APELLE. — Discepolo di Marcione dal quale si separò recandosi per qualche tempo ad Alessandria e tornando poi a Roma. Scrisse un grosso volume di Sillogismi per convincere di falsità Mosè e pubblicò le rivelazioni di una certa Filomena, probabilmente sua discepola. Era già vecchio quando sotto Comodobo ebbe una disputa pubblica con Rodone, discepolo di Taziano (Eusebio, Hist. ecc., V, 13). Secondo il Praedestinatus, 22, fu combattuto anche da Origene.
A. ammette un solo dio, buono, che crea il mondo angelico. Uno di questi angeli è il demiurgo che ha creato a immagine di quello superiore questo mondo inferiore della materia; ma così difettosa riesce l'opera sua che egli se ne parte e prega Dio di provvedere alla sua correzione. Così viene inviato Gesù, che alla fine dei secoli rinnoverà tutto il mondo. Secondo alcuni il demiurgo sarebbe per A. l'angelo del fuoco appreso a Mosè, e quindi il dio stesso d'Israele. Egli riesce con allettamenti di cibi materiali ad attirare giù dal cielo le anime degli uomini e fissarle nella carne.