NANINO, GIOVANNI MARIA

NANINO, GIOVANNI MARIA. - Musicista, n. a. Tivoli nel 1545, m. a Roma il 12 marzo 1607. Fu sepolto in S. Luigi dei Francesi. Studiò sotto la guida di Pierluigi da Palestrina, cui successe nel 1541 quale maestro di cappella a S. Maria Maggiore. Si ritirò da tale incarico nel 1575 e passò a dirigere la cappella musicale di S. Luigi de' Francesi a Roma, che lasciò nell'ott. 1577 per entrare a far parte del collegio dei cantori della Cappella Sistina; ne divenne maestro direttore pro tempore nel 1604-1605.

Nella sua scuola di musica, che fu la prima aperta a Roma da un italiano, si formarono, alle lezioni impartite da lui e da Giovanni Pierluigi da Palestrina, il fratello Giovanni Bernardino, Gregorio Allegri, Antonio Cifra, Antonio Brunelli, Pier Francesco Valentini, Romano Micheli ed altri.

Nelle sue opere, dalle raccolte stampate di motetti a 3 e 5 voci (1578-79-86) ai Salmi a 8 voci, si può notare tutta la parabola di quell'arte polifonica che illustrò il glorioso Cinquecento romano: dai primi lavori, in cui rifugge la solida costruzione contrappuntistica di stile severo e tradizionale, agli ultimi, in cui già serpeggia quella decadenza che sarà completa alla fine del secolo. Tra i motetti primeggiano l'Haec dies a 5 voci e quello a 6 voci Hodie nobis che ancor oggi viene eseguito dalla Cappella Sistina nella mattina di Natale. Tra le altre opere eccellono soprattutto la messa Vestiva i colli a 5 voci (ms. alla Cappella Sistina) e le 5 Lamentazioni a 4 voci (ed. da Haber nel Kirchenmusikalisches Jahrh. del 1891) a cui si può aggiungere il Miserere edito dal Proske nella sua Musica Divina. Il genere però che a lui riusciva particolarmente felice era quello dei madrigali, in cui si è detto abbia superato perfino lo stesso Palestrina: di essi furono fatte numerose ristampe che confermarono la forma ed il successo. Come teorico lasciò trattati didattici: Centocinquantasette contrapunti e canoni a 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 11 voci sopra il canto fermo, intitolato la base di Costanzo Festa, vivamente elogiata (ms. alla Bibl. Corsini, Roma); Rudimenti e regole di contrappunto, e Regole di contrappunto doppio a 4 e 5 voci radunando così quel vasto patrimonio di cogitazioni che doveva costituire la fonte prima a cui attingeva la nuova generazione di musicisti che si formava agli insegnamenti preziosi di lui e del Palestrina.

Molte sue opere furono pubblicate in edizioni del tempo, ma molte sono ancora inedite nei fondi delle Cappelle Giulia e Sistina alla Bibl. Vaticana, all'Archivio della Cappella di S. Giovanni in Laterano, alla Bibl. Casanate, tenne di Roma, a Bologna, a Monaco, a Münster, a Vienna.

GIOVANNI, fratello minore del precedente, n. a Valle- rano (Viterbo) verso il 1560, m. a Roma nel 1623, studiò alla sua scuola. Fu anche lui maestro di Cappella S. Luigi de' Francesi, dal 1591, e, in seguito, di S. Lorenzo in Damaso. Eccelse nel madrigale, forma a cui dedicò tre libri di composizioni, ma, più del fratello, curò la musica sacra, pubblicando 5 volumi di motetti, uno di Salmi vespertini a 4 voci per le domeniche ed altre composizioni minori (invitatori, antifone, responsori, ecc.). Il Proske ne pubblicò, nella sua Musica Divina, 4 salmi a 4 voci. Molte opere sono manoscritte a Vienna ed altre biblioteche d'Europa.

BIBL.: G. Radicotti, G.M. N. musicista tiburtino. Vita e opere. Pesaro 1909.