NANISMO

NANISMO. - Deficienza di sviluppo delle proporzioni corporee dell'individuo, in particolare dell'altezza, che rimangono al disotto degli estremi li- miti della variabilità fluttuante propria di quel gruppo etnico.

Alcuni autori parlano di n. negli individui al disotto di cm. 125 di altezza, altri quando questa presenta una deficienza superiore al 20% del valore normale. Nel n. lo sviluppo delle forme, degli attributi sessuali e psichici è completo o quasi; ciò differenzia il n. dall'infantilismo.

Le cause del n. sono assai varie: razziali, ereditarie, da alterazioni osse, vasali, renali, da deficienze alimentari particolarmente di vitamine, distrofiche da infezioni croniche (tubercolosi, sifilide), il più spesso da ENDOCRINE, GLANDOLE (v.) quali l'ipofisi, la tiroide, il pancreas. Il n. consente salute e durata di vita normali; così pure buono, a volte ottimo, sviluppo dell'intelligenza, eccetto che nelle forme cerebropatiche, mongoloide, ipotiroide (cretinismo), in cui si congiunge a deficienze sviluppo neuro-psichico (v. GIGANTISMO).

BIBL.: A. Ceconi, Medicina interna, VI, Torino 1936, pp. 804-806; M. Messini, Terapia clinica, II, Torino 1944, pp. 1750-51; C. Pelosio, Nuove conoscenze sulla fisiopatologia e clinica dell'ipofisi anteriore, in Recenti progressi di medicina, 6 (1949), pp. 349-50. Giuseppe de Ninno