ALLVATER

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ALLVATER. - È una espressione introdotta nel linguaggio proprio dell'etnologia e della storia delle religioni dall'esploratore inglese A. W. Howitt con la sua opera The Native Tribes of South East-Australia (Londra 1904), intendendo comprendervi gli esseri superiori, venerati da quelle tribù sotto vari nomi. Dallo stesso autore e nello stesso senso, limitato cioè ai soli Australiani sud-orientali, la derivava anche lo studioso tedesco di psicologia religiosa J. W. Hauer nel volume Die Religionen. Ihr Werden, ihr Sinn, ihre Wahrheit (Berlino 1923). L'americano J. H. Leuba estese poi l'espressione agli esseri supremi di tutti i primitivi (A Psychologiacal Study of Religion. Its Origin, Function and Future, Nuova York 1912). H. Cunow, a sua volta, nel lavoro Ursprung der Religion und des Gottesglaubens (Berlino 1913) tornando a riferirsi agli Australiani mutava il vocabolo in «Altvater», ossia «vecchio padre», come antico, venerato, vetusto.

Tuttavia, col progredire degli studi e delle ricerche, la voce è andata in disuso, in quanto il relativo ed eminente concetto religioso dei primitivi si suole, ormai, concordemente denominare con espressioni che, su per giù, corrispondono al nostro Creatore, Essere Supremo (v.), ecc.

BIBL.: G. Schmidt, Manuale di Storia comparata delle religioni, trad. ital. G. Bugatto, Brescia 1934. Michele Schulien