APOSTOLATO DEL MARE. - Complesso di iniziative cattoliche per l'assistenza religiosa, morale e sociale dei marittimi nel mondo intero. La natura, il fine e l'organizzazione di questa opera risulta dalla speciale condizione della gente di mare, che per l'eccezionale indole del suo lavoro è spesso per lunghi periodi lontana dalle pratiche della vita cristiana, dal focolare domestico e dalle gioie della vita civile, rimanendo abbandonata a sè ed esposta a molti pericoli. Si calcolano a ca. 800.000 i marittimi cattolici, vale a dire più della metà della gente di mare, cui si debbono aggiungere gli impiegati ed impiegate di bordo ed altre categorie di naviganti, i pescatori, il personale per i fari.
I. Storia
Prima della «Riforma» del sec. XVI, ai marinai dei paesi costieri d'Europa, che fornivano al mondo la maggior parte dei suoi navigatori, l'assistenza religiosa e professionale veniva garantita con ogni genere di confraternite ed associazioni. In seguito alla rivoluzione industriale del sec. XIX e all'impulso ricevuto dal commercio per via di mare, un maggior numero di uomini fu impegnato in tale professione. Sorsero allora, per iniziativa inglese, svedese, norvegese e americana in particolare, molte associazioni filantropiche protestanti per la loro assistenza, le quali fondarono circoli ed assegnarono cappellani nei vari porti, non esclusi quelli di paesi prevalentemente cattolici, come il Belgio, la Francia, il Portogallo, l'Italia, l'Irlanda e la Spagna.Da parte cattolica i primi tentativi per assistere i marinai compagni di fede furono fatti verso la fine del sec. XIX, principalmente per merito della Società di S. Vincenzo de' Paoli e dei padri Gesuiti, i quali in seno all'Apostolato della preghiera stabilirono una sezione particolare per i marinai chiamata A. d. m. I primi inizi dell'attuale movimento internazionale furono a Glasgow, quando nel 1920, in una riunione di zelatori, Peter Anson, un convertito dall'anglicanesimo, avanzò l'idea che a fianco dell'azione religiosa s'iniziasse un lavoro d'assistenza morale e sociale dei marittimi, idea che fu concretata in statuti, presentati nel 1922 dall'Arcivescovo di Glasgow, mons. MacIntosh, Presidente dell'«Apostleship of the sea», al papa Pio XI e da questo approvati. In quell'anno esistevano nel mondo non più di dodici centri di assistenza dei marittimi, dislocati in sei paesi, e non collegati fra di loro. Il Papa approvando l'A. d. m. gli diede la consegna di estendersi sempre più nelle zone marittime dei due emisferi. Gradualmente, con l'aiuto degli stessi marinai, l'A. d. m. fu conosciuto nei vari porti e si formarono parecchi comitati per l'assistenza. Nel 1924 i Cappuccini di Rotterdam, pubblicavano il primo giornale per i marittimi, il Recht door Zee, che, grazie ai suoi articoli redatti in varie lingue, divenne il mezzo principale per la propaganda internazionale. Più tardi, sulla guida di tale pubblicazione, vedeva la luce l'Apostolatus Maris Magazine. Tutti i centri, vecchi e nuovi, aderirono al Consiglio di Glasgow, il quale, così rafforzato, tenne nel 1927 a Port-en-Bessin (Normandia) il primo Congresso internazionale dell'A. d. m.
Nel secondo Congresso internazionale di Londra tenuto nel 1931 sotto la presidenza del cardinale Bourne, venne costituito l'A.M.I.C. (Apostolatus Maria internationale Concilium). Questo Consiglio internazionale costituito dai rappresentanti delle varie nazioni e di tutte le organizzazioni che entro la Chiesa cattolica si prendono cura del bene spirituale, morale e sociale dei marittimi, con sede, segretariato e periodico trimestrale (Quarterly), in Londra, divenne il Centro di collegamento e di direzione dell'Opera.
Nei Congressi susseguitisi fino allo scoppio della guerra, ad Amburgo (1934), Sables d'Olonne (1936), Anversa
(1937), Glasgow (1938), fu precisato il testo definitivo delle costituzioni dell'A.M.I.C., venne chiarita l'autonomia per ogni unità dell'A. d. m., posta sotto il controllo diocesano, nel collegamento e nella cooperazione internazionale; si crearono delle direttive per un'azione cattolica fra i marittimi; si risolve il problema della collaborazione femminile nei ritrovi dell'A. d. m., ammettendo di comune accordo come essenziale; si costituì una confraternita di marittimi sotto la protezione della Stella Maris.
