ANNUNZIATA, ORDINE CAVALLERESCO della S.M.A. - Il Supremo Ordine della S.ma A., tra i più antichi dell'Europa, era il massimo della monarchia di Savoia. Fondato da Amedeo VI nel 1364, col nome di Ordine del Collare, si mutò in sodalizio religioso militare, secondo l'uso d'Oriente, quando il fondatore accorse nel 1365 a Costantinopoli in aiuto di Giovanni V Paleologo suo cugino. È dedicato alla Vergine, e quindi i cavalieri, che rappresentano i quindici misteri, hanno l'obbligo di comuni preghiere, diritto a comuni suffragi, mentre nella certosa di Pierre Châtel, istituita chiesa dell'Ordine per testamento del Conte Verde, quindici Padri pregheranno per i cavalieri vivi e defunti. L'Ordine del Collare mutò poi il proprio nome in quello del « Collare dell'A. » con gli statuti di Carlo III il Buono.
I primi statuti dettati dal fondatore andarono smarriti. I più antichi ora esistenti sono pertanto quelli di Amedeo VIII del 1409, in 14 paragrafi scritti a Châtillon, a cui si aggiunsero altri quattro nel 1434. Essi prescrivono il fedele servizio del principe, il mutuo soccorso anche spirituale, l'arbitrato per ogni controversia tra i cavalieri. Il 13 sett. 1518 Carlo III, che si può considerare il secondo fondatore e principale legislatore dell'Ordine, portò da quindici a venti i cavalieri « di nome e d'armi », e « senza macchia », aggiungendo al ricordo dei quindici misteri della Madonna quello delle cinque piaghe di Gesù. Il 18 ott. 1577 Emanuele Filiberto non computò nei venti il Gran Maestro e il principe ereditario, prescrisse l'ortodossia cattolica e la nobiltà risalente agli avi, concesse il
diritto al senato, esenzioni finanziarie e giudiziarie, e sovvenzioni: privilegi confermati nel 1620 da Carlo Emanuele I (che nel 1607 trasportò la chiesa dell'Ordine da Pierre Châtel, passato alla Francia, ai Camaldolesi di Torino) e poi da Carlo Emanuele II. Carlo Alberto nel 1840 rinnovò gli statuti confermando il carattere e i privilegi dell'Ordine, ma abolendo quelli tributari e forensi, e ne stabilì la sede religiosa nella certosa di Collegno. Vittorio Emanuele II tolse nel 1869 l'esclusiva nobiliare, richiedendo per la ammissione servigi eccezionali nelle alte cariche dello Stato; e Vittorio Emanuele III, con la riforma del 1924, non comprese nei venti cavalieri il Sovrano Gran Maestro, il principe ereditario, i dignitari ecclesiastici e gli stranieri.
Le insegne furono dapprima quindici collari da levrere d'argentone dorato, acquistati da Amedeo VI presso un orefice d'Avignone, e la cui chiusura era costituita da tre lacci d'amore a doppio nodo, con il motto « F.E.R.T. ». Nel 1518, adottato il collare personale di Carlo I, formato da quindici nodi alternati con altrettante rose bianche, il duca Carlo III vi appendeva un medaglione con l'immagine a traforo dell'Annunciazione di Maria, cui consacrava l'Ordine, conservato fino ai giorni nostri come il « grande collare di cerimonia », da portarsi con una placca, fissata al lato sinistro del petto, anch'essa dorata, con l'effige dell'A., in una cornice di fiamme; sostituito comunemente da un « piccolo collare » di forma più semplice. L'abito è di colore amaranto, con ricami d'argento, foderato d'azzurro. Il cerimoniale, prescritto da Carlo III, è conformato a quello del Toson d'Oro. I cavalieri hanno il titolo d'« Eccellenza » e di « Cugino » del re sovrano; precedono le cariche dello Stato, immediatamente dopo i cardinali, con diritto agli onori militari. I collari, su cui

La festa dell'Ordine si celebra il 25 marzo, solennità dell'Annunciazione di Maria S.ma.