NERVOSE, MALATTIE

NERVOSE, MALATTIE. - Le m. n. e le malattie mentali costituiscono insieme il gruppo di affezioni morbose, che colpiscono il sistema nervoso. Nonostante che le prime formino un gruppo abbastanza omogeneo e caratteristico, distinto dal resto della medicina per una speciale semeiotica, particolari tecniche di ricerca, differente terapia, tuttavia i loro limiti, sia nei confronti delle malattie mentali che della medicina in generale e delle altre specialità, non sono affatto netti, ma vanno di volta in volta confondendosi.

Per ragioni di chiarezza conviene rifarsi brevemente alle funzioni del sistema nervoso. Accanto alla funzione psichica, le cui alterazioni fanno parte delle malattie mentali, si trovano, semplificando al massimo, la funzione motrice e quella sensitivo-sensoriale; per m. n. s'intendono quelle che interessano soprattutto queste due funzioni. Si deve, inoltre, accennare che è caratteristica del sistema nervoso non solo una «sintomatologia deficitaria» per interruzione dei centri o delle vie di conduzione degli impulsi nervosi, ma anche «sindromi irritative» che si manifestano con un eccesso di funzione. Così, p. es., nei disturbi motori, accanto a una serie che in ordine di aggravamento va dalla diminuita forza di un dito (astenia) alla totale perdita delle possibilità di movimento di uno o più arti (paralisi), si trova la comparsa di movimenti involontari che vanno dalle fini scosse limitate ad un solo segmento (crisi Jacksoniana di una mano) all'attacco convulsivo generalizzato. Analogamente, nelle alterazioni delle funzioni sensitivo-sensoriali, accanto ai disturbi che vanno dalla diminuita sensibilità per il tatto di una ristretta zona cutanea (ipocresia) fino alla perdita completa delle sensazioni di metà del corpo (emi-anestesia), esiste una gamma di disturbi irritativi che possono andare dal formicolio di un dito all'intenso dolore di vaste regioni del corpo. Con ciò, si è accennato soltanto ai disturbi delle funzioni principali; ma è chiaro che un sistema così complesso, come quello nervoso, interferisce in tutta l'attività dell'organismo. Così di volta in volta nelle m. n. si possono trovare disturbi oculari, auditivi, respiratori, sfinterici, endocrini, ecc.

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Di fronte a una m. n. si devono fare due diagnosi: quella di localizzazione della lesione e quella di natura della lesione stessa. La prima è, per ovvie ragioni, pressoché peculiare di queste malattie, il che ha creato una particolare semeiotica, che va dall'esame neurologico alla neuro-radiologia, alla neuro-olfalmologia, alla neuro-otologia, all'elettro-encefalografia, tutte branche sussidiarie del semplice esame fisico del malato. La localizzazione può essere unica (e come tale dovrà spiegare tutta la sintomatologia del malato) o multipla; in questo caso si potranno avere malattie che colpiscono un sistema, p. es., solo le vie della motilità (malattie sistemiche) o quelle che colpiscono più sistemi (non sistemiche, disseminate). Il problema della diagnosi di natura è comune anche alle altre branche della medicina e si differenzia nelle m. n. solo perché le alterazioni si svolgono in un tessuto che ha sue particolari caratteristiche. Così, p. es., l'insorgenza, il decorso, la diffusione di una malattia sarà strettamente legata alla posizione anatomica, alla capacità di reazione tissurale e alle funzioni di un tessuto. È da tenere inoltre presente che molteplici cause di diversa natura possono dare una sintomatologia simile, per cui l'anamnesi e le ricerche ausiliarie giocano un compito importantissimo nella diagnostica delle malattie del sistema nervoso.

Le m. n. possono esser classificate, in rapporto al fattore causale, in malattie infettive, neoplastiche, degenerative, vascolari, carenziali e da agenti fisici. Tale succinta classificazione, senza alcuna pretesa di completezza, vuole solo dare un rapido sguardo panoramico alla materia in questione. Le forme da causa infettiva, provocate da agenti patogeni, siano essi microbi o virus, comprendono una serie di malattie che, a seconda della loro localizzazione, prendono il nome di «meningiti» (quando siano invase le meningi, ossia gli involucri del cervello), «mieliti» (quando si tratti del midollo), «nerviti» (quando sono lesi i nervi); tali malattie possono essere diffuse o circoscritte. Si possono ricordare gli accessi cerebrali, la coresa di origine reumatica e la sifilide del sistema nervoso (la forma meningo-vascolare, la tabe e la paralisi progressiva). Le neoplasie o tumori comprendono tipi di diversa struttura microscopica, a seconda delle cellule da cui prendono origine. Si hanno così i «meningiomi» (a paratenza dalle meningi), i «gliomi» (derivanti dalle cellule gliali del parenchima nervoso), i «neuroni» (che iniziano dalle guaine dei nervi cranici o periferici). Le malattie degenerative, spesso su basi ereditarie o familiari, consistono in un gruppo notevole di forme morbose, di rispetto molto vario. Così le atassi spino-cerebellari (malattia di Friedreich), le atrofie cerebellari, le miopatie e il morbo di Parkinson.

Le malattie vascolari cerebrali sono spesso in relazione con l'ipertensione essenziale e maligna e con le malattie cardiache; possono presentarsi con episodi improvvisi e spesso transitori, come le crisi ipertensive vasomotorie, o con episodi più gravi, quali le emorragie e i rammollimenti, a volte infine con il coma. Presentano, infine, forme a decorso cronico e progressivo e in questo caso sono presenti anche disturbi psichici. Le malattie carenziali sono dovute all'assenza di sostanze necessarie al normale metabolismo; tra queste, le più comuni: il beri-beri, la pellagra e la sindrome di Lichteim che si accompagna ad anemia perniciosa; esse si manifestano in genere con sintomi midollari. Tra gli agenti fisici si citano i traumi, responsabili di lesioni cerebrali e midollari (contusioni, concussioni e commozioni). Tra le varie malattie che sono rimaste escluse da questo elenco, si ricorderà solo la più importante: EPILESSIA (v.) che si presenta con attacchi che vanno dal «piccolo male» (perdita di coscienza della durata di un attimo) al «grande male» (crisi convulsive generalizzate), provocati da svariati stimoli (meccanici, chimici, fisici) agenti sul cervello (epilessia sintomatica) o da cause sconosciute (epilessia idiopatica).

BIBL.: J. Déjerine, *Semiologie des affections du système nerveux*, Parigi 1926; J. Purves-Stewart, *The Diagnosis of Nervous Diseases*, 9ª ed., Londra 1947; N. Valobra, *Malattie del sistema nervoso*, in C. Ganna, *Medicina interna*, V. Torino 1950; M. Gozzano, *Trattato delle m. n.*, Milano 1951.

Luisandro Canestrini