ANNA, PROFETESSA

ANNA, profetessa - La profetessa A. Particolare della Presenta-
zione al Tempio di Ambrogio Lorenzetti (sec. XIV). Firenze, Uffizi.

alla tua serva un maschio » (I Sam. 1, 11), NAZIREATO (v.) perpetuo. Mentre pregava a bassa voce,
fu ripresa dal sommo sacerdote Eli, al quale si
spiegò e ne ottenne la benedizione sacerdotale. Ebbe
la grazia richiesta divenendo madre di Samuele (v.).
Quando lo ebbe svezzato (a circa tre anni, secondo
l’uso ebraico: II Mach. 7, 27) o allevato (l’ebrai-
co gàmal ha i due significati), lo condusse a Silo e
lo presentò al Signore offrendo sacrifici di ringrazia-
mento. Pronunciò allora il sublime cantico ispirato,
in cui loda la potenza, la giustizia e la bontà divina
ed auspica la salvezza messianica (I Sam. 2, 1-10); Magnificat (v.) di Maria S.ma (Lc. 1, 46-55) e leggia
quasi tutto del giubilo sacro della madre di Samuele.
A. è considerata figura della Madre di Gesù per la
sua fecondità miracolosa, e della Chiesa, persegui-
ta nella origini, poi feconda e gloriosa. Piemenza
con i figli è figura della sinagoga, dapprima feconda
poi ripudiata. S. Giovanni Crisostomo dedica 5 omelie
agli insegnamenti morali derivanti dalla maternità di
A. (PG 54, 631-75).

2) ANNA, Tobia (v.), della tribù di Nef-
tali, madre di Tobia il giovane. Rimase fedele al ma-
rito nella cattività di Ninive, anche nelle persecuzioni
suscitate dalle sue opere di carità. Il suo carattere
irascibile si rivelò in un contrasto col marito cieco
che, sentendo il belato d’un capretto avuto in salario
da A., temeva si trattasse di un furto (Tob. 2, 19-23),
e in occasione del viaggio del figlio a Rages (Tob. 5,
23-25; 10, 4-7). La sua tristezza si mutò in giubilo
quando dal colle ove spesso si recava a scrutare l’oriz-
zonte, scorse il figlio che tornava (Tob. 11, 5-6). Nei
Settanta l’accoglienza è narrata con più particolari.
Sopravvissuta al marito, A. fu assistita dal figlio e
dalla nuora fino alla morte (ibid. 14, 14).

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si rifà allo schema di quella di Gesù come nel musaico di P. Cavallini a S. Maria in Trastevere, e più tardi si arricchisce, con le opere del Ghirlandaio e di Andrea del Sarto, di motivi episodici estranei alla scena, che rappresentano persone e ambienti del tempo della pittura. Abbastanza frequenti sono pure episodi dell'infanzia di Maria, nei quali A. entra come personaggio di primo piano, e ciò fin dai musicali trecenteschi della Kahrié giamì di Costantinopoli, fino alla composizione di A. che insegna a leggere a Maria, abbastanza diffusa nell'epoca barocca. Con il gotico internazionale si diffonde largamente un tipo di S. Famiglia con A., la Madonna e Gesù, che, abbastanza comune anche oltralpe, in Italia raggiunge alti valori espressivi: p. es.: nel dipinto di Maasaccio agli Uffizi, nel gruppo in marmo di A. Sansovino in S. Agostino a Roma e nelle due diverse redazioni di Leonardo a Londra ed a Parigi.

Bibl.: K. Künstle, Ilkonographie der christlichen Kunst, I, Friburgo in Br. 1928; A. Masseron, S.le Anne, Parigi s. a.; B. Klein-schmidt, Anna selbstdritt in der spanischen Kunst. Eine ikonographische Studie, in G. E. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F. G. E. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F. F.

Nelle tradizioni e nella poesia popolari. — Nella trepida attesa di un bimbo le madri del popolo invocano s. A., perché le assista e favorisca il felice esito del parto: a tal fine usano tenere la sua immagine sopra il letto. È anche protettrice delle ricamatici, le quali, nel giorno della sua festa (26 luglio) si astengono dal ricamare perché credono che, se contravvenissero a tale norma, il telaio andrebbe per terra rimanendone sfondato il lavoro. E siccome la leggenda dice che A., nella sua prima giovinezza, fu lavandata, vige l'uso che, per divizione, in tal giorno ci si astenga anche dal fare il bucato. In Francia è famoso il pellegrinaggio delle donne a Saint'Anne d'Auray. L'essere stata A. una «pregnante annosa» ha dato luogo ad alcuni modi di dire popolari. A. compare in numerose canzoni lirico-narrative che, nel breve giro di una strofa, la rappresentano in delicati atteggiamenti di premura e di affetto verso Maria bambina; si tratta in prevalenza di graziosa innananne, ricche di immagini poetiche e di vivo sentimento. Sono anche assai diffuse alcune brevi preghiere-invocazioni di carattere lirico: una, assai antica, poiché si trova in un manoscritto della biblioteca Guarnacci di Volterra che risale al sec. XIV, è tuttora ripetuta dalle donne del popolo per averne la grazia di un figliuolo. — Vedi Tav. CXV.

Bibl.: G. Pitré, Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane. XIII: Spettacoli e feste, Palermo 1881; P. Toschi, La poesia religiosa del popolo italiano, Firenze 1922; B. Klein-schmidt, Die heilige Anna. Ihre Verehrung in Geschichte, Kunst und Volkstum, Düsseldorf 1930.