Oltre a queste direttive comuni internazionali, i vari paesi hanno dato all'A. d. m. una loro caratteristica nazionale. La Francia ha sviluppato un organizzatissimo apostolato tra i pescatori e tra i marinai della marina mercantile e militare sulle basi dell'Azione cattolica. Nella Spagna si è dato un particolare sviluppo ai ritiri spirituali per i marinai e ai corsi di dottrina cristiana. In Olanda si sono curati i Circoli familiari. In Italia si è costituito uno speciale servizio d'assistenza per le donne che lavorano sulle grandi linee per passeggeri, metodo che fu adottato anche da altri paesi. Nei paesi anglosassoni, Stati Uniti, Canadà, Inghilterra, Australia e Nuova Zelanda, si sono stabiliti circoli con perfetta attrezzatura assistenziale. In Belgio funzionano numerose biblioteche che forniscono le navi partenti di libri, che vengono cambiati al ritorno. In Germania si era dato impulso all'istruzione religiosa e liturgica.
I circoli dell'A. d. m. completamente attrezzati sono oggi (1948) una settantina (non essendo ancora stati ricostituiti quelli tedeschi ed alcuni francesi distrutti nella guerra) e si trovano in Argentina, Australia, Belgio, Canadà, Francia, India, Inghilterra, Italia, Irlanda, Nuova Zelanda, Portogallo, Olanda, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Uruguay e Indie Occidentali. I centri di servizio dell'A. d. m. con promotori laici e cappellani, sono attualmente 260 ed esplicano la loro azione oltre che nei centri suindicati, in varie località di missione, tra cui l'Africa e la Scandinavia; sono in rapido aumento e si trasformano appena possono in circoli. Una schiera di sacerdoti si dedica al lavoro nei maggiori porti dei vari paesi. Trecento altri sacerdoti vi collaborano attivamente in qualità di cappellani onorari, insieme con parecchie migliaia di cooperatori laici. Dopo la guerra l'A. d. m. ha ricevuto nuovo impulso da S. S. Pio XII, che ha posto l'opera sotto la direzione suprema della S. Congregazione concistoriale. Il mondo marittimo ha così oggi il suo centro in Roma.
II. L'A. d. m. in Italia. — In Italia l'A. d. m. ha avuto inizio a Genova nel 1925 per cura del padre Lucchetti S. I., cappellano dei garaventini, coadiuvato poi dal rev. Chute e da miss Buckley. L'opera però sorse pienamente soltanto nel 1932 quando il cardinale Minoretti affidò l'A. d. m. ad una apposita Conferenza di s. Vincenzo de' Paoli, Stella Maris, che a mezzo di cappellani e di laici assistette i marittimi in due ritrovi distinti per marinai della marina militare e mercantile in via del Molo, fondati dal conte Giuliano Gambaro.
L'opera molto fiorente cura le visite a bordo ed ai degenti negli ospedali, specie la domenica e i giorni festivi, provvede alla celebrazione della S. Messa per i marinai con adatto sermoncino, organizza trattenimenti nella sede per loro onesto svago, cura l'insegnamento catechistico, brevi ritiri spirituali, diffusione di stampa sana e cattolica, in specie del manuale del marinaio, ed anche grandi manifestazioni religiose sulle navi ed in città. La sede bella ed accogliente ha la cappella, sale di lettura, di giochi, di musica e altre sale di direzione ed uffici relativi.
Tutte le varie iniziative sono dirette dal cappellano mentre il funzionamento delle varie attività è svolto attraverso le due sezioni, anziani e giovani, della Stella Maris. La prima cura l'indirizzo, l'amministrazione e la raccolta delle quote degli associati
per il finanziamento dell'Opera; la seconda svolge l'attività di visite e trattenimenti, apostolato e tesseramento. Un comitato di dame patronesse e di soci e simpatizzanti sostiene con spontanee offerte tutta l'opera.
Durante il periodo bellico l'A. d. m. di Genova ha compiuto un continuo lavoro di penetrazione capillare fra i marittimi per vincere l'assenteismo e l'indifferenza religiosa, ha procurato l'assistenza religiosa alle navi da guerra in porto ed a tutte le navi da carico partenti; e nel dopoguerra oltre l'attività consueta ha somministrato vitto gratuito a molti naviganti in attesa d'imbarco. Nel solo anno 1947 i marittimi tesserati furono 7300, le presenze annue in sede 82.000, le navi visitate 1650, i degenti visitati ed aiutati 125, le razioni di vitto gratuito 75.000.
Per curare la diffusione dell'A. d. m. in Italia, che di fatto esiste e funziona con tutte le iniziative solo in Genova, e parzialmente a Savona, Venezia, Bari, Spezia, Napoli, Chioggia, esiste una Consulta nazionale alle dipendenze della S. Congregazione concistoriale che ha come presidente mons. M. Mimmi, arcivescovo di Bari, e direttore generale mons. G. Siri, arcivescovo di Genova. Di detta Consulta fanno parte quattro consultori laici. La sede è a Genova.
Arnaldo M. Lana