ANERIO, FAMIGLIA. - Casato cui appartennero diversi musicisti, fra cui sono celebri:
MAURIZIO, di Narni, suonatore di trombone in Castel S. Angelo, padre di Giovanni Francesco e Felice. Svolgeva la sua attività di suonatore anche presso la Congregazione dell'Oratorio del cui fondatore, S. Filippo Neri, era penitente fin dal 1556. Mori nel 1591.
GIOVANNI FRANCESCO, n. a Roma nel 1567. Dal 1575 al 79 fu putto cantore nella Cappella Giulia sotto la direzione del Palestrina, e dal 1606 fin verso il 1609 pare sia stato alla corte di Sigismondo III, re di Polonia. Nel 1609 lo ritroviamo a Verona, maestro di cappella del Duomo, e dal 1611 a Roma, «in Seminario Romano musicae Praefectus», e maestro di cappella nella chiesa del Gesù (1613-20).
Fu sacerdote dopo una lunga preparazione che va dal 1583 al 1616, anno in cui ricevette la sacra ordinazione nella sacrestia di S. Pietro per mano del vescovo di Grosseto mons. Giulio Sansidoni. Il 7 ag. seguente celebrò nella chiesa del Gesù la sua prima Messa cantata, cui parteciparono tutti i cantori di Roma divisi in otto cori. Recenti indagini archivistiche hanno indotto a ritenere la data della sua morte, posta generalmente dopo il 1621 (dalla data dell'ultima opera - i Lieti scherzi - pubblicata con dedicatoria dell'autore), posteriore al 1624.
Oltre la vasta produzione sacra, composta per le chiese della Compagnia di Gesù, dedicò viva parte della sua attività alla Congregazione dell'Oratorio, per cui scrisse delle Laudi e, nel 1619 il Teatro armonico spirituale, che occupa un posto importante nelle origini dell'Oratorio in volgare.
Le sue composizioni, più ricche per numero e varietà di quelle del fratello Felice, comprendono, oltre varie raccolte di madrigali (da una a 8 voci) e di musica strumentale (cembalo e liuto), un Dialogo pastorale al Presepio a 3 voci con intavolature di cembalo e di liuto (con incisioni su rame, Verona 1600); molte raccolte di mettiti da una a 8 voci (I. 1609; I. II, con litanie e 4 anfitone mariane dopo il Vespro, 1611); Sacri concentus una cum basso ad organum, con litanie a 4 voci (1613); Antiphonae seu sacrae cantiones (1613, mottetti, I. IV, 1617; I. V, 1618); Sacrarum cantionum (I. V, 1618); Ghirlanda di sacre rose musicalmente contesta, concertata a 5 voci (1619), a cui si può aggiungere La Selva armonica (mottetti, madrigali, canzoni, dialoghi e arie) del 1617, per arrivare poi alla famosa raccolta del 1619 Il Teatro armonico spirituale di madrigali a 5-8 voci concertate con Basso per Organo, che costituisce, con le Laudi composte per il Ancira (v.) e con il Dialogo pastorale suaccennato, il preludio, secondo il nuovo stile monodico rappresentativo, alla musicalità drammatica che informerà di sé il Seicento, dal teatro vero e proprio alla musica spirituale dell'Oratorio. Nel campo prettamente liturgico il suo nome è legato ad un gruppo di


