un tentativo di spiegazione dell'origine dell'idea dell'anima; una ipotesi intorno alla successione storica di certe forme di religione; finalmente la sua opinione circa la posizione dell'a. di fatto nella detta serie.L'idea di anima sarebbe sorta nella mente dell'uomo di natura da due sequelle di fenomeni: dall'osservazione dell'uomo dormiente, malato, morto; dall'osservazione del sogno, dell'estasi, della visione. Nel primo gruppo, il primitivo avrebbe avuto l'impressione che qualcosa avesse più o meno lasciato il corpo; nel secondo, che proprio quell'ignoto elemento agisse per proprio impulso, e quindi fosse in grado di esistere indipendentemente. Così sarebbe nata l'idea di un'anima distinta dal corpo e capace di sopravvivere ad esso. Dualismo in seguito applicato anche agli animali e alle piante, e persino alla natura inorganica. Ne sarebbe presto, poi, nata l'idea dello spirito puro, cioè libero sempre da unione col corpo; e, quindi, l'attribuzione di uno spirito a tutti gli oggetti ed elementi della natura. Donde un politeismo più evoluto, nel quale, infine, s'affermò una divinità su tutte le altre.
Il Tylor suppone, dunque, una scala evolutiva che, muovendo dall'a., attraverso culto degli spiriti e politeismo, raggiunge il monoteismo. Le sue idee trionfarono in ambito scientifico per alcuni decenni, decadendo poi fatalmente. Oggi, infatti, non si condivide più il parere del

(fot. Faraglia)
Cade con ciò la scala storica delle religioni formulata dal Tylor, perché il monoteismo non è affatto il prodotto finale di una evoluzione, ma si rivela agli albori stessi dell'umanità. Resta, tuttavia, al Tylor il merito di aver lumeggiato il valore dell'a. di fatto nei riguardi della storia del pensiero umano, di aver cioè avvertito anche nell'uomo di natura il filosofo capace di indagare sulle cause delle cose e di formarsi una concezione del mondo; di avere, inoltre, capito che la concezione del mondo degli animisti non ha sfondo puramente materialistico, ma assurge anche a motivi spirituali sul tipo di quello dell'anima.
Michele Schulien
2. MEDICINA
Nella medicina l'a., teurgia (v.), costituì la prima e più antica forma di interpretazione etiologica delle malattie, ch'esso spiegava attribuendone la causa all'azione di esseri animati invisibili, come demoni o spiriti maligni o addirittura anime di morti. L'interpretazione animistica è quasi sempre connessa con quella magica.Animistica ci appare la concezione medica delle età più antiche e di civiltà come l'egiziana, l'assiro-babilonese, l'indiana, l'iranica, ecc., Talmud (v.). Essa è normalmente diffusa in tutti i primitivi attualmente esistenti, anche quando questi posseggono il concetto delle cause naturali dei morbi. La cura è prevalentemente esorcistica, basata sul principio di spaventare lo spirito maligno, che ha causato la malattia, o di allettarlo altrove con lusinghe, di trarlo in inganno, e a volte di farlo soffrire perché se ne vada.