ANEMIO. - Vescovo di Sirmio in Pannonia (fine sec. IV). Si parla di lui nella vita di s. Ambrogio, per la parte presa dal vescovo di Milano alla sua nomina (380). Fu presente al Concilio di Aquileia del 381, dove fu condannato l'arianesimo. Di lui si fa pure menzione nel Sinodo romano del 382. Prima del 391, A. era già morto, perché a quella data Sirmio aveva un
Tut
tavia fino al pontificato di Niccolò V il sigillo scelto non portò sempre la figura del pescatore: l'a. d'oro dell'antipapa Clemente VII (1378-94) conservato pure al Vaticano, porta il suo stemma sormontato dalla tiara e dalle chiavi; e il sigillo di Eugenio IV (1431-47) usato in alcuni brevi presenta le teste dei Principi degli Apostoli («anulus capitum Principum Apostolorum»). Nei brevi di Bonifacio IX (1389-1404) l'a. piscatorio è detto «anulus fluctuantis naviculae».
Con Niccolò V (1447-55) il tipo divenne costante: ovale impresso su cera rossa, alto circa 2 cm., con la figura di
ANELLO del Pescatore - Particolare del sigillo segreto di Clemente VII, antipapa - Museo Sacro della Biblioteca Vaticana.
tén Doltan, Catalogue of the finger rings)
Anello - A. papali del Rinascimento.
nuovo titolare di nome Cornelio (cf. Mansi, III, 581, 599, 601, 612, 1058). Mario Scaduto

